EDIT – 16.28
Non solo di lockdown – leggi sotto – parla in queste ore il presidente lombardo Attilio Fontana.
Il governatore poco fa infatti ha rivendicato la scelta della didattica a distanza per le superiori a partire da lunedì, 26 ottobre.
A nulla è valso dunque il muro eretto sia da Roma che da numerosi sindaci di capoluogo della regione.
“Mi assumo la responsabilità della decisione – ha detto Fontana durante il punto stampa seguito al vertice coi sindaci – ho voluto la didattica a distanza per un breve periodo. Ne ho parlato anche con il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Augusta Celada, che mi ha dato la disponibilità ad accettare questa richiesta e fare in modo che le scuole possano concretamente svolgere la didattica a distanza”.
“Alcuni sindaci – ha continuato – non accettano l’ordinanza limitatamente alla didattica a distanza e ho ribadito in maniera chiara ed esplicita che mi assumo personalmente la responsabilità della decisione. L’ho fatto perché il nostro compito principale è tutelare la salute dei ragazzi, dei genitori e dei loro nonni. Io sono assolutamente convinto che la scuola si debba fare in presenza, ma in situazioni come quella che stiamo vivendo oggi abbiamo il dovere di prendere qualsiasi provvedimento che possa interrompere la circolazione del virus, come la didattica a distanza per le scuole superiori”.
“Abbiamo il dovere di assumere ogni provvedimento che possa interrompere la circolazione del virus. Confidiamo che questi provvedimenti – ha concluso il governatore – possano rallentare il contagio e in questo periodo lavoreremo con il Governo per riuscire a porre in essere tutte le altre iniziative che abbiamo proposto per superare la didattica a distanza”.
Fontana ha poi sottolineato che “i sindaci che si sono espressi a favore sono quelli di Como e Pavia”.
Didattica a distanza, sorpresa: studenti a casa, prof a scuola. Il docente furioso: “Idiozia”
16.10
Cinquemila positivi in più rispetto a ieri. E 350 ricoveri in più tra terapia intensiva e non intensiva: sono i dati riferiti oggi dal governatore della Lombardia, Attilio Fontana, in conferenza stampa in Regione, anticipando alcuni dati del bollettino di Palazzo Lombardia, previsto come di consueto nel pomeriggio.
Fontana ha anche spiegato che non è possibile escludere la necessità di adottare provvedimenti ancora più duri, qualora la curva dei contagi e soprattutto la pressione sugli ospedali non dovesse allentarsi: “I dati di oggi purtroppo dicono che la linea epidemiologica sta salendo. L’obiettivo è evitare provvedimenti più gravi per la vita sociale e per l’economia della Lombardia, cerchiamo di mettere in pratica i provvedimenti consigliati dai tecnici e siamo in contatto quotidiano con il Governo”.
“Il lockdown si potrebbe evitare – aveva però già ventilato Fontana in mattinata, intervistato da Sky Tg24 – ma se l’impennata dovesse continuare può darsi che possa essere necessario un provvedimento diverso”.
A destare particolare preoccupazione è la provincia Milano, che ieri ha sfondato quota duemila nuovi contagiati in un giorno (2.031) mentre la città, a 917, marcia spedita verso il migliaio.
“Il virus ha ripreso a circolare in maniera violenta – ha osservato Fontanta – A Milano ci sono circa mille nuovi casi”
Secondo Marco Trivelli, il direttore del Welfare in Regione, in questa situazione “non è da escludere nessuna misura” a Milano, neppure una zona rossa.
“Il lockdown è stato formidabile, pur essendo stato terribile, nel bloccare l’infezione. Nell’estate abbiamo disperso gran parte di quel patrimonio costosissimo che il lockdown ci aveva permesso di accumulare” ha detto il professor Massimo Galli, responsabile del dipartimento di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano.