“3-6 mesi”. Questa è la scritta comparsa sull’asfalto della salita della Valfresca, teatro – questo pomeriggio – delle fasi finali del Giro di Lombardia, una delle gare ciclistiche più seguite e che sarà trasmessa in mondovisione.
Eh no, questi numeri che non dicono niente a chi segue da lontano la centoventesima edizione della “Classica delle Foglie Morte”, non sono il tempo che manca per raggiungere l’arrivo, ma altro non sono che un leitmotiv, un tormentone che negli ultimi anni è diventato ben noto ai comaschi, che oggi qui si è trasformato in una sorta di goliardata in grande stile.
“3-6 mesi”, infatti, è l’ormai celebre affermazione fatta dal sindaco Alessandro Rapinese durante la campagna elettorale quando, nel faccia a faccia finale sul palco del Teatro Sociale, aveva zittito l’avversaria Barbara Minghetti snocciolando con grande sicurezza i numeri della riapertura della piscina di Muggiò: “In quanto tempo? I tempi sono considerati nella misura di 3-6 mesi”, erano state le sue parole.

Una certezza che poi, si è sgretolata a pochissimo tempo dall’elezione di fronte a difficoltà tecniche, burocratiche e finanziarie. Tre mesi dopo era stato infatti lo stesso sindaco a fare marcia indietro definendo “inaffidabili” i documenti citati quella sera.
Da lì il progetto di abbattere completamente la struttura per integrarla in un più ampio Quartiere dello Sport con un partenariato pubblico-privato che però, lo scorso settembre è stato bocciato dalla stessa giunta perché “non sussiste l’interesse pubblico” stanziando, in alternativa, 25 milioni di euro interamente pubblici per un nuovo bando di gara trasformando i famosi “3-6 mesi” in un’attesa quasi decennale.

Pane per i denti, ovviamente, di cittadini scontenti e opposizioni che hanno fatto di questa frase un tormentone per ricordare le promesse elettorali del sindaco ancora non mantenute.
