Torna a Como il Festival A due voci, il ciclo di incontri in cui musica e filosofia si parlano, si interrogano e si completano grazie al sostegno di Regione Lombardia e con il Patrocinio del Comune di Como e il sostegno di Fondazione Bonoli, main sponsor Lena Group.
L’edizione 2026 è dedicata al centenario della morte di Rainer Maria Rilke e alla sua cosiddetta svolta mediterranea e propone diciassette giorni di concerti, letture, proiezioni e conferenze tra Como, Venezia, Grandola ed Uniti e la vicina Svizzera. Gli appuntamenti sono a ingresso libero, ad eccezione dell’appuntamento del 17 novembre; Sarà necessario prenotarsi agli appuntamenti: informazioni su www.aduevoci.org
Il cuore del festival è la Casa della musica, a Como, in Via Collegio dei Dottori 9, ma il programma si allarga a luoghi diversi della città e del territorio: Villa del Grumello, il Conservatorio Giuseppe Verdi, la Scuola Maurelli di Naggio, la Scuola di Musica Jardin Musical di Morbio Inferiore, il Cinema Teatro di Chiasso, Villa Camozzi, la Fondazione Antonio Ratti e, a Venezia, la Fondazione Giorgio Cini.
Il Calendario completo, a seguire, evidenzia le importanti collaborazioni con la Fondazione Giorgio Cini di Venezia, il Conservatorio di Como, la Fondazione Antonio Ratti di Como, Istituto Italiano Antonio Vivaldi, Associazione Villa del Grumello di Como, Liceo Musicale e Coreutico Giuditta Pasta di Como, Teatro del Tempo e Festival Rilke, Jardin Musical, MantovaMusica, Amici di Naggio, MMT Creative Lab,
28 eventi, oltre 50 tra musicisti, artisti, relatori coinvolti, 6 città, una Call for Projects internazionale: A Due Voci si conferma un punto di riferimento fondamentale per la per la cultura del territorio.
13 novembre 2026 alle ore 20:30
Casa della musica | Via Collegio dei dottori 9 – Piazza Mario Martinelli, 22100 Como
RIFLESSIONE FILOSOFICA
Intorno al duende
Santiago Espinosa, filosofo
FANTASIA POETICA MEDITERRANEA A BALLI E CANTI
Notte dell’amor insonne
“C’è un potere misterioso che ognuno sente e nessun filosofo può spiegare, lo spirito della terra, il duende!”
Così Federico Garcia Lorca spiega l’essenza profonda del Mediterraneo nel suo celebre “Teoria e gioco del Duende”, quel modo soavemente tragico di affrontare la vita, che permette di cogliere la profondità poetica di una foglia che cade, una farfalla che muore o della luna che si specchia nel pozzo.
Ma per capire esattamente cos’è il Duende, non si può che vederlo all’opera, seguirlo da vicino nella voce di un poeta, nel canto di una nenia, nel tacco di una danza: questo è un viaggio notturno itinerante per i sentieri della poesia lorquiana. Un viaggio che ha bisogno di aria aperta, di notte, di luna.
Piazza Martinelli diventa allora il luogo della festa, del compianto funebre, del duello, di tutti quei riti pagani che la civiltà perpetra da millenni per proclamare l’uomo come animale sociale.
Una festa di dolore e rinascita, al centro l’uomo e la sua terra: il particolare che si riconosce e si consacra nella totalità. Un viaggio di erotismo e sofferenza, di battaglia politica e repressione, dove
il poeta lascia fiorire persino nella propria morte, la propria arte, così come fiorisce eternamente il grano dalla terra infaticabilmente feconda.
Il pubblico in piazza parteggia e incita, si fa protagonista e festeggia, piange e sorride al chiaror della luna.
Programma
Manuel de Falla – Jota, Canción, Polo e Nana
García Lorca – Los quatros muleros, Las tres hojas, Sevillana, Nana de Sevilla, Anda Jaleo e Los mozos de Monleon
Cecilia Guzmán, soprano
Davide Mancini, attore
Marta Lucchini, danzatrice
Roberta Goeta, danzatrice
Nicolò Sala, chitarra
Stefania Panighini, ideatrice e regista
Stefania Panighini è artista residente del Festival A due voci 2026
14 novembre 2026 alle ore 16:00
Casa della musica | Via Collegio dei dottori 9, 22100 Como
De André e il Mediterraneo: appunti per una navigazione antropologica
Il Mediterraneo, da sempre, è non solo un’espressione geografica, ma un luogo culturale. È un sostantivo e non un aggettivo; il nome di continui ibridismi e incontri, traffici e commerci, guerre e scambi. Il rapporto con il mare nelle canzoni di Fabrizio De André è noto, ma ad un certo punto del suo percorso artistico, il mare, generico, diventa il Mediterraneo. I suoi suoni e colori, i suoi sapori, le sue creuze. Diventa la pelle di Jamin’a, il pianto di Sidun, il sole negli occhi. Diventa narrazione non del mare, ma vista dal mare. Questa narrazione merita di essere ripresa, riascoltata e narrata nuovamente. Non solo per la sua attualità antropologica, ma anche per la sua voce ancestrale che ha ancora molto da dire.
Programma
Fabbrizio De André – La città vecchia, Creuza de mä, Jamin-a, Sidún e Da a me riva
Simone Zacchini, relatore
Alessio Brunialti, voce e chitarra
Roberto Sala, chitarra
14 novembre 2026 alle ore 20:30
Casa della musica | Via Collegio dei Dottori 9, 22100 Como
I 23 quartetti di Mozart – parte prima
Il programma del primo concerto della serie di appuntamenti che il quartetto AMI proporrà insieme alla Casa della Musica dedicati all’integrale dei quartetti di Mozart ha come filo conduttore la tonalità radiosa di sol maggiore. La serata si apre infatti con due quartetti giovanili, il KV 156 ed il KV 80, il primo dei quartetti mozartiani. Composti rispettivamente nel 1772 a Milano e nel 1770 a Lodi, offrono una meravigliosa testimonianza del genio creativo di un Mozart appena adolescente e del suo viaggio su suolo italico. A seguire il quartetto KV 387, il primo del gruppo dei sei dedicati ad Haydn, composto da Mozart a Vienna nel 1782, all’età di ventisei anni.
Programma
Wolfgang Amadeus Mozart
Quartetto n.3 in Sol maggiore KV156
Quartetto n.1 in Sol maggiore KV80
Quartetto n.14 in Sol maggiore KV387
Quartetto Alla Maniera Italiana
Giacomo Coletti, violino
Maria Grokhotova, violino
Lorenzo Novelli, viola
Anna Camporini, violoncello
Il Quartetto Alla Maniera Italiana è il complesso da camera residente della stagione 2026/27 della Casa della musica
15 novembre 2026 alle ore 10:30
Scuola di Musica Jardin Musical | via Maestri Comacini 8, 6834 Morbio Inferiore (TI), Svizzera
Mozart e Beethoven: un dialogo senza tempo
Matinée tra parole e musica con il Quartetto Alla Maniera Italiana
Il dialogo musicale proposto nel matinée odierno coinvolge due illustri compositori, Mozart e Beethoven. Presenteremo il Divertimento K. 136 in re maggiore scritto a Salisburgo all’età di sedici anni: Mozart è giovanissimo, eppure ha già viaggiato molto ed ha conosciuto i più importanti ambienti musicali europei. Creeremo un collegamento ideale con due dei quartetti Anhang 2 attribuiti ad un Beethoven ventenne che invece non si è ancora spostato dalla sua città natale, Bonn. I quartetti n.2 in sol maggiore e n.4 in fa minore sembrano raccontare la storia di un grande compositore che si cimenta con il genere del quartetto d’archi per le prime volte, e che è destinato a fama imperitura.
Programma
Wolfgang Amadeus Mozart – Divertimento in Re maggiore K136
Ludwig van Beethoven – Quartetto Anhang n.2 in Sol maggiore e Quartetto Anhang n.4 in Fa minore
Quartetto Alla Maniera Italiana
Giacomo Coletti, violino
Maria Grokhotova, violino
Lorenzo Novelli, viola
Anna Camporini, violoncello
Il Quartetto Alla Maniera Italiana è il complesso da camera residente della stagione 2026/27 della Casa della musica
In collaborazione con Jardin Musical
15 novembre 2026 alle ore 11:00
Casa della musica | Via Collegio dei Dottori 9, 22100 Como
Reading filosofico
Incontro a cura di Francesca Giani e Roberto Sala
15 novembre 2026 alle ore 20:30
Villa del Grumello | Via Per Cernobbio 11, 22100 Como
La serata presenterà un progetto della Call for projects- Rilke e il Mediterraneo: la conversione al Mèlos
Alamàhr
In occasione del Festival A Due Voci, quest’anno dedicato al centenario della morte del poeta Rainer Maria Rilke e incentrato su quella che viene definita la sua svolta mediterranea, Alamàhr propone un repertorio di brani esclusivamente originali, alcuni dei quali composti appositamente per questo concerto. Tali composizioni sono state pensate non per essere un mero accompagnamento o una messa in musica delle sue poesie, bensì come controcanto musicale della sua opera poetica e come proseguimento della sua ricerca estetica ed espressiva. Il repertorio scelto cerca a sua volta di incarnare la centralità del melòs mediterraneo sia attraverso i suoni e i canti degli strumenti, che per l’occasione vengono enfatizzati nelle loro componenti acustiche e nella melodiosità dei loro timbri, sia attraverso una ricerca compositiva che mescoli le influenze jazzistiche dei membri del gruppo con gli elementi caratteristici delle musiche e delle tradizioni che popolano l’area mediterranea e che sono stati fondamentali per Rilke nella definizione della sua poetica.
Alamàhr trio
Enrico Erriquez, clarinetto
Lorenzo Negroni, chitarra
Raffaele Guandalini, contrabbasso
In collaborazione con Associazione Villa del Grumello
16 novembre 2026 alle ore 20:30
Conservatorio G. Verdi di Como | Via Luigi Cadorna 4, 22100 Como
Dimitri Šostakovic su versi di Michelangelo Buonarroti
Suite su versi di Michelangelo Buonarroti op. 145
Programma
Dimitri Šostakovic – Suite su versi di Michelangelo Buonarroti op. 145
Nelle sue liriche Michelangelo Buonarroti ha saputo comunicare con ruvida potenza espressiva la sostanza di un’esperienza individuale e universale profondamente segnata dalla passione e dall’inquietudine spirituale. Alcune di queste liriche furono utilizzate da Dmitri Šostakovič nel 1974 per comporre una sorta di testamento umano e spirituale che, nel tragico solco della feroce dittatura sovietica, ha saputo cogliere il senso un’intera esistenza votata all’arte musicale, dando voce allo spirito profondo del popolo russo. La suite viene proposta nella versioni in italiano, inserendosi in una prassi inaugurata alle fine degli anni ‘80 del secolo scorso, da Dietrich Fischer-Diskau e riproposta in seguito da altri artisti.
Frano Lufi, basso
Leonardo Zunica, pianoforte
In collaborazione con MantovaMusica e Conservatorio G. Verdi di Como
17 novembre 2026 alle ore 20:30
Casa della musica | Via Collegio dei Dottori 9, 22100 Como
Musica Emozioni Algoritmi Intelligenza
Musica Emozioni Algoritmi Intelligenza è una concerto / presentazione che nasce dal lavoro di ricerca che, all’interno del Conservatorio di Como, si sta portando avanti grazie alle borse di dottorato AFAM.
Gianmarco Canato, Ferdinando Romano e Matilde Sartori rappresentano tre diversi indirizzi di ricerca che vengono messi in relazione tra loro con lo scopo di produrre un evento musicale innovativo legato alle tecniche improvvisative, all’elettronica e all’utilizzo di algoritmi in IA alimentati da dati fisiologici.
La caratteristica di questa serata avrà un duplice aspetto: performativo e divulgativo che aiuterà pubblico a interpretare il fenomeno musicale anche in relazione agli aspetti legati all’elettronica e all’intervento di IA.
Gianmarco Canato, fagotto
Ferdinando Romano, sintetizzatori e processi elettronici
Matilde Sartori, algoritmi, modelli di IA e sensoristic
Iniziativa a cura di MMT Creative Lab in collaborazione con il Conservatorio G. Verdi di Como
18 novembre 2026 alle ore 19:30
Casa della musica | Via Collegio dei Dottori 9, 22100 Como – nell’ambito de I MERCOLEDI’ DEL CINEMA
Il clãmor della madre
Proiezione del film
Medea di Pasolini
Il cinquantenario della morte di Pier Paolo Pasolini ha una volta di più permesso di ritrovare una delle voci più significative del Novecento italiano, riconfermando l’attualità e l’importanza del suo pensiero nelle esplosive contraddizioni del nostro presente, in una dimensione intellettuale che le confronta con lo spessore mitico della condizione umana.
Del resto per Pier Paolo Pasolini il mito è lo spazio per uscire dall’oppressione di una visione superficiale, tutta schiacciata sul presente, sul momentaneo, per ritrovare tutta la ricchezza e la complessità della vita.
Un processo centrale nella sua opera che, attraverso il cinema di poesia, attraverso il linguaggio poetico trasforma il reale in una dimensione mitica. I due film che saranno presentati rappresentano vivamente, concretamente, questo processo.
Se con “Medea” Pasolini ricorre al mito per gettare uno sguardo eterno ed universale, per trovare i fondamenti psicologici della modernità, con Mamma Roma ricrea la profondità del mito per illuminare il presente della trasformazione del dopoguerra. Con “Medea” rielabora l’opera di Euripide per esplorare la tragedia e il senso del sacro e della sua scomparsa nel mondo moderno. Con “Mamma Roma” rivela la sacralità del sottoproletariato, trasformando le borgate romane e i loro abitanti in figure mitiche, ridando loro una dignità arcaica, mentre la civiltà dei consumi li omologa e divora i loro figli.
Un destino parallelo quello delle due madri, destinate a sacrificare la loro progenie nell’illusoria speranza di affrancamento nella nuova civiltà che si impone.
A sottolineare la forza della narrazione la presenza di due icone della rappresentazione drammaturgica: Maria Callas e Anna Magnani, a dare volto e voce alla disperazione assoluta della madre.
Alberto Cano, relatore
19 novembre 2026 alle ore 18:00
Casa della musica | Via Collegio dei Dottori 9, 22100 Como
Reading filosofico
Incontro a cura di Francesca Giani e Roberto Sala
19 novembre 2026 alle ore 20:30
Casa della musica | Via Collegio dei Dottori 9, 22100 Como
Liszt in Italia
Concerto con parole di Sergio Lattes
Musiche per pianoforte dalle “Années de Pèlerinage”
Il legame fra Liszt e l’Italia fu lungo e profondo. Iniziò negli anni ‘30 dell’Ottocento, quando il giovanissimo virtuoso, già idolo delle sale parigine, introdusse una lunga pausa nella sua carriera per intraprendere quello che chiamò un “pellegrinaggio”, prima in Svizzera e poi in Italia, insieme con Marie d’Agoult, femme savante e scrittrice, che per lui abbandonò il marito e due figli, con grande scandalo nella società parigina.
Fu insieme un Grand Tour romantico – un viaggio di formazione e di introspezione – e una fuga d’amore, che diede la luce a 3 figli di Liszt e Marie. Una dei quali – Cosima – nacque proprio sul lago di Como, ed era destinata a diventare in seconde nozze la moglie di Richard Wagner.
Ma il legame con l’Italia proseguì fino alla vecchiaia di Liszt, un’epoca in cui egli divenne frequentatore ben introdotto in Vaticano, e perseguì il disegno – non riuscito – di diventare il capo di una radicale riforma della musica della Chiesa Cattolica. Chissà come sarebbe andata se ci fosse riuscito!
Il “Concerto con parole” di oggi ripercorre alcuni brani della primissima fase – l’incontro con la poesia e il folklore italiani – e, con i Giochi d’acqua alla Villa d’Este, l’ultima: quella in cui Liszt si fa precursore dell’impressionismo e diretto ispiratore dei Jeux d’eau di Ravel, nati esattamente 25 anni dopo.
Sergio Lattes, pianoforte
20 novembre 2026 alle ore 21:00
Ex Scuola Maurelli | via alle Alpi 43, 22010 Naggio, Grandola ed Uniti
De André e il Mediterraneo: appunti per una navigazione antropologica
Il Mediterraneo, da sempre, è non solo un’espressione geografica, ma un luogo culturale. È un sostantivo e non un aggettivo; il nome di continui ibridismi e incontri, traffici e commerci, guerre e scambi. Il rapporto con il mare nelle canzoni di Fabrizio De André è noto, ma ad un certo punto del suo percorso artistico, il mare, generico, diventa il Mediterraneo. I suoi suoni e colori, i suoi sapori, le sue creuze. Diventa la pelle di Jamin’a, il pianto di Sidun, il sole negli occhi. Diventa narrazione non del mare, ma vista dal mare. Questa narrazione merita di essere ripresa, riascoltata e narrata nuovamente. Non solo per la sua attualità antropologica, ma anche per la sua voce ancestrale che ha ancora molto da dire.
Programma
Fabrizio De André – La città vecchia, Creuza de mä, Jamin-a, Sidún e Da a me riva
Alessio Brunialti, voce e chitarra
Roberto Sala, chitarra
In collaborazione con Amici di Naggio
21 novembre 2026 alle ore 11:00
Casa della musica | Via Collegio dei Dottori 9, 22100 Como
Tra suono e immagine: entrare in Mitsou
L’opera-film, composta da Claire-Mélanie Sinnhuber con la regia di Jean-Charles Fitoussi, racconta la storia vera dell’amicizia tra il poeta Rainer Maria Rilke e il piccolo Balthasar (il futuro pittore Balthus), incentrata sulla figura del gatto Mitsou.
Un format innovativo in cui gli attori del film vengono “doppiati” e sonorizzati dal vivo da quattro voci e sette strumenti diretti dal M. Bruno Dal Bon.
Mario Paglirani, direttore artistico Teatro del Tempo
Claire-Mélanie Sinnhuber, compositrice
Jean-Charles Fitoussi, regista
Bruno Dal Bon, direttore
In collaborazione con Teatro del Tempo e Festival Rilke 2026
21 novembre 2026 alle ore 17:00
Casa della musica | Via Collegio dei Dottori 9, 22100 Como
Postremo o postumo? Sui materiali dell’ultimo Rilke
Rilke è tra i rari autori del modernismo la cui fortuna non conosce confini di lingua né di pubblico. Le traduzioni dei suoi versi circolano come testi consolatori autonomi e la sua opera appare come il luogo in cui la solitudine dell’io si fa universalmente comunicabile. Questa immagine, però, è contraddetta dalle carte del lascito risalenti agli ultimi anni della sua vita. Tra 1925 e 1926, Rilke non porta a termine grandi cicli e la sua poetica, dall’eroismo delle Elegie e dei Sonetti, entra in una fase di sordina. I suoi testi nascono su una serie di supporti eterogenei e circolano entro uno stretto raggio di destinatari: con il mio intervento parto da questi materiali (taccuini tascabili, i due quaderni Exercices et Évidences, il «Braunes Buch» affidato a Katharina Kippenberg, il quaderno D’un Carnet de poche per Maurice Betz, oltre a fogli spediti in lettera e dediche su esemplari a stampa) per interrogarmi sulla differenza tra il Rilke postremo e postumo, dove postremo è l’ultimo stato dell’opera che il poeta fissa per sé o per un destinatario preciso; postumo è ciò che si forma dopo di lui, attraverso studi e ricezione.
Matilde Manara, critica letteraria
21 novembre 2026 alle ore 21:00
Casa della musica | Via Collegio dei Dottori 9, 22100 Como
Impressioni e Ritmica
Un concerto intorno alla figura di Alberto Ginastera e di altri compositori latinoamericani
Raramente vengono eseguite nell’ambito di uno stesso recital la Pampeana n. 2, la Sonata op. 49 per violoncello e pianoforte e Triste — nell’arrangiamento di Pierre Fournier —, tutti e tre lavori del compositore argentino Alberto Ginastera. Forse, nel programmare un concerto, i musicisti pensano: troppi brani dello stesso compositore significano troppe somiglianze stilistiche? Ginastera, come suggerisce il titolo del libro di Antonieta Sottile, è un musicista che racchiude in sé «Le(s) style(s) d’un compositeur argentin»… E questo ci rassicura!
Ancora più raramente vengono eseguiti brani di alcuni compositori colombiani, meno conosciuti di Ginastera, e ancor più raramente questi vengono accostati alle sue opere per violoncello e pianoforte. Una scelta poco attraente per il pubblico, forse perché considerati compositori monotematici o monostilistici? Niente di più inesatto, almeno nel caso del programma di oggi, nel quale non ascolteremo né bachata, né salsa, né merengue, né tango. I tre compositori colombiani che ascolteremo oggi appartengono, infatti, a epoche diverse e incarnano concezioni estetiche molto differenti:
- Posada-Posada, compositore della fine del XIX secolo, legato a uno stile folkloristico; G. Uribe-Holguín, attivo nella prima metà del XX secolo e chiaramente influenzato dai compositori francesi post-impressionisti; e J. Camelo-Suárez, violoncellista e compositore contemporaneo, il cui stile si ricollega alla tendenza «teatrale» della musica.
…E Debussy? Quale legame ha con l’America Latina e con il recital di oggi?
La scelta di inserire nel programma la Sonata di Claude Debussy, capolavoro del repertorio violoncellistico, non è frutto del caso. Debussy, così come Stravinskij, Bartók e Copland, ha esercitato una notevole influenza sull’opera di Ginastera, in particolare durante la prima fase della sua attività compositiva, e su quella di numerosi altri compositori latinoamericani, come si potrà intuire durante l’ascolto del concerto.
Programma
Jorge Camelo-Suárez – Tengo miedo
Ismael Posada-Posada – Recuerdos tunjanos
Guillermo Uribe Holguín – Pàgina de álbum
Claude Debussy – Sonata per violoncello e pianoforte
Alberto Ginastera – Pampeana no 2 op 21, Triste e Sonata op 49
NOMADA-DUO
Maria Pfefferle, pianoforte
Jorge Camelo, violoncello
In collaborazione con Música de IDA – Música de VUELTA
22 novembre 2026 alle ore 17:30
Cinema Teatro di Chiasso | Via Dante Alighieri 3b, 6830 Chiasso, Svizzera
Mitsou
L’opera-film, composta da Claire-Mélanie Sinnhuber con la regia di Jean-Charles Fitoussi, racconta la storia vera dell’amicizia tra il poeta Rainer Maria Rilke e il piccolo Balthasar (il futuro pittore Balthus), incentrata sulla figura del gatto Mitsou.
Un format innovativo in cui gli attori del film vengono “doppiati” e sonorizzati dal vivo da quattro voci e sette strumenti diretti dal M. Bruno Dal Bon.
Svea Schildknecht, soprano
Francisca Naf, mezzosoprano
Jean-Jacques Knutti, tenore
Hean-Christophe Groffe, basso
Ari Di Perna, flauto
Paolo Sartori, clarinetto
Alessandro Del Gobbo, pianoforte
Davide Poretti, percussioni
Daniele Rumi, violino
Francesco Albarelli, viola
Matilde Pesenti, violonocello
Bruno Dal Bon, direttore
In collaborazione con Teatro del Tempo e Festival Rilke 2026
23 novembre 2026 alle ore 20:30
Casa della musica | Via Collegio dei Dottori 9, 22100 Como
La serata presenterà due dei progetti della Call for projects- Rilke e il Mediterraneo: la conversione al Mèlos
Ein andrer Hauch
Un altro respiro. Dalla visione al Mèlos.
Sebastiano Beozzo, ideazione, composizione ed elettronica
Intervallo
Il sospiro di Orfeo
Dal vedere all’ascoltare, dalla parola al canto, dal gesto alla risonanza.
Duo Bohémiens e Rita Greco
Andrea Siano, compositore pianista
Giuseppe Isacco Buccoliero, sassofoni
Rita Greco, voce recitante
Programma
I. Ronda da Die spanische Trilogie (1913)
II. Wendung da Wendung (1914)
III. Hören dalla Prima Elegia duinese (1912)
IV. Hörbare Landschaft da An die Musik (1918)
V. Tempel im Gehör da Die Sonette an Orpheus, I,1 (1922)
VI. Ein andrer Hauch da Die Sonette an Orpheus, I,3 (1922)
Programma
Andrea Siano – Il sospiro di Orfeo, melologo per voce recitante, saxofono e pianoforte su testi tratti da “I Sonetti a Orfeo” di Rainer Maria Rilke.
24 novembre 2026 alle ore 20:30
Casa della musica | Via Collegio dei Dottori 9, 22100 Como
Dal mediterraneo all’atlantico: un viaggio attraverso i secoli
Un programma che percorre le rotte della cultura musicale, che si irradia attraverso i secoli dal Mediterraneo all’Atlantico e al mondo intero: gli arabeschi melodici della musica spagnola, le suggestive linee degli autori classici mediterranei si incrociano con la modernità internazionale, in molti casi fungendo da forte stimolo creativo per tanti autori contemporanei.
Da Pergolesi ai Genesis, da Moszkowski a Mike Oldfield, da J.S. Bach a Chick Corea, da Haendel alla PFM in un viaggio senza confini di luoghi, di tempi e di stili.
Insieme a loro anche brani di di Mike Prokofiev, Police e Dave Grusin.
Programma
Johann Sebastina Bach/György Kurtág – Gottes Zeit ist die allerbeste Zeit
Genesis – Firth of Fifth
Moritz Moszkowski – Danze spagnole op 12
Giovanni Battista Pergolesi – Vidit suum dulcem natum (dallo Stabat Mater)
Premiata Forneria Marconi – Impressioni di Settembre
Dave Grusin – Music from “Falling in Love”
Chick Corea – Spain
Sergej Sergeevič Prokof’ev/Sting – Russians and Every little Thing She does is Magic
George Frideric Handel – Lascia ch’io pianga
Mike Oldfield – Tubular Bells
Duo Gelfini – Olzer
Alessandra Gelfini, pianoforte
Roberto Olzer, pianoforte
25 novembre 2026 alle ore 19:30
Casa della musica | Via Collegio dei Dottori 9, 22100 Como – nell’ambito de I MERCOLEDI’ DEL CINEMA
Il clãmor della madre
Proiezione del film
Mamma Roma di Pasolini
Il cinquantenario della morte di Pier Paolo Pasolini ha una volta di più permesso di ritrovare una delle voci più significative del Novecento italiano, riconfermando l’attualità e l’importanza del suo pensiero nelle esplosive contraddizioni del nostro presente, in una dimensione intellettuale che le confronta con lo spessore mitico della condizione umana.
Del resto per Pier Paolo Pasolini il mito è lo spazio per uscire dall’oppressione di una visione superficiale, tutta schiacciata sul presente, sul momentaneo, per ritrovare tutta la ricchezza e la complessità della vita.
Un processo centrale nella sua opera che, attraverso il cinema di poesia, attraverso il linguaggio poetico trasforma il reale in una dimensione mitica. I due film che saranno presentati rappresentano vivamente, concretamente, questo processo.
Se con “Medea” Pasolini ricorre al mito per gettare uno sguardo eterno ed universale, per trovare i fondamenti psicologici della modernità, con Mamma Roma ricrea la profondità del mito per illuminare il presente della trasformazione del dopoguerra. Con “Medea” rielabora l’opera di Euripide per esplorare la tragedia e il senso del sacro e della sua scomparsa nel mondo moderno. Con “Mamma Roma” rivela la sacralità del sottoproletariato, trasformando le borgate romane e i loro abitanti in figure mitiche, ridando loro una dignità arcaica, mentre la civiltà dei consumi li omologa e divora i loro figli.
Un destino parallelo quello delle due madri, destinate a sacrificare la loro progenie nell’illusoria speranza di affrancamento nella nuova civiltà che si impone.
A sottolineare la forza della narrazione la presenza di due icone della rappresentazione drammaturgica: Maria Callas e Anna Magnani, a dare volto e voce alla disperazione assoluta della madre.
Alberto Cano, relatore
26 novembre 2026 alle ore 18:00
Casa della musica | Via Collegio dei Dottori 9, 22100 Como
Reading filosofico
Incontro a cura di Francesca Giani e Roberto Sala
27 novembre 2026 alle ore 18:00
Fondazione Giorgio Cini | Dorsoduro (San Vio), 864 – 30123 Venezia
Al dissipar d’oscura notte
Venezia nel 1700 è la culla del Mediterraneo, di un Mediterraneo meno terragno e infiammato di quello spagnolo, ma che non manca di quel bagliore che il sole tratteggia sulle acque lagunari, anche in inverno.
Nelle Cantate da Camera di Vivaldi questo bagliore cristallino diviene un momento irrequieto di metamorfosi continua tra la donna e il mare: l’incessante riferimento ai moti dell’animo di volta in volta immersi, schiantati, cullati, travolti dai flutti marini, permette una riflessione intima sul nostro essere in perenne stato di cambiamento.
Un cammino che invita a volgere lo sguardo verso il mare infinito: al centro lei, l’Annina del Prete Rosso, la cantante che per quattordici anni condivise il palcoscenico, la casa e la vita di Vivaldi e di cui non si sa nulla. Si percepisce solo l’eco profonda di questa comunione artistica, che per il resto sembra persa nel tempo passato, ma soprattutto nascosta, celata, perché contraria agli obblighi monacali. Una presenza/assenza quella di Anna, un’ombra che non si può abbracciare, “una Dafne trasfigurata che si sente alloro” – come direbbe Rilke – e si dissolve nello spazio.
Programma
Antonio Vivaldi
Pianti, sospiri e dimandar mercede, RV 676
Qual per ignoto calle, RV 677
Fonti di pianto piangete, RV 656
Aure, voi più non siete, RV 652
Giulietta Teani, soprano
Martina Tragni, mezzosoprano
Paolo Beschi, violoncello
Nicola Gandolfo, clavicembalo
Stefania Panighini, ideazione e regia
Stefania Panighini è artista residente del Festival A due voci 2026
In collaborazione con Istituto Italiano Antonio Vivaldi della Fondazione Giorgio Cini
27 novembre 2026 alle ore 20:30
Villa Camozzi | Piazza Camozzi 2, 22010 Grandola ed Uniti
S’inalba il ciel
Programma da definire
Sinyoung Park, soprano
Minha Lee, pianoforte
28 novembre 2026 alle ore 11:00
Casa della musica | Via Collegio dei Dottori 9, 22100 Como
Empedocle nel pensiero filosofico contemporaneo: la lettura di Giorgio Colli
Una lettura contemporanea del filosofo-poeta, amato da Hölderlin e da Nietzsche, che continua a rilanciare interrogativi essenziali anche grazie al recente ritrovamento al Cairo di nuovi suoi versi.
Federica Montevecchi, filosofa
28 novembre 2026 alle ore 16:00
Conservatorio G. Verdi di Como | Via Luigi Cadorna 4, 22100 Como
Progetto Coro A più voci
INCONTRO
Studio della cinematica del distretto orofacciale dopo training canoro in pazienti affetti da esiti di cerebrolesioni congenite e acquisite
Dott. Luigi Piccinini, relatore
CONCERTO
Coro A più voci
Massimo Mazza, direttore
Coro a più voci è un progetto di cantoterapia organizzato dalla Casa della musica di Como con il contributo della Fondazione don Eugenio Bonoli – ONLUS in collaborazione con il Liceo musicale e coreutico G. Pasta di Como.
Il breve momento musicale che verrà eseguito nell’ambito del Festival A due voci vuole essere una prima testimonianza dell’avvio di questo progetto realizzato attraverso una serie di appuntamenti laboratoriali per ragazzi con disabilità fisica e/o intellettiva sviluppato in collaborazione con il Coro degli studenti del Liceo musicale e coreutico G. Pasta di Como, insieme ad uno specialista di musicoterapia e ai docenti di materie musicali. L’intento è quello di giungere alla creazione di un Coro A più voci che possa proseguire la propria attività anche nei mesi successivi al Festival.
In collaborazione con il Conservatorio G. Verdi di Como, Fondazione don Eugenio Bonoli – ONLUS, Liceo musicale e coreutico G. Pasta di Como.
28 novembre 2026 alle ore 20:30
Casa della musica | Via Collegio dei Dottori 9, 22100 Como
E venne il fuoco
Canzoni e contaminazioni delle diaspore ebraiche del Mediterraneo
La cena di Pesach, la Pasqua ebraica, con il suo infantile, enigmatico e fatale canto del “capretto”, che ha ispirato – fra altri – Angelo Branduardi e la sua “Alla Fiera dell’Est” è un ideale punto di
partenza e arrivo di tante escursioni ed esplorazioni nella musica, nelle storie, nella Storia musicale del popolo ebraico e della sua più antica diaspora in Occidente: il Mediterraneo.
Miriam Camerini e Rocco Rosignoli, fra le più autorevoli voci di ricerca e performance nella musica ebraica in Italia, si riuniscono in un nuovo progetto ed esplorano alcuni dei loro brani preferiti, li combinano, li pongono in dialogo per godere di armonie e dissonanze. Una chiacchierata, una lezione, un concerto, una prova fra amici. Yiddish, Ladino (ossia giudeo-spagnolo), ebraico e dialetti giudeo-italiani si intessono in una trama che è storia d’Europa.
Miriam Camerini, voce
Rocco Risignoli, chitarra e voce
29 novembre 2026 alle ore 10:30
Villa del Grumello | Via Per Cernobbio 11, 22100 Como
L’anima, la musica
Intervengono Enrico Bassani, Francesco Atanasio, Michele Califano, Florinda Cambria e Gianluca Capuano.
L’evento è promosso da Associazione Villa del Grumello e Associazione Mechrì nell’ambito della rassegna Al limite, un libro!
Prenotazione obbligatoria
29 novembre 2026 alle ore 11:30
Villa del Grumello | Via Per Cernobbio 11, 22100 Como
Luce, pietra, mare
La poesia italiana tra XX e XXI secolo e il Rilke “mediterraneo”
Una lettura scenica a più voci per indagare quanto l’influenza di Rainer Maria Rilke abbia agito in profondità, in modo capillare e trasversale sulla poesia italiana del Novecento. Contribuendo a modificare il modo stesso di concepire la poesia, offrendo agli autori italiani strumenti inediti per interrogare l’interiorità, il rapporto con il sacro, la funzione della parola e il valore conoscitivo dell’esperienza poetica. I riflessi del Rilke più “mediterraneo” e solare percorrono i maestri del Novecento italiano, da Montale e Quasimodo fino ai versi di Amelia Rosselli e Franco Arminio.
Lorenzo Morandotti, poeta
Bianca Cavallotti, attrice
Lorenzo Carpinelli, attore
In collaborazione con Associazione Villa del Grumello
29 novembre 2026 alle ore 14:30
Villa Sucota, Fondazione Antonio Ratti | Via Per Cernobbio 19, 22100 Como
Al dissipar d’oscura notte
Venezia nel 1700 è la culla del Mediterraneo, di un Mediterraneo meno terragno e infiammato di quello spagnolo, ma che non manca di quel bagliore che il sole tratteggia sulle acque lagunari, anche in inverno.
Nelle Cantate da Camera di Vivaldi questo bagliore cristallino diviene un momento irrequieto di metamorfosi continua tra la donna e il mare: l’incessante riferimento ai moti dell’animo di volta in volta immersi, schiantati, cullati, travolti dai flutti marini, permette una riflessione intima sul nostro essere in perenne stato di cambiamento.
Un cammino per i sentieri di Villa Sucota, guidati dall’eco di un violoncello nella Limonaia, o dal suono di una voce nella Serra, che invita a volgere lo sguardo verso il lago infinito: al centro lei, l’Annina del Prete Rosso, la cantante che per quattordici anni condivise il palcoscenico, la casa e la vita di Vivaldi e di cui non si sa nulla. Si percepisce solo l’eco profonda di questa comunione artistica, che per il resto sembra persa nel tempo passato, ma soprattutto nascosta, celata, perché contraria agli obblighi monacali. Una presenza/assenza quella di Anna, un’ombra che non si può abbracciare, “una Dafne trasfigurata che si sente alloro” – come direbbe Rilke – e si dissolve tra i rovi e i sentieri della villa.
Programma
Antonio Vivaldi
Pianti, sospiri e dimandar mercede, RV 676
Qual per ignoto calle, RV 677
Fonti di pianto piangete, RV 656
Aure, voi più non siete, RV 652
Giulietta Teani, soprano
Martina Tragni, mezzosoprano
Paolo Beschi, violoncello
Nicola Gandolfo, clavicembalo
Stefania Panighini, ideazione e regia
Stefania Panighini è artista residente del Festival A due voci 2026
In collaborazione con Istituto Italiano Antonio Vivaldi della Fondazione Giorgio Cini e Fondazione Antonio Ratti
Per l’occasione sarà anche visitabile la mostra Geometrie come Mito che apre pubblico al 13 novembre 2026.
Informazioni
Ingresso libero. Programma completo, informazioni e prenotazioni su www.aduevoci.org dal 3 novembre 2026
Contatti stampa: Chiara Anzani, +393200770087 – chiaraanzani6@gmail.com
