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Frontalieri, in arrivo 120 nuovi semafori incubo sulle autostrade svizzere

Autostrade più scorrevoli, ma a costo di scaricare gli ingorghi sulle strade cantonali e comunali. È il paradosso che rischia di concretizzarsi con le nuove strategie dell’Ufficio federale delle strade (USTRA), attualmente al vaglio per l’installazione di oltre 120 nuovi semafori in corrispondenza degli svincoli autostradali svizzeri. L’obiettivo primario della Confederazione è favorire la fluidità del traffico sulle arterie principali, accettando però consapevolmente di rallentare la circolazione della rete stradale locale.

Come svelato dalla “SonntagsZeitung”, Berna sarebbe disposta a mettere in conto la formazione di colonnati sulle viabilità secondarie. Una prospettiva destinata a suscitare accese discussioni, in particolare in un Cantone come il Ticino dove la gestione del traffico tramite impianti semaforici è già da tempo al centro del dibattito politico e sociale.

La strategia: “dosatura” degli accessi dopo il no all’ampliamento

A seguito della bocciatura popolare del 2024 al progetto di ampliamento delle autostrade, l’USTRA si trova nella necessità di individuare soluzioni alternative per contenere le code senza costruire nuove corsie. La misura cardine individuate è la cosiddetta “dosatura delle rampe”: un sistema di semafori posizionati agli accessi autostradali per scaglionare l’immissione dei veicoli, prevenendo così rallentamenti improvvisi e riducendo il rischio di incidenti sulla carreggiata principale.

In Svizzera si contano attualmente 15 impianti di questo tipo già operativi. Ora l’USTRA sta valutando oltre 120 nuove installazioni, concentrate prevalentemente nei grandi agglomerati di Zurigo, Basilea e nella Svizzera romanda.

L’urgenza dell’intervento è confermata dai dati: nel 2025 sulle autostrade elvetiche si sono toccate 68.040 ore di ingorgo, con una crescita di circa il 20% rispetto all’anno precedente. Secondo le stime dell’USTRA, la dosatura tramite semafori consentirebbe di incrementare la capacità degli svincoli fino al 5%.

Il punto critico: code trasferite nei quartieri residenziali

L’aspetto più controverso emerge da una nota interna risalente al gennaio 2025 citata dalla SonntagsZeitung: la Confederazione calcola e accetta esplicitamente la possibilità che le code finiscano per ripercuotersi sui tratti cantonali e comunali. In sintesi, pur di preservare lo scorrimento sulle grandi direttrici, si accetta che gli automobilisti restino bloccati prima ancora di varcare il casello.

Il piano ha subito sollevato forti perplessità oltre Gottardo. Nella sola regione di Basilea sono 19 gli impianti al vaglio, ma i Cantoni di Basilea Città e Sciaffusa hanno dichiarato di non essere stati coinvolti nelle valutazioni preliminari. Analoghe preoccupazioni giungono dall’Unione delle città svizzere, che teme un travaso di traffico nei quartieri abitati con conseguenti rischi per la sicurezza di pedoni e ciclisti. Dal canto suo, l’USTRA assicura che Cantoni e Comuni saranno resi partecipi nella fase di definizione dei singoli progetti.

Ad oggi non vi è ancora certezza sulle tempistiche reali di realizzazione dei 120 impianti. Parallelamente, per far fronte all’emergenza traffico, l’USTRA sta esaminando un’ulteriore misura su 24 tratti autostradali: la possibilità di convertire temporaneamente le corsie di emergenza in corsie di marcia supplementari durante le ore di punta.

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