La storica industria tessile Rossi Lorenzo e Figli di Villasanta ha avviato lo scorso dicembre la procedura di licenziamento collettivo. La notizia, riferita dal Cittadino di Monza e Brianza colpisce duramente il tessuto produttivo locale: si tratta di una delle ultime realtà del settore tessile rimaste attive sul territorio brianzolo.
Attualmente, dei 18 dipendenti coinvolti, solo due hanno trovato una nuova occupazione. Per gli altri 16 si apre un periodo di profonda incertezza, con i sindacati impegnati a ottenere il supporto necessario per affrontare la cessazione dell’attività.
Richiesta di Cassa Integrazione Straordinaria per i dipendenti
Per tutelare i lavoratori, le sigle sindacali hanno già avanzato la richiesta di attivazione degli ammortizzatori sociali per la durata di un anno.
“Abbiamo richiesto la cassa integrazione straordinaria e siamo in attesa di risposte sulle tempistiche e l’approvazione” ha dichiarato al giornale brianzolo Marco Ronchi, segretario amministrativo Femca Cisl Monza Brianza Lecco.
Grazie alle misure inserite nell’ultima legge di bilancio per le aziende in crisi, l’accoglimento della domanda appare probabile. Tuttavia, si tratta di una soluzione temporanea: al termine dell’anno di sussidio, la procedura di licenziamento collettivo diventerà inevitabile.
Il dramma dei lavoratori: troppo “giovani” per la pensione, troppo “vecchi” per il mercato
Il caso della Rossi Lorenzo e Figli non è solo una questione economica, ma umana. Molti dipendenti hanno iniziato la propria carriera proprio in questa azienda, mantenendo il posto per decenni.
Le difficoltà del ricollocamento
Il problema principale riguarda l’anagrafica del personale:
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Anzianità di servizio: legame storico con la famiglia proprietaria e il territorio.
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Età critica: la maggior parte dei lavoratori non ha ancora i requisiti per il pensionamento, ma incontra forti barriere all’ingresso in un mercato del lavoro che fatica a riassorbire profili Senior.
Le cause della chiusura: caro energia e calo degli ordini
Cosa ha portato al collasso una storica eccellenza della progettazione e tintura tessile? I fattori sono molteplici e riflettono la crisi del settore manifatturiero italiano:
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Crollo degli ordini: Un calo drastico della domanda, specialmente dal mercato cinese.
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Costi energetici: L’impennata delle bollette ha reso insostenibile la produzione.
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Concorrenza sleale: La pressione di prodotti esteri a basso costo e qualità inferiore ha eroso i margini del Made in Italy.
Attualmente, la produzione prosegue solo a singhiozzo. Il simbolo della fine di un’epoca è la messa in vendita dello stabilimento: il capannone di 50.000 metri quadrati in via Norma Cossetto è sul mercato per una cifra di 3,4 milioni di euro.
La fine del distretto tessile di Villasanta
Il commento del consigliere Gianbattista Pini sottolinea la gravità del momento: “Era l’ultima azienda tessile rimasta a Villasanta. Negli anni hanno chiuso o sono fallite tutte, ora non ne resta più nemmeno una.”
Con la chiusura della Rossi Lorenzo e Figli, scompare un pezzo di storia industriale della Brianza, lasciando interrogativi aperti non solo sul futuro dei lavoratori, ma anche sulla destinazione d’uso delle grandi aree dismesse che l’industria tessile si lascia alle spalle.