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Como, il Comune multa e ‘si prende’ la casa vacanza poi scopre che in Tribunale rischiava e annulla tutto

Il lungo braccio di ferro tra il Comune di Como e i proprietari di un alloggio per accogliere turisti in via Panoramica San Pietro si arricchisce di un nuovo, inatteso capitolo. Palazzo Cernezzi ha infatti deciso di annullare d’ufficio il provvedimento con cui, a metà giugno, aveva decretato l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale della struttura (di fatto, un esproprio senza indennizzo) e inflitto una sanzione da 20 mila euro.

La mossa dell’amministrazione arriva in extremis per evitare una probabile sconfitta in tribunale. Giovedì 9 luglio era infatti prevista l’udienza davanti al Tar della Lombardia, a cui i privati si erano rivolti per bloccare il sequestro.

Il nodo della contesa: da residenza a struttura ricettiva

La vicenda va avanti da anni. Secondo i giudici amministrativi e gli uffici tecnici del Comune, l’abitazione non veniva usata per semplici locazioni turistiche brevi, ma per una vera e propria attività ricettiva extra-alberghiera. Un servizio di ospitalità e catering però avviato, secondo i controlli dell’amministrazione, senza i necessari permessi edilizi.

Nel 2023 il Comune aveva ordinato il ripristino della destinazione residenziale originaria ma poi, non vedendo modificata la situazione, il 17 giugno scorso gli uffici avevano fatto scattare la linea dura: stop all’attività, multa e villa che passa di proprietà al Comune.

Perché Palazzo Cernezzi si è fermato

Nessun perdono o ripensamento sul merito dell’abuso, ma un semplice — e decisivo — vizio di forma. Gli stessi tecnici comunali si sono resi conto che il decreto di esproprio conteneva gravi lacune burocratiche, potenzialmente tali da far soccombere il Comune nel contenzioso avviato dai privati al Tar.

In particolare, l’atto non specificava nel dettaglio i beni da sequestrare, rendendo impossibile registrare il passaggio di proprietà nei registri immobiliari e non esplicitava puntualmente le attività istruttorie svolte dal Comune di Como relative all’accertamento dell’inottemperanza all’ordinanza di acquisizione-

In pratica, se il Comune si fosse presentato al Tar il 9 luglio con un atto così “fragile”, i giudici avrebbero quasi certamente dato ragione ai privati. Da qui la scelta strategica del Direttore del Settore Programmazione Territoriale, l’architetto Luca Noseda: cancellare tutto in “autotutela” per azzerare il rischio di subire una condanna alle spese e dover risarcire i privati.

Cosa succede adesso

Con questo annullamento, tutti gli effetti del sequestro e la multa decadono retroattivamente. La villa non è più del Comune e torna al 100% nelle mani dei legittimi proprietari e gestori. 

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