La consigliera del Pd Patrizia Lissi contesta le ragioni con cui il sindaco di Como Alessandro Rapinese intende chiudere alcune scuole e asili di Como: “Scuole e asilo chiusi per il calo demografico? L’Amministrazione giustifica spesso la propria volontà di chiudere asili e scuole con la denatalità. Eppure, guardando i dati, emerge come, soprattutto in alcuni quartieri, la situazione sia addirittura critica in senso opposto”
Lissi in consiglio comunale ha fatto alcuni esempi “come l’asilo Caravelle di via Giussani. Lì ci sono 11 bambini in lista d’attesa, con già 14 piccoli alunni accolti nella seconda struttura scelta. Nido Babylandia? Tre in lista d’attesa, addirittura sette in lista d’attesa per la seconda o terza scelta. Nido Fantasia? Quattro in lista d’attesa per la prima scelta, cinque per seconda e terza. Significa che ci sono bambini che al momento non riescono a iscriversi nemmeno nel terzo istituto in ordine di preferenza”.
“A questo – aggiunge l’esponente Pd – si aggiunge il fatto che, da Como Sud, spostarsi verso il centro nelle ore di punta è tutt’altro che semplice, con via Napoleona spesso congestionata e gli autobus, principale alternativa per ridurre il traffico, talmente pieni da non riuscire a far salire nemmeno un passeggino. E una volta a Como, resta il problema dei parcheggi, in un’età in cui non è possibile far entrare i bimbi a scuola semplicemente accostando e aprendo la portiera”.
“Invece che chiudere asili e scuole, prendersela con i genitori ‘pappemolli’, come ama definirli il sindaco, e nascondersi dietro il calo demografico – conclude Lissi – l’Amministrazione avrebbe potuto, come chiedevamo, fare un ragionamento più approfondito che tenesse conto anche di alcune dinamiche sociali, intervenendo laddove ci sono criticità, per venire incontro alle esigenze delle famiglie (il fatto che sia saltata una quarta sezione in via Palma a causa di lavori che avrebbero dovuto essere svolti più di due anni fa vi dice nulla?). La nostra città ha situazioni eterogenee, diverse tra loro, che andrebbero studiate, con uno sguardo d’insieme e una visione più ampia, per rispondere nel modo migliore possibile”.
