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Como, sui grandi temi Rapinese sbotta in diretta Etv: “Lei sostiene che io sia un cretino?”. Cos’è successo

E’ ancora una volta la riforma dei parcheggi voluta dal sindaco di Como Alessandro Rapinese il segnatempo del dibattito pubblico. Arrivato anche questa sera, come ogni venerdì, per Etv nel consueto appuntamento Etg+ Sindaco. L’emittente locale sta battendo sul tema e lo ha fatto anche oggi con questo articolo. Anche perché, bisogna ricordarlo, c’è un vecchio mantra nella vulgata cittadina che si ripete da decenni: “Tocca i comaschi su tutto ma non sui parcheggi“.

E poi, appunto, se ne è parlato in diretta (qui il video completo). La conduttrice, la giornalista Anna Campaniello, affonda subito: “Mi sono portata il programma elettorale (di Rapinese, Ndr) per fare una domanda personale, lo dico subito e mi autodenuncio”. Poi legge: “Punto 1.3; ‘Introdurremo tariffe specifiche per parenti di malati in visita nelle strutture sanitarie
cittadine e abbonamenti per i lavoratori forestieri (tessere ricaricabili scontate)’. La mia tessera dov’è e quando arriva?”.

 

Risponde il sindaco: “Allora, a parte il fatto che mi piacerebbe guardaste anche i programmi elettorali di chi mi ha preceduto”. Campaniello: “Ma è lei il sindaco, stiamo facendo Etg+ Sindaco, non scherziamo dai”. Rapinese: “Al di là di questo, nel programma elettorale c’è scritto in che giorno l’avrei fatto?”. La giornalista: “Tariffe specifiche, io ho solo  chiesto quando e dov’è la mia tessera. Quando arriva la mia tessera?”. Rapinese: “Arriverà entro la fine del mandato arriverà”. Campaniello: “Entro la fine del mandato arriverà la mia tessera, me lo segno”. Rapinese: “Certo, ma c’è scritto quando si realizza? Già mi sembra che sia il programma più realizzato della storia di questa città”. La giornalista: “Su questa dichiarazione apro subito le telefonate e mi segno la risposta e aspetto, le rifarò la domanda alla fine del mandato”. Il sindaco: “Ribadisco, non ha risposto a quanti punti sono già stati realizzati”. La conduttrice: “Non mi metterei a contarli”. Rapinese: “Li conti, se vuole li conto io”.

Parte la telefonata del telespettatore in diretta, arrivano messaggi Wa, altre telefonate. Altri temi ma non è finita. Chiama una telespettatrice dal lago che evidenzia nuovi problemi con la sosta delle auto a proposito di mancate coincidenze tra bus e treni alle 6 del mattino. Precisa Campaniello: “Sono tante le domande di questo tenore, tanti parlano della difficoltà di usare i mezzi pubblici. Il tema parcheggi e mezzi pubblici continua a far discutere, sappiamo che lei non è il responsabile di Trenord, di Asf però magari…”. Rapinese: “Magari?”. La conduttrice: “Una risposta, diamola”. Il primo cittadino: “Cosa diciamo, lei cosa direbbe?”. Campaniello: “Non lo so, io non sono il sindaco”.

Il sindaco: “No, ok, mi ascolti bene. Io non sono andato nel paese della signora ma la signora viene a Como. Il problema è che ci sono un sacco di persone che vengono a Como, è un capoluogo di provincia ha una dimensione territoriale con delle colline di conseguenza ci sono persone che vengono per il tribunale, per tutti i servizi che vengono erogati e mi sembra abbastanza evidente che posti per tutti non ci siano. E allora però non si vuole delle tariffe che siano esose per disincentivare le persone a venire in centro. Ma si vuole per tutti, mi sembra di capire perché questo è il trend di questi giorni, un bel posto garantito per tutti. Gratis, magari anche. Ecco, a me sembra che siamo di fronte all’utopia folle, tant’è che in nessun capoluogo di provincia ci sono situazioni diverse da quelle di Como. Mi sembra che a Como ultimamente tutti vogliano un posto gratis. Se non capiamo che i posti non sono abbastanza per tutti e se li dessimo tutti ai residenti non troverebbe posto neanche il pullman della signora per parcheggiare. Capito questo, e ci facciamo tutti un po’ seri perché se no si perde tempo e si rischia anche di dire delle grandi stupidaggini, perché se tutti vogliono tutto si chiama utopia, noi abbiamo attivato delle dinamiche che hanno portato ad aumentare la rotazione e ci sono delle persone che prima non potevano parcheggiare. Se quello stallo lo metto bianco e gratis per tutti, ci arriva il solito che ce la mette e la lascia lì per sempre. A volte c’erano i camioncini, per esempio in tangenziale. Facciamoci seri e smettiamola di vivere nel mondo delle nuvole, i posti non bastano per tutti. Quindi dove c’è la necessità di rotazione alzi le tariffe, dove la risposta plausibile è prendere il mezzo pubblico… Non è perfetto? Allora decidete voi, state sei ore in coda fuori da un parcheggio”.

Campaniello: “Però che i posti in più servano mi pare che fosse anche chiaramente una sua idea”. Il sindaco: “Io un progetto da mille posti lo sto portando avanti, mi sembra di aver intercettato in un servizio di Espansione Tv che saremmo all’anno zero, probabilmente non mi sente la stessa redazione di Espansione Tv quando dico che stiamo portando avanti un progetto e tutti i giorni lavoro a quel progetto”.

La giornalista: “A che punto siamo? Ci dia un aggiornamento a questo punto”. Il primo cittadino: “Stiamo andando avanti, a questo punto dovrei aprire un tavolo tecnico con dei dettagli anche riservati e divulgarli davanti a tutta Espansione Tv, come al solito, come al solito…”. Campaniello: “Ci dia delle idee di tempistica, basta avere delle tempistiche se ci sono dettagli riservati”. Rapinese: “Guardi lei non fa il sindaco, lei non fa il sindaco, ma a me il ministero per darmi una risposta semplice su come devo fare quella bonifica (riferimento a Ticosa e relativo ipotizzato parcheggio, Ndr) ma molto semplice e peraltro utilizzata in altre Regioni d’Italia, dopo un anno, mi ha detto ‘guarda adesso la competenza non è più di questo ministero ma dell’altro’, un anno”. La conduttrice: “Quindi siamo ancora fermi?”.

Rapinese: “Ma per lei cosa vuol dire fermi? Chiariamolo, perché dire la parola ‘fermi’ per lei è facile…”. Campaniello: “Non riusciamo a dare una tempistica sulla bonifica, quindi nemmeno sull’iter del parcheggio”. Il sindaco: “Ma per essere fermi per non dare una tempistica è un conto, dire che non si sta facendo niente è un altro, quello che si sta facendo è la procedura per portarla avanti”.

Campaniello: “Si può anche lavorare ma rimanere fermi”. Rapinese: “Come?”. La giornalista: “Si può anche lavorare ma rimanere fermi”.

Sfortuna ha voluto che in quell’esatto momento, oggettivamente il più importante, fosse partita sovrastante all’audio da studio la sigla del Tg con lettura dei titoli, il dialogo è rimasto comunque discretamente intellegibile. Il sindaco: “Quindi sostiene che io sia un cretino?”. La giornalista: “No”. Rapinese: “No?”. Campaniello: “Le sto chiedendo di dare una tempistica”.

Rapinese: “Il problema vero è che dovremmo insegnare un po’ di diritto amministrativo e capire quali sono le tempistiche per le quali si può concretizzare un partenariato pubblico-privato dove si parla di ben più di dieci milioni per bonificare quando un tempo sarebbe costato seicentomila, quello che le sto dicendo è che tutti fanno ‘oooh’ quando la cosa arriva. Ci stiamo lavorando e come tanti altri casi dove ‘oooh’ le cose sono arrivate arriverà anche questo. Non penso di essere un cretino, quello che stiamo facendo lo stiamo portando avanti”. Campaniello: “Non è quello che ho detto”.

Il sindaco: “Tra l’altro, anche qualora qualcuno pensasse che io sia un cretino, probabilmente non sa che su questo tema (la Ticosa, Ndr) si è speso tanto quanto Rapinese il gruppo (A2A, Ndr), un gruppo industriale potentissimo del territorio che ha proprio voglia di portarlo a casa. E in verità in questa fase siamo legati mani e piedi [… ] io sto lavorando nel silenzio senza fuochi d’artificio come hanno fatto altri (quelli del sindaco Stefano Bruni, Ndr) per lasciarci in questa condizione. Sono una persona seria, sto lavorando. Dire che siamo fermi non è vero”.

Poi, piano piano, nel corso della diretta il clima è tornato un po’ più lieve. Potete rivedere la puntata integrale qui.

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