Come raccontavamo poco fa questa mattina è arrivata la decisione finale. Una lettera del Comune di Como ha comunicato a Maurizio Locatelli storico gestore del lido di Villa Olmo che la concessione non sarà più rinnovata. Ne parlavamo qui: Lettera del Comune di Como e finisce un’epoca: dopo 44 anni Maurizio Locatelli dice addio al lido di Villa Olmo.
Poi è arrivato l’intervento del coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Alessandro Nardone:
Questa mattina al gestore storico del Lido di Villa Olmo è stata notificata la comunicazione ufficiale: la concessione non è stata rinnovata. Dopo mesi di incertezza e rinvii, Maurizio Locatelli – che per oltre quarant’anni, insieme al compianto Giorgio Porta, ha gestito quel luogo con continuità e affidabilità – riceve una risposta negativa a fine febbraio, quando la stagione estiva dovrebbe essere già pianificata. Per tutto questo tempo è rimasto senza sapere se organizzare personale, investimenti e forniture.
Un atteggiamento discutibile sul piano amministrativo e inaccettabile su quello umano. Chi lavora deve poter programmare la propria attività. Il punto politico è ancora più chiaro: il contratto prevedeva la possibilità di prorogare la concessione fino a sei anni senza ricorrere immediatamente a una gara. Un’opzione pienamente legittima, che avrebbe garantito continuità gestionale e l’avvio regolare della stagione. Quella possibilità era sul tavolo del Sindaco ed è stata scartata. Si è scelto invece di andare incontro ad una procedura di gara con tempi incerti, introducendo un’incognita concreta su una stagione ormai alle porte. Una decisione che espone la città a un salto nel buio, che peraltro Como ha già conosciuto durante l’amministrazione Lucini, quando la gestione fu sottratta ai gestori storici: il risultato fu un anno di Lido chiuso, con danni economici e d’immagine che tutti ricordiamo.
Il Lido di Villa Olmo non è una concessione qualsiasi. È la spiaggia di Como, un simbolo cittadino, un punto di riferimento per residenti e turisti, un presidio economico. Trattarlo con leggerezza significa non comprenderne il valore. Purtroppo non è un episodio isolato. Anche su viale Geno, altro luogo iconico e di fortissimo passaggio turistico, si registrano lo stesso atteggiamento vessatorio con i commercianti e la medesima mancanza di programmazione. Il problema non è una singola scelta, ma l’assenza di una direzione. Como è diventata un brand internazionale: governarla richiede pianificazione, metodo e consapevolezza del momento storico, non improvvisazione. Oggi la sensazione è quella di una città amministrata senza visione strategica, mentre l’attenzione sembra concentrata più sul conflitto permanente con i cittadini che sulla costruzione della Como del futuro.
Chiediamo al Sindaco di chiarire tempi, modalità e garanzie della nuova procedura e se esistano già interlocuzioni con soggetti privati per la futura gestione.
Quando viene meno la capacità di programmare, non si mette a rischio solo una stagione estiva, ma anche la credibilità della città.
Como non può permetterselo.
Alessandro Nardone
Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia