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La Lombardia ‘tradita’ dalla multinazionale: oltre 40 licenziati nell’azienda e una flebile speranza

La chiusura improvvisa dello stabilimento Airpack di Ossago Lodigiano ha scosso il territorio. La multinazionale belga Abriso (proprietaria del marchio) ha annunciato una procedura di licenziamento collettivo per l’intero organico: 40 lavoratori che ora rischiano il posto. Sindacati e istituzioni si mobilitano per trasformare la chiusura in una cessione d’azienda e salvare i livelli occupazionali.

Assemblea e picchetto: la mobilitazione a Ossago

Quella di oggi è stata una delle giornata importanti per il futuro del sito produttivo tra assemblea sindacale con i lavoratori organizzata da Cgil e Cisl, picchetto davanti ai cancelli della fabbrica e incontro ufficiale tra i rappresentanti sindacali e i vertici della multinazionale.

Al presidio è stata invitata anche l’amministrazione comunale, a testimonianza di quanto la vertenza sia sentita non solo come crisi aziendale, ma come ferita sociale per l’intero Lodigiano.

Le strategie per evitare la chiusura: Cassa integrazione e nuovi acquirenti

L’obiettivo di Femca Cisl e Filctem Cgil è chiaro: guadagnare tempo nella speranza magari dell’arrivo di una nuova proprietà. Nonostante l’apertura formale della procedura di licenziamento, i sindacati puntano alla Cassa Integrazione Straordinaria (CIGS).

“Chiediamo che l’unità produttiva rimanga attiva, magari sotto una nuova proprietà – afferma Stefano Priori, segretario generale Femca Cisl – La CIGS servirebbe a garantire un anno di tempo per trovare un investitore interessato a rilevare il sito.”

Dello stesso avviso Morwenna Di Benedetto, segretaria Filctem Cgil, che sottolinea l’importanza di non disperdere un’eccellenza produttiva: “Vogliamo far rivedere la decisione all’azienda. La perdita di Airpack sarebbe un danno enorme, sia occupazionale che sociale”.

Il contesto: i licenziamenti collettivi in Italia nel 2024-2025

La situazione di Airpack si inserisce in un quadro nazionale complesso. Secondo gli ultimi dati del Ministero del Lavoro e i monitoraggi sindacali:

  1. Crisi del Manifatturiero: Nel corso dell’ultimo anno, le crisi aziendali che hanno coinvolto siti produttivi medio-piccoli (sotto i 50 dipendenti) sono aumentate del 12%, spesso legate a decisioni di delocalizzazione di multinazionali estere.

  2. Settore Packaging: Nonostante la resilienza del settore imballaggi, l’aumento dei costi energetici e delle materie prime ha spinto diverse holding a “razionalizzare” i siti produttivi meno centrali.

  3. L’efficacia della CIGS: Statistiche INPS indicano che l’utilizzo della Cassa Integrazione per transizione (finalizzata alla vendita) permette il reimpiego o la salvaguardia del posto di lavoro in circa il 35-40% dei casi di crisi aziendale conclamata.

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