“Il progetto per provare a risolvere i problemi di traffico sulla Lariana è pronto da mesi, ma il sindaco Rapinese non vuole neanche vederlo”. Questo, in estrema sintesi, il racconto di Rino Malacrida, primo cittadino di Torno, che torna a parlare, questa volta entrando nel dettaglio, di una proposta che potrebbe finalmente alleggerire il problema del traffico che, durante la stagione turistica, assedia la sponda orientale del lago. Un progetto che ha visto l’adesione di tutti i Comuni della sponda orientale (la “Riva dei Piangina”, come l’aveva definita il primo cittadino di Como in due occasioni durante il consueto appuntamento del venerdì a Etv, proprio in riferimento alle lamentele dei sindaci per la situazione del traffico. Qui e qui), tranne quella del capoluogo.

Come nasce l’idea di questo progetto?
Nasce da un input arrivato direttamente da una importante società a livello internazionale, la Systematica Spa con sede a Milano, New York e Mumbai, che si occupa di studiare piani della viabilità e che ha lavorato già in situazioni complesse come la costiera amalfitana e in grandi città come Berlino. Viste le indubbie competenze, e la proposta di presentare un progetto a titolo gratuito, abbiamo scelto di accettare l’offerta, anche perché i problemi di traffico della Lariana sono sotto gli occhi di tutti e vanno risolti con urgenza.

Che soluzioni sono state ipotizzate?
Il punto di partenza è stata un’analisi della rete delle infrastrutture, compresa l’ipotesi già sul tavolo di un prolungamento della galleria di Torno fino all’altezza di Villa Pliniana, dei mezzi di trasporto pubblico, dei flussi di traffico e di quelli pedonali nei diversi momenti dell’anno per individuare strategie che permettano di ridurre la pressione delle auto sulla Lariana. Il risultato è stata una vera e propria analisi diagnostica dal titolo “Corridoio turistico Como-Bellagio” che prevede il potenziamento del trasporto via acqua con barche a chiamata on demand con tariffe agevolate per residenti, come già avviene in altre città europee come Amsterdam, Londra o Copenhagen, e la creazione di un sistema di navette elettriche su gomma. Per quanto riguarda le merci, invece, il progetto immagina un servizio logistico con imbarcazioni elettriche e un’area di carico e scarico nella zona di Tavernola. Infine, a lungo termine, c’è anche l’ipotesi di una sorta di Ztl del lago.

Di cosa si tratta?
E’ un sistema che a breve entrerà in vigore sulla Costiera Amalfitana e che, per la Lariana, prevedrebbe una vera e propria Ztl tra Como e Nesso percorribile, in alta stagione, solo da residenti, proprietari di seconde case e turisti con prenotazione in strutture ricettive all’interno dell’area.

Uno dei nodi più caldi della viabilità sulla Lariana è però a Como, nella zona di Sant’Agostino. Che soluzione è stata ipotizzata per migliorare il flusso delle auto in ingresso in città?
E’ stato calcolato che il nodo principale del problema viabilistico è, per almeno l’80%, proprio questa zona. Qui il progetto prevede l’installazione di semafori per regolare gli attraversamenti pedonali e la modifica della circolazione con doppio senso su via Manzoni tra via Leopardi e piazza Amendola, per evitare che tutte le auto in entrata confluiscano sulla rotonda di piazza Matteotti. In questo modo si otterrebbe un aumento di circa il 60% della velocità media rispetto ad oggi, con un intervento semplice e dai costi contenuti.

Fino a oggi, però, il Comune di Como non ha preso in considerazione questo progetto.
Oltre che da Torno, il progetto è stato condiviso tutti i Comuni della riva fino a Lezzeno. Il sindaco Rapinese, invece, non ha mai neanche letto la proposta che avremmo voluto discutere con a lui, ovviamente senza alcun impegno di realizzarla. Circa un anno fa, proprio per provare ad arrivare preparati alla prossima stagione turistica, gli abbiamo chiesto informalmente un incontro che coinvolgesse anche Prefettura e Provincia, ma non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta ai nostri inviti telefonici.

Proprio recentemente, nel corso del consueto appuntamento del venerdì su Etv, Rapinese le ha però detto di non rivolgersi a lui, ma ai tecnici comunali.
Sì, ma tra sindaci non funziona così. Ci vogliono spirito di collaborazione ed educazione, altrimenti i problemi vengono semplicemente scaricati sui cittadini. Quello che vogliamo fare è, almeno, poterne discutere tutti insieme per capire se è un’idea che ha senso approfondire.

Quindi adesso cosa farete?
Vista l’impossibilità di un confronto preliminare, a breve presenteremo ufficialmente il progetto coinvolgendo, ovviamente, anche la Prefettura e l’Amministrazione provinciale, oltre che il Comune di Como.

Ma se il sindaco Rapinese non intendesse prenderlo in considerazione?
Visto che vuole prendersi San Fermo e Cernobbio, potrebbe pensare di prendersi anche Torno, così potrà vedere il progetto con calma, senza dover chiedere ad altri di illustrarglielo. Oppure possiamo candidarci noi alle prossime amministrative a Como e risolvere così il problema di Sant’Agostino. Sono ironico, ovviamente, siamo disponibili in qualsiasi momento a parlarne insieme ma, ribadisco, educazione e volontà di collaborare devono essere alla base di tutto.
Sfoglia nella gallery una selezione delle principali tavole progettuali:
Questo articolo è uscito su ComoZero periodico distribuito a partire da venerdì 16 gennaio scorso:














