Le Ferrovie Federali Svizzere stanno conducendo una serie di test in collaborazione con il Politecnico federale di Zurigo per valutare le potenzialità di un robot innovativo. Un specie di cane robot, comandato a distanza, che potrebbe un giorno entrare nella galleria del San Gottardo al posto degli operatori, per effettuare controlli e piccoli interventi.
L’obiettivo a lungo termine è dunque introdurre questa tecnologia all’interno della Galleria di base del Gottardo, affiancando o supportando gli operatori umani nelle attività sul campo.
Diagnosi predittiva e ampliamento delle finestre operative
La sfida principale che le FFS intendono superare riguarda la gestione dei tempi e degli orari di accesso all’infrastruttura. Attualmente, le squadre di manutenzione possono intervenire nella galleria solo all’interno di intervalli temporali estremamente ridotti. Il progetto nasce proprio dalla necessità di ottimizzare tali tempistiche. L’introduzione della robotica mira a potenziare le capacità diagnostiche direttamente in loco.
Funzionamento e controllo remoto: l’uomo al centro della tecnologia
Il sistema sviluppato non prevede l’autonomia della macchina, bensì un controllo a distanza affidato agli stessi tecnici che eseguono la manutenzione tradizionale. Lìoperatore che oggi fa la manutenzione dovrà essere in grado un giorno di guidare questo robot e di fare operazioni relativamente semplici a livello di manutenzione.
Dal punto di vista tecnico, il dispositivo funziona come un mezzo teleguidato:
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Stazione di comando: L’operatore controlla i movimenti a distanza.
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Interfaccia di guida: Lo spostamento del robot e l’articolazione del braccio meccanico avvengono tramite una cloche e un braccio di comando dedicato.
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Monitoraggio in tempo reale: Le telecamere di bordo trasmettono un flusso video diretto all’esperto, mostrando la risposta degli arti meccanici ai comandi e l’avanzamento dell’intervento.
FFS esclude qualsiasi volontà di sostituire il personale con sistemi automatizzati. Trattandosi di una fase del tutto esplorativa, non sono ancora state definite le metriche quantitative o economiche relative a un’adozione su larga scala.
L’incertezza riguarda anche il numero finale di unità che potrebbero trovare impiego nella galleria di base o in altri settori della rete ferroviaria:
