L’architetto comasco Albino Pozzi offre sempre idee e visioni, tutt’altro che improbabili, del futuro (quello futuribile): passeggiate sospese nel cielo, nuovo stadio, metropolitana leggera, acquario lacustre e autosilo interrato (qui trovate tutto). Ebbene, anche oggi non si smentisce e regala un nuovo sogno. Barche, anzi Pod, a guida autonoma per il Lago di Como. Ma lasciamo al suo intervento, che pubblichiamo interamente, il dettaglio:
Una metropolitana leggera sul lago di Como: il progetto dei pod nautici autonomi e condivisi
Gentile Direttore,
sottopongo alla Vostra attenzione una proposta editoriale riguardante l’evoluzione del sistema di mobilità lacustre attraverso il concetto di self-boat a guida autonoma.
La proposta si configura come una sorta di metropolitana leggera nautica, costituita da moduli autonomi condivisi (pod), assimilabili per concezione a una cabinovia, che si susseguono sul lago secondo un sistema organizzato di collegamenti e fermate. Un nuovo modello di mobilità in grado di ampliare e integrare le infrastrutture e i servizi di trasporto lacustre già esistenti.
L’evoluzione delle tecnologie applicate al trasporto nautico senza conducente a bordo, attraverso sistemi avanzati di automazione, controllo remoto e gestione digitale degli spostamenti, potrebbe rendere questi servizi sempre più attrattivi, trasformando progressivamente il concetto stesso di battello in quello di un servizio self-boat, nel quale il tempo dello spostamento, per necessità o per turismo, diventa parte integrante dell’esperienza.
Il self-boat potrebbe quindi integrarsi con il sistema di trasporto pubblico lacustre esistente, introducendo anche un servizio premium, destinato a valorizzare le peculiarità paesaggistiche del territorio comasco e, in particolare, la possibilità di ammirare il lago e il suo panorama durante il tragitto.
Le tecnologie alla base della navigazione autonoma e della mobilità condivisa sono già oggetto di sperimentazione e sviluppo in diverse realtà internazionali e potrebbero rappresentare un ulteriore elemento di innovazione per il futuro sistema della mobilità comasca.
Le principali caratteristiche del pod nautico autonomo condiviso
La proposta prevede un modulo nautico dalle dimensioni particolarmente compatte, progettato specificamente per attraccare automaticamente a pontili attrezzati e organizzati secondo le esigenze del nuovo servizio di mobilità urbana.
Le caratteristiche dimensionali e funzionali ipotizzate sono le seguenti:
· Dimensioni: lunghezza 4,05 m, larghezza 2,40 m, altezza interna 1,70 m;
· Capienza: 5 posti, con possibilità di configurazione fino a 8 posti;
· Propulsione: motore elettrico con sistema a idrogetto;
· Gestione e movimentazione autonoma da remoto, attraverso sistemi digitali, satellitari e una piattaforma dedicata all’ottimizzazione degli spostamenti;
· Abitacolo concepito come un vero e proprio salotto viaggiante, configurabile in funzione delle diverse esigenze e modalità di utilizzo.
L’obiettivo non è semplicemente quello di sostituire il servizio tradizionale dei battelli con un pod autonomo, ma di ripensare l’esperienza nautica come uno spazio di relazione, comfort e fruizione del paesaggio, integrandola all’interno di un sistema di mobilità più ampio, flessibile e innovativo.
Un legame con la tradizione nautica comasca
Un ulteriore elemento di interesse della proposta nasce dalla considerazione che il lago di Como ha storicamente rappresentato un importante riferimento per la cantieristica nautica comasca.
L’introduzione di un nuovo concept di mobilità nautica autonoma potrebbe costituire un’occasione per rinnovare questa tradizione, aprendo nuove prospettive alla progettazione, alla produzione e allo sviluppo tecnologico del settore nautico sul territorio.
Una proposta che guarda al futuro, ma che potrebbe trovare proprio a Como il contesto ideale per essere sviluppata e sperimentata.







