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In Lombardia test connessione per borghi e comunità isolate. Butti: “Risultati molto incoraggianti”

Collegare interi borghi alla rete nazionale attraverso un’infrastruttura che integra satellite, fibra e connessioni wireless, per portare servizi digitali di qualità anche nei territori più difficili da raggiungere. È l’obiettivo della sperimentazione realizzata in Lombardia, i cui risultati preliminari sono stati presentati oggi, nella sede milanese del Dipartimento per la trasformazione digitale, dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessio Butti insieme al sottosegretario alla Presidenza Regione Lombardia con delega ai controlli, patrimonio e digitalizzazione Ruggero Invernizzi, all’Assessore ai Trasporti e Mobilità Sostenibile Franco Lucente e al Presidente di ARIA Marco Ambrosini.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra il Dipartimento, Regione Lombardia e ARIA, nell’ambito della Strategia nazionale per la Banda Ultra Larga. Il Dipartimento ha destinato all’iniziativa 5 milioni di euro, con un contributo regionale di 1.5 milioni. La sperimentazione è stata affidata al raggruppamento formato da Fastweb e Telespazio (gruppo Leonardo) con l’utilizzo di una soluzione di connettività satellitare ibrida multi-orbita, appositamente reingegnerizzata per l’integrazione con le reti di telecomunicazioni terrestri esistenti e il supporto scientifico dell’Università di Pavia.

“Una connessione affidabile permette a una famiglia di restare nel proprio paese, a un’impresa di lavorare e a una comunità di accedere più facilmente ai servizi pubblici e sanitari. È a queste esigenze che il Governo Meloni sta rispondendo fin dall’inizio della legislatura. Pur avendo ereditato una situazione difficile, abbiamo portato la connettività in fibra del Paese sopra la media UE, cosa che in pochi ritenevano possibile. Naturale, proprio la fibra resta la spina dorsale delle nostre infrastrutture digitali, ma il satellite può completarla dove le distanze, la conformazione del territorio e i costi rendono più difficile realizzare i collegamenti terrestri”, ha dichiarato il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sen. Alessio Butti. “I risultati sono molto incoraggianti. Ora vogliamo confrontarci con gli operatori per definire le condizioni tecniche ed economiche che consentano di replicare questo modello nel Paese, con requisiti chiari di qualità e sicurezza”.

“Attraverso questa sperimentazione pionieristica, visionaria e lungimirante abbiamo dimostrato che la tecnologia satellitare può rappresentare una risposta immediata e straordinaria per azzerare il divario digitale nelle aree geografiche ancora scoperte del nostro territorio. In questo modo riduciamo i costi di attivazione e abbattiamo drasticamente i tempi di attesa per famiglie e imprese che altrimenti rischierebbero di restare escluse per anni. Il nostro auspicio e il nostro impegno è che questo modello vincente possa ora diventare un punto di riferimento strategico per le altre Regioni e per l’intero Sistema Italia, tracciando la strada verso una modernizzazione digitale equa, uniforme ed davvero nazionale”. Ha dichiarato Ruggero Invernizzi, Sottosegretario alla Presidenza Regione Lombardia.

“Un progetto innovativo e dall’alto valore tecnologico, che vede ancora una volta la Lombardia come regione apripista in Italia e a livello internazionale. L’obiettivo è azzerare le distanze tra centri nevralgici e periferie, consentendo a cittadini e sistema produttivo di poter godere di servizi digitali di qualità in ogni luogo, anche il più remoto. Grazie alla collaborazione con il Dipartimento della Trasformazione Digitale del Governo, la Lombardia si pone all’avanguardia nello sviluppo di nuovi modelli di connessione per il Paese, a totale beneficio della comunità. Auspico che tale percorso virtuoso possa essere replicato in altre realtà territoriali, affinché l’interconnettività diventi un fattore trainante per l’economia locale e nazionale”. Ha dichiarato Franco Lucente, Assessore ai Trasporti e Mobilità Sostenibile di Regione Lombardia.

“Con questa sperimentazione ARIA ha trasformato un obiettivo strategico in un progetto concreto. I risultati ci consegnano non solo una soluzione tecnologica, ma soprattutto un metodo: sperimentare, misurare e mettere le istituzioni nelle condizioni di assumere decisioni fondate sui dati. È così che l’innovazione diventa un servizio realmente utile ai territori e alle persone”, ha dichiarato Marco Ambrosini, Presidente di ARIA S.p.A.

L’architettura sperimentata utilizza il satellite come collegamento di trasporto tra le reti locali e la rete nazionale terrestre. Le abitazioni, le imprese e gli edifici pubblici continuano a essere serviti attraverso fibra, rame o accessi wireless. Il traffico dati viene raccolto in punti territoriali e trasportato attraverso l’infrastruttura di rete fissa Fastweb verso il segmento satellitare di Telespazio fino al nodo di aggregazione di Milano Caldera, per essere poi instradato verso Internet dagli operatori. La capacità satellitare viene così condivisa tra più utenze, consentendo di collegare un’intera area.

Le prove hanno interessato 10 punti di raccolta e 39 configurazioni di “borgo virtuale”, con dispositivi capaci di riprodurre il traffico di una comunità connessa. Il programma di test, articolato su sessanta giorni, ha simulato fino a 100 utenti contemporanei, impegnati in attività come navigazione web, streaming, videoconferenze, servizi cloud e telefonia via Internet.

L’analisi preliminare ha rilevato velocità di download comprese tra 216,4 e 515,8 Mbps e di upload tra 33,7 e 91,9 Mbps, nelle configurazioni sottoposte a prova. Le valutazioni della qualità dei servizi si sono attestate assolutamente positive corrispondenti a prestazioni adeguate o ottimali in qualsiasi utilizzo come streaming, multimedia, smartworking e gaming. A Brescia, Moglia, Eupilio, Montalto Pavese e Corte de Frati, streaming, gaming, workstream, voip e navigazione web hanno raggiunto le prestazioni migliori. Le prove con carichi più intensi hanno inoltre evidenziato l’importanza di dimensionare correttamente la capacità condivisa, soprattutto per il traffico in upload.

Il modello mantiene in capo agli operatori di telecomunicazioni la gestione del servizio e della relazione con gli utenti. La componente satellitare svolge una funzione di trasporto all’interno di un’architettura concepita per poter integrare, in prospettiva, altre costellazioni e altri fornitori.

Il prossimo passaggio sarà il confronto con gli operatori per trasformare l’esperienza lombarda in un modello tecnico ed economico replicabile, capace di integrare la capacità satellitare nelle reti terrestri esistenti e contribuire alla copertura delle aree montane, dei piccoli comuni e dei territori più isolati.

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