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Coronavirus, Quadri (Lega dei Ticinesi): “Stop a 45mila frontalieri, in Svizzera nessun danno”

Il consigliere nazionale e comunale di Lugano, Lorenzo Quadri (Lega dei Ticinesi) torna chiedere la chiusura delle frontiere tra l’Italia e la Svizzera (che, a oggi, 25 febbraio sono comunque regolarmente aperte).

Coronavirus, Quadri (Lega dei Ticinesi): “Chiudere le frontiere, emergenza salute

Con un passo in più: l’attacco ai tanti pendolari che giungono via treno in Ticino.

“Dei 70mila frontalieri (ufficiali) che entrano quotidianamente in Ticino, 45mila sono impiegati nel settore terziario – sostiene Quadri – quindi è possibile negar loro l’accesso al nostro Cantone per un periodo adeguato di tempo, senza che ciò provochi alcun danno significativo all’economia. Del resto lo scoppio di un’epidemia in Ticino imporrebbe una serie di misure drastiche (si pensi a quelle decretate in Lombardia) che avrebbero conseguenze ben più pesanti sulle attività produttive”.

Dunque, secono il leghista ticinese il mirino andrebbe puntato soprattutto sui lavoratori di certi settori, ma un “buffetto” va anche agli svizzeri che hanno assunto frontalieri al posto di ticinesi: “Chi ha assunto frontalieri al posto di ticinesi, adesso faccia fronte alle implicazioni di tale scelta”.

Poi, ecco il passaggio sulla questione del traffico ferroviario attraverso il confine.

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“Tanto per mettere la ciliegina sulla torta – dice Quadri tramite il media online del partito, mattinonline.ch – questa mattina dall’Italia arrivavano treni in composizione ridotta; col risultato di ammucchiare ulteriormente i passeggeri, ciò che di sicuro non serve a ridurre i rischi di contagio”.

“E’ allarmante che il dogma delle frontiere spalancate venga considerato prioritario addirittura rispetto alle questioni di salute pubblica – conclude l’esponente della Lega dei ticinesi – e questo malgrado la sospensione dell’accordo di Schengen per tali motivi sia prevista. Chi compie simili scelte se ne dovrà assumere la responsabilità”.

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