E’ una notizia molto dolorosa che tocca profondamente anche questo giornale: è morto in Senegal Severino Proserpio Maspes, figura luminosa della Cgil prima e del volontariato internazionale degli ultimi 20 anni. Di Severino, il Seve, bisogna ricordare la forza gentile, quella voce dritta e anche roca, saggia che pareva poter reggere il mondo anche di fronte alle catastrofi, ai lutti dolorosi che lo hanno colpito. Severino ha saputo trasformare la tragedia in vita, in dono, in carezza. E di vite, letteralmente, ne ha salvate a centinaia. E’ un giorno così triste per questa città, è difficile mettere insieme le parole anche per chi lo fa di mestiere. E’ bello ricordarlo al tavolo di una trattoria che non c’è più da diversi anni, La Pesa di via Sant’Abbondio. Perché a Severino piaceva mangiare lì quando tornava: così ci si sedeva e partivano le cronache dal Senegal, sollecitate da mille domande. Poi chiedeva aggiornamenti sulla città, tra politica e sindacato, sempre curioso, sempre vicino alle radici. E i racconti si intrecciavano in un unico grande libro del mondo, facendo ricordare a tutti che gli esseri umani vivono sullo stesso pianeta. Non poco, soprattutto in questi tempi.
Nel 2007 era stato insignito dell’Abbondino d’Oro, massima onorificenza cittadina. E’ stata la sua associazione, i Bambini di Ornella, a comunicarne la morte con una Nota di un’ora fa:
Dal Senegal ci giunge una notizia triste e dolorosa, che non avremmo mai voluto ricevere. Dopo la perdita di Laura (la figlia scomparsa prematuramente un mese fa, Ndr), è venuto a mancare anche il nostro caro amico, compagno di cammino e fondatore de I Bambini di Ornella: Severino. Severino è stato una persona di rara generosità, un uomo dal cuore grande, che ha scelto di stare sempre dalla parte dei più deboli, dedicando la sua vita all’aiuto degli altri con passione, coraggio e amore sincero. Il suo esempio e il suo impegno resteranno per sempre vivi in tutti noi e nel lavoro che ha contribuito a costruire. Lo sconforto è grande e ci stringiamo tutti in un unico, forte abbraccio a Tatou, sua amata nipote.
Severino, aveva 85 anni era nato il 13 agosto del 1945. Storico sindacalista della Cgil insieme con l’amatissima moglie Ornella nel 2005, spiega l’associazione: “Dopo anni di viaggi alla ricerca di un luogo dove impiantare il loro sogno, scelgono Kelle, villaggio appartenente alla comunità rurale di Yenne, di cui fanno parte 9 villaggi dediti ad agricoltura e pesca”.

Ornella è scomparsa in quel periodo ma Severino è andato avanti e ha deciso di combattere la schiavitù dei bambini, i talibé. Così aveva deciso di trasferirsi e fondare l’associazione per sottrarre i giovani alla strada. I Bambini di Ornella mettendo a disposizione della comunità locale un centro di accoglienza che consta di una palazzina di circa 750 metri quadri e tutto l’aiuto necessario per assicurarne il funzionamento in collaborazione con la comunità locale e con l’associazione senegalese omologa, denominata Les Enfants de Ornella.
La situazione è ben raccontata da questo documentario:
Il 21 dicembre scorso Severino ha perso anche la figlia Laura, disse: “Perdere Ornella fu una tragedia, perdere un figlia é innaturale, ora riposa serena cucciola”. Alla famiglia le più profonde e sentite condoglianze.
Durante la pandemia ci raccontò la situazione in Senegal: