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I frontalieri della vendemmia: sui colli del Mendrisiotto per 15 franchi l’ora

Sono una cinquantina, arrivano per lo più dalla provincia di Varese e hanno un unico denominatore comune: sono frontalieri. Tra chi raccoglie l’uva e chi si occupa del carico, è un piccolo esercito che ogni autunno anima la vendemmia sui colli del Mendrisiotto.

Dal Varesotto al Ticino: chi sono i “lavoratori della terra”

Per la raccolta dell’uva il contratto stagionale dura solitamente un mese e mezzo, mentre chi segue l’intera filiera della vigna è impiegato da aprile a novembre. Le giornate variano a seconda delle necessità del campo: si passa da turni rapidi di tre ore a sessioni più pesanti di sette o otto ore. La paga si attesta attorno ai quindici franchi netti all’ora.

Mettere insieme la squadra è un lavoro di relazioni. Nel dettagliato articolo su tio.ch a firma di Paolo Contangelo questa realtà viene descritta nei particolari. Così si apprende che – tra questi lavoratori – c’è uno “zoccolo duro”, composto da veterani che tornano fedelmente anno dopo anno, a cui si uniscono le nuove candidature arrivate via curriculum in Ticino, con un ricambio di circa dieci persone nuove a stagione e una fascia d’età che spazia dai 18 ai 70 anni.

Le storie: dalla fabbrica ai filari, o una vita da veterano

Tra le file di viti si incontrano percorsi di vita diversissimi. C’è Maurizio, che ha trascorso 43 anni in fabbrica come litografo e oggi, in pensione, vive la vigna come una scoperta rigenerante. Dall’altra parte c’è chi la terra la vive da quindici stagioni in Ticino e ben ventisette in totale. È Matteo, 52 anni, di Varese, vignaiolo da aprile a novembre. Per lui il confronto con il passato restituisce un’immagine agrodolce: “Una volta la vendemmia era più festeggiata, oggi è diventata più industriale e fredda”. Un pizzico di romanticismo perduto, insomma, che però non cancella il legame profondo con un mestiere antico, faticoso e insostituibile.

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