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Erba, l’ex moglie morta in piscina: “Non fu un incidente, venne soffocata e spinta”. Arrestato ex marito”

È accusato di aver ucciso l’ex moglie disabile, gettandola in piscina dopo averla soffocata, e di aver poi inscenato un incidente domestico. I Carabinieri del Comando Provinciale di Como hanno arrestato Carmine Civitillo, 76 anni. L’uomo è stato rintracciato in provincia di Benevento, dove era tornato dopo il delitto, e si trova ora in carcere su ordine del giudice per le indagini preliminari.

​La vicenda rischiava di essere archiviata come una tragica fatalità lo scorso 27 settembre, quando il corpo di Patrizia Monteleone era stato trovato senza vita nella piscina dell’abitazione di Erba in cui la donna — affetta da gravi problemi di deambulazione e semiparalizzata — viveva da alcuni mesi insieme alla figlia e al compagno di quest’ultima.

​A dare l’allarme, quel giorno, era stato proprio l’ex marito. L’uomo aveva prima chiamato il figlio e poi i soccorsi, raccontando di essere rientrato a casa e di aver trovato il corpo della donna ormai privo di vita nell’acqua. Una versione che fin da subito non ha convinto gli investigatori.

​Le indagini e la svolta

​I Carabinieri del Nucleo Investigativo e della Compagnia di Como, coordinati dalla Procura, hanno avviato accertamenti approfonditi. Grazie a rilievi scientifici, analisi delle telecamere, intercettazioni, autopsia e testimonianze, il castello di bugie dell’indagato è crollato pezzo dopo pezzo.

​Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la mattina del 27 settembre Civitillo avrebbe aggredito l’ex moglie: dopo averle tappato con forza la bocca e averla spinta con la sua sedia a rotelle fino al bordo della piscina, l’avrebbe fatta cadere in acqua, provocandone la morte.

​Le prove raccolte dai carabinieri e dai consulenti della Procura sono state giudicate dal giudice solide e concordanti, portando all’emissione del provvedimento di cattura eseguito oggi.

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