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La multinazionale con una sede e uno stabilimento in Lombardia licenzia 6000 lavoratori: “Riunione urgente”

Il gruppo Heineken ha annunciato il taglio di 6.000 posti di lavoro a livello mondiale e la Lombardia trema. A chiedere chiarezza sulle possibili ricadute di questo maxi ridimensionamento è Paola Pizzighini, consigliera regionale dei Cinque Stelle, che ha annunciato una richiesta di audizione nella IV Commissione Attività Produttive del Pirellone: “Non aspetteremo che la crisi bussi alla porta dei cancelli di Sesto o di Comun Nuovo”.

“L’annuncio del Gruppo Heineken, relativo al taglio di 6.000 posti di lavoro a livello globale, è un campanello d’allarme che non possiamo ignorare – spiega la consigliera regionale – La Lombardia è il cuore operativo dell’azienda in Italia e non permetteremo che le strategie di ‘efficientamento’ del colosso olandese si trasformino in un dramma sociale per il nostro territorio. Chiederò la convocazione immediata dei vertici aziendali e delle rappresentanze sindacali, al fine di fare chiarezza sul destino dei lavoratori della sede centrale di Sesto San Giovanni e del sito produttivo di Comun Nuovo, nel Bergamasco”.

Le due realtà, infatti, “sono punti di riferimento occupazionale e che contribuiscono a un indotto che, in Italia, genera oltre 30.000 posti di lavoro. La Regione deve lavorare per farsi garante della stabilità di queste famiglie”.

Pizzighini sottolinea anche che “Heineken è da anni ai vertici delle classifiche Best Employers. È inaccettabile che, a fronte di una flessione dei volumi di vendita globali, la prima risposta sia il taglio del personale. La Lombardia deve pretendere trasparenza: vogliamo sapere se e come i siti lombardi saranno toccati da questa riorganizzazione e quali misure si intendano introdurre per salvaguardare i livelli occupazionali“.

“L’obiettivo dell’audizione – conclude la consigliera – è anticipare i tempi. Non aspetteremo che la crisi bussi alla porta dei cancelli di Sesto o di Comun Nuovo: le istituzioni devono agire ora, per difendere un patrimonio industriale e umano fondamentale per la nostra economia regionale”.

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