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In Lombardia ha fatto letteralmente La Storia: ora a rischio la libreria su 5 piani con 100mila volumi e 2km di scaffali

Ore di incertezza per la storica casa editrice milanese Hoepli. Pochi giorni fa, si è tenuto un atteso confronto tra i vertici aziendali e le organizzazioni sindacali per fare luce sulla crisi che ha colpito il gruppo. Sebbene nei giorni scorsi fosse emersa l’ipotesi imminente di una richiesta di cassa integrazione per i dipendenti, la Slc Cgil Milano ha precisato ufficialmente che, al momento, non è stato sottoscritto alcun accordo relativo a tale misura.

Il ruolo del Consiglio di Amministrazione e le prospettive industriali

Le parti sociali hanno deciso di congelare ogni decisione in attesa del Consiglio di Amministrazione. Sarà quello il passaggio chiave per definire le reali prospettive industriali e occupazionali dell’azienda. Secondo i sindacati, solo dopo il CdA sarà possibile valutare gli strumenti necessari per affrontare la situazione.

Al centro della vertenza non c’è solo la gestione dell’emergenza, ma la capacità di Hoepli di ridefinire il proprio posizionamento in un mercato editoriale in profonda mutazione.

Lo scontro tra i soci e l’ipotesi cessione

Sullo sfondo delle difficoltà finanziarie emerge un acceso conflitto interno alla compagine societaria. La proprietà è attualmente divisa tra due blocchi:

  • La famiglia Hoepli (75%): rappresentata da Ulrico Carlo e dai suoi tre figli Barbara, Matteo e Giovanni.

  • I fratelli Nava (25%): figli di Bianca Hoepli, detentori della quota di minoranza.

Le indiscrezioni parlano di trattative in corso con un fondo internazionale per la cessione della casa editrice o del prestigioso catalogo scolastico, che detiene una quota di mercato del 5% ed è considerato il ramo più redditizio. In passato, tentativi di acquisizione da parte di colossi come Mondadori (interessata al 100%, ma bloccata dal rifiuto di vendita dei Nava) e Feltrinelli erano naufragati proprio a causa delle divergenze tra i soci.

I numeri della crisi: il bilancio in rosso

L’ultimo esercizio finanziario di Hoepli scatta una fotografia preoccupante, con diversi indicatori in negativo:

  • Perdita netta: circa 1 milione di euro.

  • Ricavi: in flessione del -8,5%.

  • Libreria: entrate in calo di almeno il -20%.

  • Produzione: 133 novità editoriali contro le 138 del 2024; circa 1 milione di libri stampati.

  • Costo del lavoro: già ridotto del -14,6%. Nonostante i segni meno, l’azienda vanta ancora un patrimonio netto solido di 11,38 milioni di euro.

Oltre 150 anni di storia milanese

Fondata nel 1872 dallo svizzero Ulrico Hoepli, la casa editrice è da oltre un secolo il punto di riferimento italiano per la manualistica tecnica e scolastica. Dalla storica sede in Galleria de Cristoforis (1870) ai passaggi in via Berchet e corso Matteotti, Hoepli è approdata nel 1958 nell’attuale sede di via Hoepli 5, un gioiello architettonico progettato da Luigi Figini e Gino Pollini.

La sua unica e spaziosa sede di via Hoepli a Milano, situata nel cuore della città, accoglie oltre 100’000 libri e riviste italiani e internazionali, distribuiti su cinque piani ed esposti su oltre due chilometri di scaffali.

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