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Como, lo sfogo dell’ex docente: “Pensionati della scuola dimenticati, i sindacati fanno solo lotte di facciata”

Un durissimo atto d’accusa verso lo Stato, in grave ritardo, e verso i sindacati che si limiterebbero a fare lotte “solo di facciata”. Non usa mezzi termini l’ex consigliere comunale Vittorio Mottola, ex insegnante in pensione dal settembre 2023, nel denunciare una situazione al limite che coinvolge tanti docenti in pensione che attendono da anni di sapere quando verranno elaborate le schede per il calcolo della liquidazione degli arretrati a favore di chi, ora pensionato, ha diritto a questi importi.

Ecco l’amaro sfogo.

Egregio Direttore,
Sono un docente in pensione dal 1° settembre 2023 e desidero portare alla Sua attenzione una problematica che sta investendo il mondo della scuola, con particolare riferimento all’atteggiamento dello Stato nei confronti di centinaia di migliaia di operatori (dirigenti, docenti e personale ATA) andati in pensione tra il 1° settembre 2022 e il 2025.

I fatti sono questi: nel dicembre 2025 è stato finalmente firmato il Contratto Scuola 2022/2024, che era scaduto nel dicembre 2024. A gennaio 2026 sono stati liquidati gli arretrati e gli aumenti salariali per il personale scolastico ancora in servizio. Tuttavia, ad oggi, nulla è stato riconosciuto a coloro che sono andati in pensione nel corso di tale periodo contrattuale (2022-2024). La situazione è ancora più grave se consideriamo che non sono state predisposte le necessarie tabelle per consentire alle scuole di comunicare all’INPS gli arretrati dovuti, con il conseguente adeguamento delle pensioni.

Da informazioni ricevute dalle scuole, è inaccettabile che ancora non si sappia quando verranno elaborate le schede per il calcolo della liquidazione degli arretrati a favore di chi, ora pensionato, ha diritto a questi importi. Purtroppo, lo Stato, che per anni ha “maltrattato” economicamente i docenti, sembra non volersi fermare neppure ora che siamo in pensione.

La domanda sorge spontanea: dove sono i sindacati del mondo della scuola? Perché non ci informano? Perché non si attivano concretamente per risolvere questa situazione e difendere i diritti di tutti i lavoratori, inclusi i pensionati? Noi ex docenti siamo stati relegati all’ultimo posto, dimenticati e abbandonati.

I sindacati non devono limitarsi a fare lotte di facciata, ma devono agire con concretezza. Quando viene firmato un contratto, è loro dovere difendere i diritti di tutti i lavoratori, compresi quelli che, dopo una lunga carriera, sono ormai in pensione. Garanzia di un corretto e tempestivo pagamento degli arretrati non deve essere una battaglia fra chi è ancora in servizio e chi ha già terminato la propria carriera.

Non credo che questo sia il trattamento che meritiamo, considerando il nostro impegno nell’educare e nel formare le generazioni future, trasmettendo valori fondamentali.
Vi invito a pubblicare questa mia denuncia, certi che i pensionati della scuola di tutta Italia vi saranno grati.
Cordiali saluti,Prof. Vittorio Mottola.

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