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Il Gruppo del centro commerciale nel cuore di Como sempre più in crisi: chiusura in Lombardia, 35 milioni di rosso

Nubi nere sul futuro del Gruppo Coin, a partire dall’iconico store di piazza Duomo a Como oggetto di restyling da 3,7 milioni nel 2022. L’incontro sindacale di mercoledì 18 febbraio 2026 ha tracciato un bilancio critico per la nota catena retail: il piano di risanamento varato lo scorso anno sembra non reggere l’urto dei mercati, spingendo i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs a richiedere un tavolo urgente presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Intanto arrivano 3 chiusure, di cui una in Lombardia.

I numeri della crisi: perdite e calo delle vendite nel 2025

Nonostante l’aumento di capitale avvenuto a settembre 2025, i dati dell’ultimo esercizio evidenziano una situazione finanziaria complessa:

  • Margine Operativo Lordo (EBITDA): perdita di 35 milioni di euro.

  • Vendite 2025: in flessione rispetto al 2024.

  • Traffico nei negozi: drastico calo degli ingressi, che i nuovi layout e concept non sono riusciti a invertire.

Elenco chiusure Coin 2026: Roma, Milano e Verona

Il punto più critico riguarda la chiusura di tre flagship store storici a causa di sfratti esecutivi. Ecco il calendario delle cessazioni:

  1. Roma Cola di Rienzo: chiusura prevista il 4 aprile 2026.

  2. Milano Corso Vercelli: chiusura programmata per il 31 luglio 2026.

  3. Verona: chiusura programmata per il 31 luglio 2026.

Oltre a queste dismissioni, l’azienda ha ipotizzato l’uso di ammortizzatori sociali per le sedi di Mestre, Firenze e le restanti filiali romane di Cinecittà e San Giovanni.

La posizione dei sindacati

Le sigle sindacali esprimono forte preoccupazione per la tenuta occupazionale, puntando il dito contro una strategia che appare come una ritirata,

“Non si può parlare di rilancio mentre si chiudono negozi storici e si scarica il peso della crisi su lavoratrici e lavoratori che hanno in media oltre vent’anni di anzianità aziendale – dichiarano unitariamente Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs – È indispensabile fare piena chiarezza sulla reale tenuta del piano industriale e mettere al centro la salvaguardia occupazionale. Per questo abbiamo chiesto con urgenza la convocazione di un tavolo al Mimit: serve un confronto istituzionale che garantisca trasparenza, responsabilità e tutela di ogni singolo posto di lavoro”.

La replica del Gruppo Coin: “Verso un modello sostenibile”

L’azienda ha risposto alle critiche confermando la volontà di proseguire nel risanamento, definendo le chiusure come passaggi obbligati per eliminare i rami secchi e focalizzarsi sulla redditività.

“Dopo aver concluso positivamente la fase di messa in sicurezza dell’azienda, grazie all’ingresso della nuova compagine azionaria e al conseguente aumento di capitale, che ne ha garantito le prospettive di continuità, la società si trova oggi nello stadio più operativo del percorso di risanamento, orientato a costruire un business model redditivo e sostenibile nel tempo”, afferma una nota del gruppo, spiegando che “è proprio con questo obiettivo che sono stati definiti gli interventi sulla rete annunciati in queste ore nell’incontro con le Organizzazioni sindacali tenutosi in data 18 febbraio, limitati a punti vendita che presentano perdite strutturalmente rilevanti o che sono stati impattati da fattori esterni, indipendenti dalla volontà dell’azienda”.

Investimenti e futuro occupazionale

Nonostante le chiusure, Coin ha annunciato un piano di investimenti da 10 milioni di euro per la riqualificazione della rete vendita restante.

Coin, prosegue la nota, “sta utilizzando tutti gli strumenti disponibili per gestire questa fase con responsabilità, con particolare attenzione alle persone e alla stabilità occupazionale. In questo senso, la società si impegna fin d’ora ad un confronto aperto e costruttivo con le organizzazioni sindacali, finalizzato all’attivazione di ammortizzatori sociali che consentano di mantenere il pieno livello dell’impiego, senza ricorrere a licenziamenti collettivi, a tutela degli oltre mille lavoratori della rete di vendita. Questo impegno si inserisce in un quadro più ampio che, come ribadito nel corso dell’incontro con le rappresentanze dei lavoratori, prevede investimenti per un importo di almeno 10 milioni di euro, destinati a interventi di riqualificazione e ottimizzazione della rete dei negozi. In parallelo, sono allo studio nuove partnership commerciali a supporto del rafforzamento del posizionamento di Coin, in un contesto che registra un primo miglioramento della redditività operativa.

Superata la gestione dell’emergenza, conclude la nota, “queste decisioni si inseriscono in una transizione necessaria alla costruzione di un equilibrio finanziario solido. L’impegno è portare avanti questo percorso con la massima trasparenza e collaborazione, con l’obiettivo di restituire a Coin una traiettoria di continuità, solidità e sviluppo negli anni a venire”.

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