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La Lombardia dice addio a una storia gloriosa lunga 124 anni: sparisce tutto, arriva il supermercato

Il 30 gennaio segnerà una data storica, e amara, per l’economia del territorio: la definitiva cessazione del Consorzio Agrario di Milano, Lodi e Monza Brianza. Dopo oltre un secolo di attività al servizio delle campagne lombarde, la società cooperativa sparirà ufficialmente dai registri, portando con sé un pezzo fondamentale dell’epopea agricola italiana.

L’atto finale si è consumato lo scorso 29 dicembre durante l’ultima assemblea dei soci, un incontro quasi spettrale che ha sancito la chiusura di una crisi iniziata nel 2013 con l’ammissione al concordato presso il Tribunale di Milano.

Una storia gloriosa: dal 1902 al servizio del territorio

Fondato nel giugno 1902, il Consorzio è stato per decenni il polmone del settore primario tra Milano e il Lodigiano. Con oltre 1.800 soci nei momenti di massimo fulgore, l’ente non era solo un fornitore di sementi, fitofarmaci e macchinari, ma un vero punto di riferimento sociale e tecnico.

Dalle sedi storiche di Lodi e Codogno fino a Melegnano, Paullo e Desio, il marchio del Consorzio era onnipresente. Tuttavia, il mutamento dei mercati e una mole debitoria arrivata a toccare i 50 milioni di euro hanno portato, nel 2013, al collasso finanziario e alla cassa integrazione per gli ultimi 82 dipendenti.

Il bilancio della liquidazione: creditori e lavoratori soddisfatti

Nonostante la chiusura, il percorso guidato dal liquidatore societario Luigi Simonazzi si chiude con un successo procedurale raro in situazioni di crisi così profonde.

  • Creditori privilegiati e dipendenti: Saldati al 100%, con l’aggiunta degli interessi.

  • Fornitori e Banche (chirografari): Ricevuto il 19,70% del dovuto, sfiorando l’obiettivo concordatario del 20%.

Ad oggi la società non possiede più alcun asset: gli NPL (crediti deteriorati) sono stati ceduti e gli ultimi immobili venduti nel periodo post-Covid.

La nuova vita degli immobili: dai supermercati ai parcheggi

La dismissione del patrimonio ha già cambiato il volto di molti comuni:

  • Lodi: L’ex area del Consorzio è stata acquisita da Esselunga per la realizzazione di un nuovo punto vendita.

  • Codogno: Il terreno è diventato il parcheggio strategico della Fiera.

  • Pieve Fissiraga: Gli asset relativi ai fitofarmaci e macchinari sono stati assorbiti dal Consorzio Terrepadane.

  • San Colombano e Sant’Angelo: Le sedi hanno trovato nuova vita grazie a privati e realtà vitivinicole come i Poderi di San Pietro.

Destino diverso per il mangimificio di Melegnano, che nonostante l’interesse iniziale non ha trovato acquirenti ed è stato dismesso.

Il marchio è in vendita

Con la chiusura burocratica entro fine mese, l’unico elemento superstite resta il marchio storico, in vendita.

Finisce così, tra i faldoni di un tribunale e i cantieri di nuovi supermercati, la storia di un ente che per 124 anni ha nutrito e sostenuto la terra lombarda.

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