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Frontalieri sempre più ricchi: franco svizzero ai massimi storici

Continua senza sosta la corsa del franco svizzero, che si conferma la valuta rifugio per eccellenza nel panorama economico attuale. Durante la notte, la moneta elvetica ha segnato un nuovo record storico di apprezzamento sia nei confronti dell’euro che del dollaro, raggiungendo livelli di guardia che non si vedevano da oltre un decennio.

Euro-Franco: minimi storici dalla fine della soglia minima

Il tasso di cambio Euro/Franco (EUR/CHF) è precipitato a quota 0,9124, segnando il valore più basso mai registrato nella storia della divisa europea. L’unico precedente più estremo risale al drammatico 15 gennaio 2015, giorno in cui la Banca Nazionale Svizzera (BNS) decise improvvisamente di abolire la soglia minima di scambio fissata a 1,20. In quell’occasione, l’euro toccò punte minime di 0,8423 franchi, un valore che molti operatori considerano però tecnico, data l’impossibilità di determinare un corso certo durante la tempesta valutaria di allora.

Alle ore 08:15 di oggi, la divisa europea ha mostrato un timido segnale di ripresa, passando di mano a 0,9135, rimanendo comunque in una zona di forte sofferenza.

Il Dollaro arretra: pressione sul biglietto verde

Il rafforzamento del franco non risparmia il dollaro statunitense. Nella giornata di ieri, il cambio è sceso sotto la soglia di 0,77, avvicinandosi pericolosamente al minimo pluriennale di 0,7605. Questa mattina, alle ore 08:15, il biglietto verde veniva scambiato a 0,7673.

Secondo gli analisti, la pressione ribassista sul dollaro potrebbe intensificarsi qualora dagli Stati Uniti arrivassero nuovi dati economici deludenti. In particolare, un eventuale indebolimento del mercato del lavoro americano è considerato dagli osservatori come un fattore di rischio che potrebbe appesantire ulteriormente la valuta statunitense nel breve periodo.

Riflettori sulla BNS: ipotesi di intervento e politica monetaria

Con un franco così forte, gli occhi degli operatori finanziari sono puntati sulla Banca Nazionale Svizzera. Secondo un’analisi di Valiant, l’istituto centrale guidato da Thomas Jordan potrebbe trovarsi costretto a intervenire sul mercato dei cambi. Tuttavia, ogni manovra dovrà essere calibrata con estrema cautela per evitare tensioni con il Dipartimento del Tesoro americano, che monitora costantemente le politiche monetarie per prevenire manipolazioni valutarie.

Nonostante la forza del franco, gli esperti di settore ritengono attualmente poco probabile un ritorno ai tassi di interesse negativi. Al momento, il tasso guida della BNS resta fermo allo 0,0%, ma l’evoluzione dei mercati internazionali impone un monitoraggio costante.

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