L’ex Linificio di Lodi, storico simbolo dell’archeologia industriale in piazzale Forni, si trasforma ufficialmente in un Opificio della Cultura. Un ambizioso progetto di rigenerazione urbana da oltre 25 milioni di euro che restituirà alla città uno spazio di 14.000 metri quadrati, dismesso dagli anni Settanta ma dove un tempo 200 operai facevano turni di 11 ore (poi negli anni Cinquanta erano 1.600 i dipendenti) fino al declino che l’ha trasformato in un rudere a partire dal 1967.
I numeri del progetto: finanziamenti e scadenze
La rinascita del complesso, costruito nel 1909, è sostenuta da un piano economico complesso che vede la collaborazione tra istituzioni nazionali e locali:
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18,5 milioni di euro: Fondi PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza).
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6 milioni di euro: Risorse stanziate dal Comune di Lodi (di cui 2,5 tramite mutuo del Credito Sportivo).
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Obiettivo Collaudo: Entro giugno 2026, come imposto dalle rigide tempistiche europee.
Cosa ospiterà l’Opificio della Cultura?
Il progetto, curato da OGB Studio e APML Architetti, non è solo un restauro architettonico ma la creazione di un hub polifunzionale moderno. Gli spazi saranno così suddivisi:
Piano Seminterrato: Il cuore della memoria
Qui troverà sede il nuovo Archivio Storico del Comune di Lodi, con documenti che risalgono fino al 1300. Saranno realizzati magazzini all’avanguardia per la conservazione del patrimonio documentale e dei depositi del Museo Civico.
Piano Rialzato e Soppalco: Arte e Socialità
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Museo Civico (1.800 mq): Ospiterà le eccellenze artistiche lodigiane, tra cui le ceramiche storiche, oltre 300 quadri (con opere della bottega dei Piazza e di Hayez).
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Servizi al cittadino: Un auditorium, spazi di coworking, laboratori creativi e aree per mostre temporanee.
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Food & Leisure: Sono previsti un bar-caffetteria e un ristorante per rendere il polo un centro di aggregazione quotidiana.
Sostenibilità e Architettura: il criterio DNSH
I lavori, affidati all’impresa Ricci Spa, seguono il principio DNSH (Do No Significant Harm). L’intervento garantisce che la riqualificazione non arrechi danni all’ambiente, rispettando l’Accordo di Parigi. Le facciate esterne sono già state riqualificate, mantenendo il fascino industriale originario, mentre è in corso l’installazione dei moderni sistemi di trattamento dell’aria (UTA).
Prossimi passi e sfide
Nonostante il cronoprogramma serrato (fine lavori strutturali prevista per marzo 2026), restano delle sfide aperte:
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Reperimento fondi: Mancano ancora circa 5 milioni di euro per il completamento totale degli allestimenti interni.
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Allestimenti: Il Comune ha candidato il progetto “Una bellezza condivisa: Oltre” al bando di Fondazione Cariplo per finanziare gli arredi dell’Archivio e del Museo.
In sintesi: tabella dei dettagli tecnici
| Caratteristica | Dettaglio |
| Superficie totale | 14.000 mq |
| Investimento totale | Circa 24,5 – 25 Milioni € |
| Fine lavori (prevista) | Marzo 2026 |
| Scadenza PNRR | Giugno 2026 |
| Funzioni principali | Museo Civico, Archivio Storico, Coworking, Auditorium |