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Dongo, piazza gremitissima per il giorno dedicato alla Liberazione: “Emozione e orgoglio”

Questa mattina piazza Paracchini a Dongo, gremita da oltre 700 persone, davanti a palazzo Manzi, anche sede del Museo della fine della guerra, è stata teatro delle celebrazioni della Festa della Liberazione. Presenti oltre 250 studenti delle seconde e terze medie dell’istituto comprensivo dell’alto lago dedicato alla figura di don Roberto Malgesini.

Accompagnati dal loro dirigente, Samuele Thieghi, nonché direttore dello stesso museo, hanno raccontato alle autorità civili e ai numerosi cittadini il lavoro di approfondimento storico sul tema “I carabinieri durante la guerra di liberazione” che quest’anno il comune di Dongo in collaborazione con il Museo della fine della guerra ha scelto per fare memoria. Ad inizio dell’evento l’inno nazionale è stato suonato dal Corpo musicale di Dongo e ad animare la festa anche alcune canzoni eseguite dal Coro dell’Istituto Malgesini. Ai discorsi delle autorità si sono alternati i momenti di presentazione da parte degli studenti dei 13 poster evocativi realizzati sul tema della giornata. I lavori sono stati tutti premiati ad ex equo.

“Emozione e orgoglio nel vedere questi lavori e questa piazza affollatissima – ha dichiarato il sindaco di Dongo, Mauro Robba, tra i fondatori e promotori del museo della fine della guerra, punto di riferimento per momenti di approfondimento storico sui fatti tragici del ’45, ma anche motore di scambi internazionali, convegni di studio e attività con le scuole – Siete voi il nostro futuro – ha detto Robba rivolgendosi ai raggi e alle ragazze – su di voi stiamo investendo perché possiate essere testimoni di una memoria che sia maestra di pace e non più di guerra”. Lo stesso sindaco ha annunciato che i lavori multimediali degli studenti troveranno una giusta collocazione nel museo.

LA CERIMONIA – Le celebrazioni sono state organizzate in collaborazione con il Comando provinciale del Carabinieri di Como e con il patrocinio del Consiglio Regionale di Regione Lombardia, la provincia di Como, l’associazione nazionale dei Carabinieri, l’Associazione nazionale dei partigiani d’Italia, la rete museale dei Paesaggi della memoria, la sezione del gruppo alpini di Dongo, l’associazione nazionale dei reduci della prigionia. Il primo intervento della cerimonia evocativa è stato quello del Prefetto di Como, Corrado Conforto Galli che ha sottolineato come “fare memoria è un atto di responsabilità civile fondamentale per educare i giovani alla costruzione di una società migliore”. Il generale Antonino Neosi dell’Arma dei Carabinieri – che sarà anche relatore nel pomeriggio del convegno storico – ha poi sottolineato “la forza del legame tra carabinieri, sempre presenti sul territorio, e la cittadinanza durante tutta la storia italiana”.

Il Colonnello Francesco Falcone, comandante provinciale dei Carabinieri di Como ha invece ricordato come “molti Carabinieri parteciparono alla resistenza, restando al loro posto per proteggere la popolazione anche nei momenti di estrema difficoltà. Una missione che svolgono ancora oggi” e ha citato la figura di Salvo d’acquisto che si autoaccusò di essere l’ideatore di un attentato che non aveva commesso per salvare 22 civili.

Alessandro Fermi, assessore di Regione Lombardia- ha esaltato la figura dei Carabinieri “quale colonna portante della storia d’Italia e a cui dare quotidianamente riconoscenza” per poi sottolineare “il grande senso di comunità che contraddistingue Dongo e alto lago con le associazioni del territorio sempre disponibili senza chiedere nulla in cambio”.

Il Presidente della Provincia, Fiorenzo Bongiasca ha rimarcato ancora l’importanza storica di Dongo, dove la memoria si fa concreta. “È bello avere presenti tanti giovani perché sono loro i futuri custodi della memoria”, ha detto il presidente. Albertina Soliani, vicepresidente nazionale ANPI ha ricordato gli 80 anni della Repubblica fondata su libertà uguaglianza solidarietà e pace con il ripudio della guerra. Valori fondanti della Costituzione, bussola per il destino dei popoli”.

Milena Bertani, Presidente AICCRE si è detta colpita dalla qualità di approfondimento dei ragazzi, e certa che crescendo questi potranno restituire un futuro migliore. Sottolineando infine l’importanza dei gemellaggi tra i territori per creare relazioni solide a livello internazionale.

Ha concluso la carrellata degli interventi Pietro Puccio, sindaco di Capaci che ha lodato i lavori dei ragazzi che hanno adornano la piazza rivolgendosi a loro con queste parole: “Avete fatto memoria attiva, mi auguro che questa memoria attiva venga diffusa in tutte le scuole. In Sicilia non abbiamo vissuto la guerra di liberazione perché sono arrivati prima gli americani, ma abbiamo vissuto e continueremo a vivere la lotta alla mafia, è quella la nostra guerra di liberazione e i carabinieri sono sempre stati e sono in prima linea in questa lotta”.

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