Martedì scorso il Tar non ha concesso la sospensiva al ricorso presentato dalle famiglie della scuola primaria di Ponte Chiasso, tra quelle che il sindaco di Como Alessandro Rapinese intende chiudere. E lo stesso primo cittadino ha commentato trionfante a Etv: “Mi interessa poco l’ordinanza del Tar ma mi interessa moltissimo cos’hanno scritto i giudici nel documento. Hanno riconosciuto la discrezionalità da parte del Comune di Como di poter operare queste scelte. E non vale soltanto per Ponte Chiasso, vale anche per la primaria Corridoni”.
Oggi è arrivata in redazione una replica delle famiglie ricorrenti rispetto proprio alla Corridoni. Di seguito, la nota.
La Corridoni: scuola aperta che non trema. NO ai tentativi di seminare paura
In merito alle dichiarazioni diffuse dal Sindaco di Como dopo l’ordinanza del TAR riguardante la scuola primaria di Ponte Chiasso, il gruppo dei genitori ricorrenti per la scuola “F. Corridoni” ritiene doveroso intervenire per ristabilire chiarezza nei confronti della cittadinanza.
Le affermazioni secondo cui ‘la politica ha già deciso’ e secondo cui la stessa sorte sarebbe segnata anche per la Corridoni non hanno alcun fondamento giuridico e rappresentano, di fatto, un tentativo di influenzare l’opinione pubblica generando sfiducia e rassegnazione.
Noi genitori respingiamo con fermezza questa narrazione.
Il ricorso della Corridoni è un procedimento distinto. Sotto molti punti di vista.
L’ordinanza del TAR sulla sospensiva della scuola di Ponte Chiasso riguarda un contenzioso diverso, con proprie specificità, proprie motivazioni e un proprio percorso. Assimilare meccanicamente i due casi significa diffondere un messaggio improprio, che non rispecchia la realtà dei fatti.
Il ricorso della ‘Corridoni’ non è stato ancora esaminato nel merito e ogni tentativo di far credere il contrario è fuorviante e poco rispettoso della serenità delle famiglie coinvolte.
La discrezionalità del Comune non è “onnipotenza amministrativa”
Nessun giudice ha mai detto che le scelte dell’amministrazione siano insindacabili.
La “discrezionalità” non autorizza decisioni:
- irragionevoli
- sproporzionate
- carenti di istruttoria
- prive dell’analisi degli impatti sui minori e sulla dispersione scolastica
- adottate senza un confronto autentico con le famiglie e le istituzioni scolastiche
Le scuole non si chiudono per dichiarazioni politiche.
Leggiamo frasi come “la politica ha già deciso” o “quelle scuole sono già chiuse”.
Ricordiamo con calma, ma con estrema fermezza, che:
- in uno Stato di diritto decide la legge, non gli annunci
- le delibere non diventano intoccabili perché qualcuno le definisce “già sancite”
- il giudizio di merito del TAR (in primo grado) è l’unico terreno in cui si stabilirà la legittimità della scelta di chiudere la ‘Corridoni’
Nessuno può permettersi di dichiarare chiusa una scuola che continua ogni giorno a svolgere la sua funzione educativa, sociale e civica.
Il comma 10 dell’art. 55 del codice del processo amministrativo (c.p.a.) stabilisce che: “Il tribunale amministrativo regionale, in sede cautelare, se ritiene che le esigenze del ricorrente siano apprezzabili favorevolmente e tutelabili adeguatamente con la sollecita definizione del giudizio nel merito, fissa con ordinanza collegiale la data della discussione del ricorso nel merito”.
Aver fissato il giudizio in una data così ravvicinata – il 28 aprile 2026 – significa che il nostro ricorso è stato ritenuto meritevole.
I bambini e le famiglie meritano rispetto, non intimidazioni comunicative
La narrazione secondo cui i ricorsi sarebbero solo “strategie per rallentare la rivoluzione” è una rappresentazione distorta e ingiusta. Le famiglie sono state costrette a ricorrere al TAR perché l’amministrazione ha rifiutato ogni confronto con le istituzioni scolastiche. Noi genitori abbiamo quindi deciso, in piena autonomia e non sotto la guida dei partiti come più volte subdolamente suggerito, di difendere la scuola dei nostri figli, perché è un luogo fondamentale per la loro educazione e per la crescita di cittadini consapevoli e responsabili.
A questo proposito vogliamo esprimere la nostra solidarietà ai genitori della scuola di Ponte Chiasso perché condividiamo le loro preoccupazioni e sappiamo quanto la loro scuola sia un punto di riferimento per il quartiere.
La comunità della “F.Corridoni” è solida, presente e molto determinata. Continueremo a difendere la nostra scuola, in ogni sede e ogni giorno, animati dalla forza dei fatti, dalla serietà degli atti depositati e soprattutto dal rispetto che ogni bambino, ognuno degli oltre 200 bambini iscritti alla Corridoni, merita.
Invitiamo tutte le famiglie alla calma e alla fiducia.
Il nostro ricorso è fondato, solido e ancora da discutere.
La Corridoni è una scuola aperta.
E non trema.