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Como, il Tar non sospende d’urgenza il taglio dei ciliegi ma fissa una nuova udienza: il finale è ancora un giallo

Si ingarubuglia ulteriormente la vicenda del taglio dei ciliegi in via XX Settembre a Como. Il Tar questa mattina ha respinto la nuova richiesta di sospensione d’urgenza degli abbattimenti formulata dal Comitato con il ricorso presentato ieri. Ma, nello stesso tempo, ha fissato la trattazione nel merito della vicenda il prossimo 5 febbraio 2026.

Dunque, di fatto, lo scenario aperto è doppio.

Da un lato, il Comune di Como non si è visto stoppare nell’immediatezza e dunque – almeno virtualmente – potrebbe procedere all’abbattimento in virtù degli atti in tal senso già approvati. Ma dall’altro lato, la fissazione di una trattazione nel merito della vicenda, ossia della richiesta di stop del Comitato, in qualche modo imbriglia ancora l’operazione affidata da Palazzo Cernezzi alla ditta Peverelli. Insomma, l’intervento di mezzi e operai dall’alba di domani sarebbe come minimo uno sgarbo rispetto al percorso legale già in corso.

Il motivo è chiaro: l’abbattimento degli alberi già domani, nel caso, toglierebbe ogni senso e l’oggetto vero e proprio della trattazione fissata per febbraio.

Peraltro, il decreto del Tar ha rilevato anche che “la concessione di misure cautelari provvisorie (cioè il temporaneo stop urgente agli abbattimenti chiesto dal Comitato, ndr) presuppone che la notificazione del ricorso si sia perfezionata nei confronti della parte pubblica”. Ma è stato ritenuto che tale presupposto non si sia verificato poiché il ricorso “non è stato notificato all’Avvocatura dello Stato, bensì ad un indirizzo PEC riconducibile al Ministero della cultura che, rappresentando l’Amministrazione da cui proviene uno degli atti principalmente impugnati, costituisce parte pubblica necessaria del presente giudizio”.

E quindi, ecco che quelle ragioni risultano “ostative all’accoglimento della richiesta di misure cautelari provvisorie”, con la già citata fissazione “per la trattazione collegiale nella camera di consiglio del 5 febbraio 2026”.

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