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L’America di Trump, tutti i nodi sul tavolo nelle ore delle elezioni: a Cantù sala gremita per Andrew Spannaus

Un grande successo di pubblico e partecipazione ha segnato la conferenza “Trump’s America – Alle elezioni di medio termine” (in corso in queste ore), svoltasi lo scorso venerdì 30 ottobre nella Sala Convegni “Giovanni Zampese” della BCC Cantù. L’incontro, promosso dall’associazione Cantù Oggi 360° e sostenuto dall’istituto di credito locale, ha registrato il tutto esaurito, con la presenza di moltissimi giovani che hanno animato il dibattito con domande e interventi.

Ospite e protagonista della serata è stato Andrew Spannaus, noto giornalista, politologo e analista americano. Docente al Master dell’ASERI (Università Cattolica di Milano), co-conduttore del podcast That’s America su Radio 24 e autore di diversi saggi di geopolitica (tra cui i profetici Perché vince Trump e il recente Rivincita), Spannaus ha guidato il pubblico in due ore di analisi schietta e approfondita sui nodi cruciali dello scenario globale.

Affrontando il tema della guerra in Ucraina, l’analista ha evidenziato come l’unica via d’uscita concreta passi attualmente attraverso il congelamento delle linee di fronte. Secondo Spannaus, il futuro di Kyiv prevede solide garanzie di sicurezza occidentali e la prosecuzione del percorso di integrazione nell’Unione Europea, mentre l’ingresso nella NATO appare oggi una strada non percorribile.

Ampio spazio è stato dedicato anche all’economia e alla finanza globale, sfatando alcuni storici luoghi comuni. Spannaus ha analizzato la spinta dei Paesi BRICS verso la creazione di circuiti commerciali alternativi al dollaro e al sistema SWIFT, per poi fare chiarezza sulla reale struttura del debito pubblico statunitense: la Cina ne detiene appena l’1%, mentre una quota compresa tra il 35% e il 45% è in mano alle stesse istituzioni pubbliche americane, come la Federal Reserve e i fondi pensione statali e federali.

Un altro momento particolarmente seguito ha riguardato lo strapotere delle Big Tech e il forte impatto sociale della tecnologia. Il giornalista ha citato l’esempio emblematico dello stato della Virginia, dove si concentrano oltre 250 data center e transita fino al 65% del traffico internet mondiale, e dove le comunità rurali protestano per l’ingente consumo di risorse idriche ed energetiche e per i rischi della sorveglianza algoritmica.

Sul fronte politico di Washington, l’analista ha evidenziato due visioni contrapposte: da un lato la denuncia del senatore Bernie Sanders contro lo strapotere delle Big Tech, dall’altro la posizione di Donald Trump, propenso a difendere lo sviluppo incontrollato dell’intelligenza artificiale per non cedere terreno nella competizione strategica con la Cina.

Il vivace dibattito finale ha toccato anche il ruolo dell’Europa tra USA e Cina e il peso dei colossi economici nella politica d’oltreoceano, trasformando la conferenza in un vero e proprio laboratorio di idee. L’evento ha confermato l’importanza di creare spazi sul territorio per informarsi in modo rigoroso ma accessibile. Il successo della serata è stato possibile grazie alla sinergia tra l’associazione Cantù Oggi 360° (ETS impegnata nell’offrire approfondimenti culturali gratuiti alla cittadinanza) e la BCC Cantù, che ha messo a disposizione i propri spazi aziendali di Corso Unità d’Italia a sostegno della crescita culturale e civica della comunità.

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