Un intervento complessivo da 1.250.000 euro per mettere in sicurezza e riqualificare le facciate e le coperture dello storico istituto Setificio “Paolo Carcano” in via Castelnuovo a Como. La Provincia di Como ha approvato il Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP) per il lotto di completamento dei lavori, compiendo un passaggio formale fondamentale per candidare l’opera a un bando ministeriale. Il contributo statale potenziale coprirà fino a 1 milione di euro, mentre la restante quota verrà inserita nel bilancio triennale dell’ente per gli anni 2027-2029.
Architettura e storia: l’eredità industriale del Setificio
Progettato nel 1973 dagli architetti Lorenzo Muzio e Franco Tartaglino Mazzucchelli in un’epoca di forte espansione dell’industria tessile comasca, l’Istituto Tecnico Industriale “Paolo Carcano” costituisce uno dei più importanti esempi di architettura moderna in cemento armato della città. Il complesso si struttura come un vero e proprio organismo integrato, in cui la distribuzione dei volumi risponde a precise esigenze funzionali.
I corpi di fabbrica più alti e verticali, costruiti con travi, pilastri e pareti in calcestruzzo a vista, accolgono le aule scolastiche. Al contrario, i volumi più bassi e sviluppati in orizzontale impiegano elementi prefabbricati pensati per ospitare i grandi laboratori tecnici. All’interno dello stesso recinto edilizio, con accesso da via Valleggio, si trova anche la sede del Museo Didattico della Seta, anch’essa caratterizzata da strutture portanti in calcestruzzo su livelli sfalsati e servita da una rampa d’accesso.
I problemi della struttura: il degrado da carbonatazione
I problemi principali che interessano la struttura derivano proprio dall’invecchiamento delle superfici in calcestruzzo armato a vista, costante e inevitabile con il passare dei decenni. L’azione combinata degli agenti atmosferici, della pioggia e dell’inquinamento atmosferico genera infatti il fenomeno noto come carbonatazione del cemento.
L’anidride carbonica penetra nella porosità del materiale e ne altera il grado di acidità, lasciando scoperti all’ossidazione i ferri interni dell’armatura. La ruggine fa aumentare di volume il metallo, spingendo verso l’esterno fino a provocare la frattura e il distacco dei calcinacci dalle facciate, con evidenti rischi per l’incolumità pubblica. Oltre al degrado dei muri esterni, l’edificio risente della vetustà delle guaine impermeabilizzanti del tetto, da cui derivano infiltrazioni d’acqua, e della presenza di vecchi oblò finestrati con coperture in policarbonato a foglio singolo, del tutto inefficaci sotto il profilo dell’isolamento termico e delle norme di sicurezza vigenti.
Come cambierà la scuola: i dettagli del cantiere
Per restituire piena stabilità ed efficienza all’edificio, l’intervento si articolerà in diverse fasi operative. Gli operai effettueranno prima la battitura manuale per rimuovere tutte le porzioni di cemento ormai traballanti, proseguendo poi con l’idrodemolizione delle pareti deteriorate. Si passerà quindi al risanamento vero e proprio: le armature metalliche scoperte verranno spazzolate e trattate con prodotti antiruggine (passivazione), per poi ricostruire i volumi mancanti con malta cementizia ad alta resistenza. L’intero involucro esterno verrà infine protetto e rifinito con una speciale tinteggiatura elastica impermeabile, ideata appositamente per preservare il calcestruzzo a vista.
L’opera di riqualificazione toccherà anche le coperture superiori e i serramenti dell’istituto. Verranno sostituite integralmente le vecchie guaine di impermeabilizzazione per bloccare le infiltrazioni meteoriche. Inoltre, gli oblò finestrati saranno completamente rinnovati: la superficie in policarbonato verrà sostituita con doppi vetri stratificati di sicurezza, accompagnati dalla verniciatura dei telai e da una sigillatura ermetica sia interna che esterna. A cantiere concluso, una pulizia generale di tutti i serramenti e delle vetrate restituirà l’edificio alla comunità scolastica.
Il quadro economico dei lavori
L’importo complessivo previsto dalla Provincia è pari a 1,25 milioni di euro. La parte principale del budget, pari a 900.000 euro, è destinata all’appalto dei lavori edili a base d’asta, a cui si sommano 50.000 euro per la gestione dei costi della sicurezza. Le restanti quote del quadro economico comprendono 209.000 euro per l’IVA sui lavori (calcolata al 22%) e circa 91.000 euro suddivisi tra le spese tecniche di progettazione, le pratiche di gara, gli incentivi per le funzioni tecniche e la riserva per eventuali imprevisti di cantiere.
