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Attualità

Covid, drammatica denuncia di Silvia: “Il mio Andrea è autistico grave ma non viene vaccinato. Perché?”

Riceviamo la drammatica testimonianza di una mamma. La chiameremo Silvia e dopo aver ricevuto la segnalazione abbiamo parlato a lungo con lei  per delineare i contorni della vicenda.

Ancora una volta testiamo con mano come la campagna vaccinale anti covid sia tutt’altro che a regime, a numerosi racconti di disguidi e problemi e che riceviamo ogni giorno si aggiunge il calvario di questa mamma e del figlio Andrea (nome di fantasia) affetto da autismo e indicato, nell’ambito della legge 104, come “grave non autosufficiente”. Condizione che dovrebbe automaticamente inserirlo negli aventi diritto alla somministrazione.

Non è così, almeno per ora.

Riportiamo integralmente il racconto.

Mio figlio autistico grave (quindi fragile) non è stato ancora vaccinato.

Ho provato ad accedere al portale che però non riconosce la tessera di mio figlio come fragile, mi è stato detto che l’Inps ha fornito gli elenchi solo dal 2010 in poi e quindi chi era stato ‘riconosciuto’ prima non rientra, ma deve essere inserito dal proprio medico curante.

Intanto, non capisco la data del 2010, e poi non dovrebbe cambiare nulla: se ci sono banche dati serie, tutte le persone che erano nelle liste già da prima, dovevano esserci, a maggior ragione, anche nel 2010.

Inoltre, se erano disabili già da prima, sono anche, probabilmente, di età maggiore.

Il nostro medico di base si è rifiutato di inserire mio figlio perché è ‘solo’ autistico e non ha altre patologie serie, peccato che è anche stato indicato come “grave non autosufficiente” (Legge 104 Articolo 3 Comma 3, tabelle dei fragili) e che al numero verde della Regione mi hanno detto che rientrare nella specifica di cui sopra è già motivazione sufficiente.

Ora, o non è stata chiara l’informazione data ai medici di base, o il nostro medico non ha capito. Fatto sta che al numero verde mi hanno detto che faranno un tentativo di richiesta di verifica, ma non sanno se servirà. E dunque?!? Devo fare un ulteriore tentativo lunedì (passate 72 ore) e poi? Io e mio figlio viviamo da soli, non ho parenti stretti che possano occuparsi di lui (cosa non facile per un estraneo). Se lui si ammala, con la difficoltà di curarlo? Se mi ammalo io?!? Il 2 aprile (Giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo, Ndr) non serve a nulla!”.

Le vostre storie e segnalazioni a redazionecomozero@gmail.com, alla nostra pagina Fb, oppure utilizzando la pagina dei contatti.

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