Acqua agitate sul lago di Como. Questa volta l’argomento del contendere è il nuovo Regolamento delle strutture portuali del Comune di Como (approvato in Consiglio Comunale il 28 luglio).
Infatti nei 21 articoli che lo compongono c’è un passaggio (art 6 punto 8) che ha letteralmente fatto sobbalzare molti soggetti – sia privati che commerciali – che hanno bisogno o comunque ambirebbero ad avere un posto barca in città.
In estrema sintesi, infatti, chi volesse partecipare al bando per aggiudicarsi uno dei posti ormeggio nelle infrastrutture comasche deve avere un requisito specifico che ha fatto storcere il naso.
Così recita l’articolo: “La richiesta può essere presentata da persone fisiche e persone giuridiche che, alla data della richiesta, non risultino titolari o detentori a qualsiasi titolo di posti di ormeggio nelle province di Como, Lecco e Sondrio, fatta eccezione per le assegnazioni in scadenza negli ambiti portuali oggetto del regolamento“.
Questa la mappa degli ormeggi negli ambiti portuali oggetto del regolamento:
a) Porto di Marina 1 della consistenza di 198 ormeggi;
b) Porto di Marina 2 della consistenza di 105 ormeggi;
c) Porto di Sant’Agostino della consistenza di 37 ormeggi in acqua e 36 sulle gradinate;
d) Porto di Tavernola della consistenza di 33 ormeggi;
e) Approdo di Villa Olmo della consistenza di 9 ormeggi sulle gradinate;
f) Molo di San Giorgio;
g) Eventuali ulteriori Ambiti Portuali oggetto di convenzione con Regione Lombardia.
In sostanza dunque chi ha un posto barca in una di queste 3 province, qualora volesse spostarsi su Como, dovrebbe lasciare prima il posto barca detenuto in altre località e partecipare al bando senza sapere poi se riuscirà effettivamente ad ottenere un ormeggio cittadino.
Norma che ha inevitabilmente scatenato polemiche, da parte di molti diportisti e operatori del settore nautico. “E’ l’ennesimo schiaffo di questa giunta al territorio ed alle sue realtà – interviene Pietro Peddone, presidente dell’Associazione noleggio da diporto – Coloro che si vendevano come i difensori di Como hanno fatto una norma che penalizza i cittadini nella loro totalità: pensate ad un privato che abita a Como e aspetta da ben 3 anni il bando per l’assegnazione dei posti: magari si è trovato provvisoriamente il posto barca a Lezzeno, nella speranza di potersi aggiudicare un posto a Como e di poter tornare in città; ebbene questo cittadino è escluso dal bando, a meno che non lasci il posto a Lezzeno senza la certezza di avere ottenuto quello di Como. E questo vale per cantieri nautici, pescatori, diporto commerciale , semplici privati. Si avvantaggia chi arriva da fuori: sarebbe bello se la giunta nella sua interezza ed il presidente di Csu Maximiliano Galli ci precisassero l’interesse pubblico che intendevano perseguire con la realizzazione di questa norma, perché io non riesco a ritrovarlo”.
