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Como, le frane nel quartiere, quel dubbio con foto e la lettera al prefetto: “Cantiere nel punto giusto? Non ci pare, chiediamo chiarezza”

[Tutte le immagini: scatti inviati dai residenti a ComoZero]

Si parla ancora della frana di Civiglio (15 maggio 2024) e dei lavori di ripristino in via dei Patrioti. La Cooperativa Civiglio, attiva da oltre un secolo e che a oggi conta 115 iscritti, ha scritto al prefetto di Como Corrado Conforto Galli e per conoscenza al Comune di Como.

I residenti sollevano alcuni dubbi circa l’intervento in corso. Chiedono infatti se la messa in sicurezza riguardi il punto interessato dallo smottamento il 15 maggio 2024 o se, diversamente, al momento i lavori (che non vengono messi in discussione per qualità e complessità) non stiano interessando prevalentemente un’altra area sempre interessata da una frana ma risalente al 10 novembre del 2014. Riceviamo e pubblichiamo il testo integrale della missiva.

Lettera al Prefetto di Como
Epc Comune di Como

Egregio Prefetto,

a nome di numerosi cittadini della Frazione Civiglio, anche soci della Cooperativa locale, Vi inviamo delle brevi note con sintetiche considerazioni sull’evoluzione dei fatti relativi alla frana avvenuta anni fa sulla strada comunale all’entrata del paese. Scriviamo per il desiderio di condividere alcuni passaggi di quel che è successo sino ad oggi ed anche di quel che “non è successo”, in questa storia davvero fuori dal comune.

Ci ricordiamo tutti che la frana di cui si è tanto parlato è avvenuta nel lontano maggio del 2024.

Non abbiamo dimenticato i fastidiosi disagi sofferti dalla comunità che per anni non ha avuto la possibilità di usufruire di un adeguata agibilità e di un normale servizio di trasporto pubblico.

Risuonano ancora nelle nostra memoria le polemiche e gli scambi di comunicazione, a volte accesi, col Comune (o forse meglio dire con il Sindaco) in consiglio comunale e sui giornali senza che fosse presa una tempestiva e concreta azione per agevolare i cittadini.

I rinvii sono stati giustificati da comprensibili ragioni di “sicurezza” di monitoraggio e “valutazione dei rischi” e di studio e programmazione delle “azioni ed opere necessarie”. Tutto sacrosanto e per questo abbiamo pazientemente aspettato….per tanto tempo. Infine, anche se dopo un forte ritardo, sono stati finalmente appaltati i lavori ed eseguite, anche con successivi rinvii, opere di consolidamento dei pendii. Ringraziamo per le opere eseguite.

Così come ringraziamo anche per la riattivata agibilità, finalmente resa possibile da un senso alternato regolato da semaforo.

Dopo tutto questo percorso e mesi di lavoro dell’impresa specializzata che ha vinto l’appalto, approfittando degli ultimi sprazzi di tiepido sole autunnale, ci fermiamo sulla strada, alziamo gli occhi e guardiamo il pendio e cosa vediamo?

Un lavoro tecnico di elevata complessità: ma è proprio quello il pendio oggetto della famosa frana? Oh santo cielo NO non è quello. Si è lavorato quasi esclusivamente su un altro pendio adiacente, sicuramente pericoloso (che già aveva creato grattacapi più di 15 anni fa) ma non sulla “frana” del 2024. Ma allora quel terreno oggetto dell’ultimo smottamento che fine ha fatto? Sul quel mappale si e operato marginalmente e NON sono state posate reti protettive o eseguiti altri interventi di protezione o messa in sicurezza… tutto come tre anni fa (fatte salve le prime semplici azioni eseguite subito dopo lo smottamento per pulire la strada dai detriti e la stesura di un telo protettivo).

Verrebbe da pensare che ora tutto è a posto, perché adesso si transita (meno male!): passano gli abitanti, gli studenti per andare a scuola, le persone non munite di autoveicoli per recarsi in città con il piccolo Bus numero 5 che è stato ripristinato. Addirittura tra qualche giorno passerà di li anche il Giro di Lombardia, la prestigiosa e storica competizione ciclistica che noi tutti comaschi amiamo (in queste ore sotto la pioggia è iniziata la corsa frenetica a sistemare la strada).

Ma allora ci domandiamo. Per anni ci è stato detto dal Comune che era pericoloso, bisognava evitare di prendersi rischi, si dovevano svolgere interventi mirati… siamo ancora allo stesso punto ed ora non c’è più pericolo?

Ma come è possibile…ora possono passare tutti anche i corridori ciclisti, giornalisti moto ed ammiraglie di assistenza e tutto in massima sicurezza? Il bistrattato pendio (quello della frana del 2024) sornione guarda giù e sorride i cittadini sbalorditi si danno un pizzicotto per capire se è vero.

Sembra un fumetto… Chissà come finirà questa storia dopo il “Lombardia”, quando si spegneranno le luci, i clamori della stampa sportiva ed i festeggiamenti nella convalle. A Civiglio, resteremo li con dei lavori non finiti e/o da riavviare…. E con il dubbio se tutta questa vicenda sia stata affrontata adeguatamente.

Un cordiale saluto e ringraziamento per aver letto il nostro racconto

8 ottobre 2026, Cooperativa Civiglio

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