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I test anti traffico in Tremezzina: “Incubo tragicomico. Ministero e Regione si sveglino dopo la sbornia olimpica”

La sperimentazione viabilistica testata in questi giorni lungo la Tremezzina, non sembra dare, al momento, grandi risultati. E subito, sul fronte politico, c’è chi interviene.

“Dopo il disastro delle ultime sperimentazioni viabilistiche, la Statale Regina è al collasso. Cittadini ostaggio del traffico, pesanti danni all’economia locale e qualità della vita azzerata”, questo l’esordio del “Patto per il Nord” che chiede l’intervento immediato delle istituzioni.

Ecco il dettaglio:

Quello a cui stiamo assistendo sulla Statale Regina, e in particolare nello snodo cruciale della Tremezzina, ha ormai superato ogni limite di tolleranza, assumendo dimensioni e risvolti che definire tragicomici è un eufemismo. L’ultima, fallimentare ‘sperimentazione’ viabilistica – durata lo spazio di poche ore e culminata con la paralisi totale del traffico, pendolari ostaggio delle loro stesse auto e scuolabus bloccati – è solo l’ultimo capitolo di una farsa che si gioca sulla pelle del nostro territorio.

Di fronte a questo scempio, sorge spontanea una domanda che esige una risposta chiara: di chi sia la reale paternità di questo scellerato sistema di gestione del traffico? Una sperimentazione durata appena una manciata di ore e naufragata in un fallimento totale, prevedibile e annunciato.

Non è concepibile né tollerabile che, alle porte dell’ennesima stagione estiva e turistica, un nodo infrastrutturale vitale per il Nord si ritrovi in balia di un sistema che procede a tentoni, stretto tra i palesi fallimenti gestionali di ANAS e l’assenza di una chiara direzione politica.

Oltre al collasso della viabilità, che sta generando un incalcolabile danno d’immagine ed economico per il nostro tessuto produttivo e turistico, c’è un tema fondamentale che non può essere ignorato: il drammatico crollo della qualità della vita dei residenti. La quotidianità dei cittadini sul lago è diventata un incubo. Con il traffico paralizzato per ore, compiere le azioni più semplici – come andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola o muoversi per le normali commissioni – è diventato un’odissea logorante.

Non possiamo accettare che le nostre comunità vivano letteralmente “prigioniere in casa propria”, sopportando livelli di stress e disservizi (compresi i rallentamenti per i mezzi di soccorso) indegni di un Paese civile.

Non è più tempo di alibi o di vuoti rimpalli politici, ma di pretendere risposte e assunzioni di responsabilità da chi amministra. La “sbornia” olimpica, le passerelle trionfali e la favola di un sistema infrastrutturale lombardo perfetto si scontrano amaramente con la realtà disastrosa del nostro territorio. Bisogna tornare coi piedi per terra.

Per questo pretendiamo che il Ministro delle Infrastrutture e il Presidente della Regione Lombardia intervengano in prima linea, smettendo di nascondersi dietro l’inefficienza cronica di ANAS e intervengano in prima persona, affrontando questa emergenza con la serietà e la rapidità che i cittadini esigono.

Al netto delle promesse sulle date di ultimazione dei lavori della Variante della Tremezzina – cronoprogrammi ai quali, diciamocelo francamente, non crede ormai più nessuno – è dovere dei vertici istituzionali intervenire con soluzioni immediate per quella che è, a tutti gli effetti, un’emergenza territoriale ormai fuori controllo.

Il “Patto per il Nord” non è disposto ad assistere in silenzio al collasso di uno dei territori più preziosi e produttivi della Lombardia. Servono poteri straordinari e decisioni repentine per tutelare la dignità e la vita quotidiana dei nostri cittadini. Il territorio e le imprese hanno già pagato un prezzo troppo alto.

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