RADIO COMOZERO

Ascolta la radio
con un click!

Attualità

Como, il quartiere di 7mila abitanti grande come un paese (quasi) senza medici: “Ora mobilitazione”

Il Pd si mobilita per la grave carenza di medici di base che colpisce tutta Como e in particolare il quartiere di Albate, circa 7mila abitanti, dove “i servizi di prossimità stanno subendo un drastico ridimensionamento”.

Dal primo luglio, segnala il segretario del circolo Dem di Albate, Francesco Finizio, “la dottoressa Bordoli, che ha lo studio in via Venusti, lascerà l’incarico dal prossimo 30 giugno e, in pari data, il dottor Laface, attivo nel presidio medico di Cascina Massée, andrà in pensione e verrà sostituito da una dottoressa che riceverà a Brunate (un po’ scomodo per gli albatesi…)”.

“Davanti a questo scenario – afferma Finizio – occorre procedere all’immediato inserimento di nuove risorse, diversamente è forte il rischio di impoverire i servizi del quartiere, aumentando le difficoltà soprattutto per le fasce più fragili della popolazione. Si parla di un numero pari a circa 2.300 pazienti che erano in cura da Bordoli e Laface”.

“Privare il quartiere di due medici di base senza prevedere la sostituzione, significa costringere anziani, malati cronici e famiglie a spostarsi verso altre zone o a sovraccaricare gli studi medici già saturi del territorio di Como – conclude la nota – Ci attiviamo fin da subito con una mobilitazione costante a tutti i livelli fatta di gazebo informativi e raccolte firme mettendoci a disposizione della cittadinanza al fine di sollecitare l’assessorato al Welfare di Regione Lombardia a trovare una soluzione”.

Sempre sul tema della carenza dei medici di base, allargando l’emergenza all’intera provincia, oggi hanno diffuso una nota congiunta i sindacati. La pubblichiamo integralmente di seguito.

LE/I COMASCHI SENZA MEDICO DI BASE, A RISCHIO LA SALUTE

Siamo di fronte ad un elemento di criticità che attiene alla sanità in provincia di Como che sconta da tempo difficoltà strutturali, che purtroppo non sono in fase di miglioramento ed è la carenza di medici di medicina generale. L’ennesimo dato relativo al numero di medici di medicina generale che mancano all’appello ci preoccupa enormemente. Appare evidente che gli sforzi fatti da parte di Asst Lariana per reperire il personale necessario, purtroppo non bastano per sopperire alle uscite ed ai pensionamenti.

Questo ha effetti diretti sulla condizione delle persone che non trovano risposte e soluzioni a bisogni anche semplici e quotidiani di salute In particolare sono i pazienti con bisogni sanitari complessi legati anche all’età che subiscono gli effetti peggiori

Queste persone necessitano maggiormente un rapporto fiduciario con il medico di medicina generale che rischia di non essere garantito con l’attivazione degli ambulatori temporanei. Infatti, chi ha una condizione di patologia cronica o elevati bisogni sanitari, ha necessità di avere una presa in carico con un medico che conosca la propria storia clinica.

Questo per evitare la prescrizione di prestazioni o esami non appropriati se non addirittura accessi al pronto soccorso impropri che potrebbero invece essere gestiti dal proprio MMG, con inoltre il rischio di sovraccaricano queste strutture. Anche chi ha un medico assegnato, rischia di avere un’assistenza poco puntuale se non addirittura superficiale perché quel MMG deve occuparti di più di 1.500 pazienti, con un tasso di cronicità elevato, questi numeri rendono il lavoro impossibile anche al medico più attento e preciso.

Stante il contesto sarà da valutarsi con attenzione l’attuazione del recente accordo nazionale relativo alla presenza dei medici di medicina generale presso le Case di comunità. Infine molte delle carenze in termini numerici di MMG si verificano in alcune zone del territorio (in particolare nel Distretto di Lomazzo ed Erba) questo determina per le strutture ospedaliere di riferimento un sovraccarico derivante dalla necessità di rispondere a bisogni sanitari anche meno complessi che se però non gestiti in tempo possono aggravarsi ed avere effetti oltre che sulla salute delle persone anche sull’intero sistema sanitario.

La situazione problematica che vede coinvolta l’intera regione Lombardia viene da lontano, ed è soprattutto legata alla mancanza di visione a medio-lungo termine dal punto di vista della mancata programmazione dei fabbisogni di personale sanitario, medico ma anche infermieristico. Le riforme degli ultimi anni non hanno affrontato questo tema che era prevedibile considerata l’età media del personale, l’evoluzione epidemiologica, le dinamiche demografiche e l’invecchiamento della popolazione. In provincia di Como la situazione è aggravata maggiormente da diversi fattori che stanno mettendo a rischio la risposta sanitaria anche a bisogni semplici (come la certificazione di una malattia o la richiesta di un semplice esame diagnostico).

Come organizzazioni sindacali segnaliamo da anni le difficoltà della nostra terra- Oggi serve un impegno condiviso della comunità, a partire da chi ha la responsabilità di governo locale e regionale della sanità per per ridare centralità ai bisogni di salute delle persone, garantendo quell’uguaglianza sancita dalla Costituzione e prevista dalla legge 833 del 1978.

Alessandra Ghirotti CGIL di Como, Paola Gilardoni CISL dei Laghi, Dario Esposito UIL Lario

© RIPRODUZIONE RISERVATA
TAG ARTICOLO:

Potrebbe interessarti:

Videolab
Turismo