Scontro tra Anas il Consorzio Sis, e il cantiere per la Variante della Tremezzina resta bloccato. Proprio così: la strada del Lago di Como da oltre 400 milioni di euro (tra cifra andata in appalto e milioni aggiuntivi necessari) non riparte. Così si può riassumere il vertice, tenutosi questa mattina (20 febbraio) in prefettura di aggiornamento sul cantiere del lago.
All’incontro, organizzato dal prefetto, Corrado Conforto Galli e dal presidente della Provincia di Como, Fiorenzo Bongiasca, ha visto la partecipazione dell’Assessore regionale, Alessandro Fermi, del Responsabile della Struttura Territoriale Anas, Nicola Prisco, nonché dei sindaci di lago e valli.
Non sono mancati nemmeno questore Marco Calì, il comandante provinciale dei carabinieri Giuseppe Colizzi e il comandante della polizia Stradale di Como Antonio Prina.
L’obiettivo era quello di disaminare alcune problematiche viabilistiche registratesi lungo il tratto della S.S. n. 340 “Regina” attraversante quei territori comunali. Ma la vera notizia si è spostata subito su altro.
Lago di Como, Tremezzina: “Tangenti per 846mila euro sulla Variante da 400 milioni”
L’incontro è partito con Anas che ha illustrato l’aggiornamento dei lavori, dopo la determina del 17.12.2024 emessa dal Collegio Consultivo Tecnico (Cct), che certificava alcune problematiche emerse durante l’esecuzione dei lavori per la realizzazione della Variante della Tremezzina.
In particolare, nel testo erano stati indicati i criteri per la risoluzione di alcuni punti del quesito proposto dall’esecutore (il Consorzio Sis).
Effettuate le valutazioni tecnico-economiche, Anas ha trasmesso alla società esecutrice lo scorso 30 gennaio, un apposito ordine di servizio finalizzato all’immediata ripresa di tutte le attività, con particolare riferimento a quelle di scavo in avanzamento, in tutte le gallerie già approcciate, convocando il consorzio alla sottoscrizione del verbale di concordamento nuovi prezzi. Ma qui la sorpresa.
La ditta esecutrice ha formalmente rappresentato la propria volontà di non riprendere le attività sino alla completa definizione di tutti i punti contenuti nel quesito. Infatti, nel frattempo, il Consorzio aveva presentato un altro punto da mettere in valutazione.
A questo punto Anas ha riferito di aver nuovamente proceduto a ingiungere alla ditta esecutrice la completa ripresa dei lavori, assegnando un termine perentorio di 30 giorni al termine del quale, in esito alle verifiche, verranno valutate le azioni conseguenti. A questo punto la palla passa, ancora una volta, al Consorzio.