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Il no degli ambientalisti alla strada nel verde in provincia di Como: “Già cemento tutto intorno, l’area va preservata”

E’ dei giorni scorsi lo sblocco, dopo ben 15 anni, dei lavori per il ripristino della strada tra Scarenna e Caslino d’Erba, bloccata dalla vecchia frana del 2010. Dal Circolo Ambiente “Ilaria Alpi”, però, arriva una bocciatura dell’intervento: “Non è una buona notizia l’avanzamento del progetto per il ripristino della strada tra Scarenna e Caslino d’Erba”.

“Avremmo preferito che l’area venisse rinaturalizzata, come è di fatto già avvenuto in questi 15 anni dalla frana che, appunto nel 2010, ha interrotto la vecchia strada – prosegue la nota del Circolo – Un periodo in cui, grazie all’assenza delle auto, la piana di Scarenna ha guadagnato un maggiore valore naturalistico, costituendo un’importante area verde compresa tra le pendici della montagna e la riva del fiume Lambro. Un’area risparmiata – in buona parte – dalla cementificazione, che ha invece riguardato la porzione compresa nel territorio di Asso che è stata coperta da capannoni. E’ in conseguenza di questa ingombrante presenza che si è innescata la richiesta di uno sbocco stradale, essenzialmente per i camion e furgoni dell’area artigianale; un circolo vizioso che vede cemento e asfalto farla sempre da padrone: prima si permette di costruire laddove c’era solo verde, poi si chiedono pressantemente le strade”.

Secondo gli ambientalisti, “l’area verde di Scarenna va invece preservata dal punto di vista naturalistico, anche in virtù della crisi climatica in atto. Uno dei rischi è che – nei prossimi decenni – il ripristino della strada porti con sé speculazione urbanistica e ulteriore consumo di suolo. Rispetto al progetto così come ipotizzato, non ci convince la soluzione del vallo – con un muro alto cinque metri – per contenere eventuali frane. Una soluzione che avrebbe un elevato impatto sulle pendici della montagna e sul paesaggio. Quei soldi pubblici che verranno utilizzati per il ripristino della strada si sarebbero potuti risparmiare, se anziché pensare al ripristino della strada si fosse pensato alla valorizzazione naturalistica e turistica di tutta l’area verde di Scarenna”.

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