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Como, sport in rivolta contro il Comune: altri assenti alla Festa in teatro. Corti (Comense): “Ecco perché”

La protesta clamorosa della Lario Scuola di Judo, ieri sera al Teatro Sociale per la Festa dello Sport, ha avuto ovviamente una grandissima eco. Ma non è stato l’unico gesto di protesta che ha contraddistinto l’evento di sabato.

Altre due grandi assenze vanno registrate, sempre in segno di contestazione verso il sindaco di Como Alessandro Rapinese e la sua amministrazione. Non erano presenti alla manifestazione sia la Polisportiva Comense (oltre 200 atleti) sia il Basket Como. Ennesimo segnale di uno sport cittadino che ribolle, viste le diverse decisioni di Palazzo Cernezzi.

A spiegare il motivo della mancata presenza in Teatro della Comense è direttamente il presidente Guido Corti: “Noi non abbiamo mandato i nostri ragazzi del 2013 perché non ci sembrava logico partecipare a festa e premiazioni quando non abbiamo nemmeno una palestra comunale in città. Ci sarebbe la Ronchetti di via Giulini, ma è stata assegnata unicamente al volley tagliando fuori la pallacanestro sia per noi che per il Basket Como, altra società assente ieri”.

Ma non solo: “Il sindaco ha deciso anche di toglierci i contributi con il nuovo regolamento che, per ottenerli, impone di trasformarci in soggetti dotati di personalità giuridica, con iter e costi relativi che non sono facilmente sostenibili dal nostro mondo. Poi ha disdetto la convenzione con il Palasampietro, dove tante società avevano trovato spazi per la carenza in città. Ma ora ci costa di più per la scelta del Comune. E per chiudere il cerchio, ha pure abolito la Consulta dello sport. Davanti a tutto questo, perché mai avremmo dovuto andare al Teatro Sociale?”.

“Eppure – conclude Corti tornando sul caso della palestra di via Giulini – ci sono weekend in cui quasi tutte le squadre della pallavolo giocano fuori casa e la possibilità di ospitare anche il basket ci sarebbe. Ma niente, il sindaco non ascolta nessuno. E io mi trovo anche questa mattina con ragazzini tutti di Como che devono andare fuori città per giocare le partite. E se lo fai presente al sindaco, non cambia nulla”.

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