Il mondo conosce ormai alla perfezione il volto di Greta Thunberg, l’attivista svedese di 16 anni che ha dato il via alla mobilitazione planetaria per il clima con le sue presenze, ogni venerdì, davanti al Parlamento di Stoccolma. Como conosce, o più probabilmente conoscerà ancora meglio in futuro, quello di Davide Faifer, il 18enne dell’Istituto Terragni che a gennaio, in totale solitudine, ha avviato i “Fridays for future” davanti a Palazzo Cernezzi. Tutto è iniziato un mattino gelido di nemmeno due mesi fa. E molte cose sono già accadute da quel giorno, non ultimo il maxicorteo della scorsa settimana.
Davide, quando hai deciso definitivamente di non andare a scuola, quel giorno di gennaio, e restare 5 ore davanti al Comune di Como?
In realtà non molto prima. A dicembre, su Instagram, vidi per la prima volta una foto di Greta. Mi incuriosì e mi affascinò. Iniziai a cercare la sua storia, a conoscere le sue battaglie per il clima, a documentarmi sulle questioni climatiche. E poi decisi: lo faccio anche io.

Prima di arrivare davanti a Palazzo Cernezzi c’era da spiegarlo a casa. Si trattava pur sempre di non andare a scuola, una scelta forte.
Sì, infatti è stato un mese di riflessioni. Poi ne ho parlato ai miei, ho spiegato le mie motivazioni, la voglia di fare un gesto concreto. Loro mi hanno capito. Semplicemente, mi hanno detto di assumermi la responsabilità. L’ho fatto.
E quel mattino gelido, lì da solo, non ti sei pentito? Nemmeno per un attimo?
No. Nessuno, tra istituzioni, politici e governi, ha davvero a cuore il problema. Sentivo l’esigenza di fare qualcosa che sensibilizzasse anche i comaschi. “Se non io chi?”, è uno slogan del movimento. Dunque sono rimasto lì. Convinto.
Una volta davanti al Palazzo, con il tuo cartello “Sciopero per il clima” che reazioni ha avuto la gente?
Molti mi guardavano male o non mi degnavano nemmeno di uno sguardo, soprattutto all’inizio. Poi qualcuno ha iniziato ad avvicinarsi, a chiedermi informazioni, a dialogare. Ho capito che avevo fatto la cosa giusta.
Dal 25 gennaio in poi sei mancato da scuola ogni venerdì. Non hai paura di conseguenze?
A scuola vado bene. E poi ho fatto il conto: non sforerò il numero massimo di assenze. Certo, un prof ha minacciato di bocciarmi e del mio caso si è parlato anche nel Consiglio di classe. Ma alla fine dovrò solo stare attento a non sforare il tetto massimo di mancate presenze.
Intanto davanti al Comune siete diventati una quindicina.
Sì, davvero un bel risultato. Un mio compagno mi ha seguito perché, come me, finalmente aveva trovato qualcuno con il coraggio di fare qualcosa di concreto. Qualcun altro è della stessa scuola, altri ancora mi hanno contattato in seguito. Molto bello.

Poi è arrivata la maxi manifestazione.
Una giornata emozionante: migliaia di ragazzi per la città, una cosa che non si vedeva da anni. Pensavamo di arrivare a 500, è stata un’occasione unica per dibattere, sensibilizzare i cittadini, portare la lotta per il clima sui media.
Siete anche stati criticati, però: chi dice che volevate soltanto saltare lezione, chi dice che è tutto inutile.
Ho sentito anche teorie complottiste assurde, se è per quello. Io non racconto favole, so benissimo che molti hanno soltanto bigiato. Ma tanti altri no e insieme crediamo sia giusto lottare per un pianeta e un clima migliori. E’ vero che siamo soltanto ragazzini, che non abbiamo competenze scientifiche né le competenze o chissà quale potere. Ma crediamo in un mondo migliore, diverso. E scendiamo in strada per dirlo, per sensibilizzare gli adulti che hanno fatto poco o nulla.

In concreto lei cosa fa per aiutare l’ambiente e il clima?
Molte cose: sono diventato vegetariano, visto che gli allevamenti intensivi di animali sono tra i maggiori fattori di emissione dei gas serra. Piuttosto che usare una bottiglietta di plastica non bevo, limito il consumo di acqua e del riscaldamento in casa, se posso comprare un oggetto usato lo faccio.
E il suo futuro cosa prevede?
Questo non so ancora dirlo. Sono al quarto anno, ho ancora tempo. Certo, mi piacerebbe continuare a studiare in un ambito vicino ai temi ambientali, ma devo ancora decidere. Per ora (dice scherzando) mi preparo alla prossima manifestazione a Como, il 24 maggio. Perché quello che è accaduto finora è solo l’inizio, il futuro deve ancora cominciare.