Il Como in Champions, la nuova curva e il sogno del futuro stadio. La città sta vivendo un periodo magico e intanto si pensa a cosa potrà nascere al posto del vecchio Sinigaglia.
E proprio nel dibattito infinito sul nuovo impianto (qui tutti i precedenti), arriva un’idea per certi versi rivoluzionaria (e certamente difficilissima da vedere in concreto, se non altro per i vincoli storico architettonici che tutelano la facciata storica del Sinigaglia, ndr). A realizzarla il designer Paolo Piuri che in un dettagliato documento svela la sua visione per il nuovo stadio. Idea che è stata anche inviata – come scrive lo stesso Piuri – ad alcuni dirigenti del Como 1907.
Quello che balza subito all’occhio è l’eliminazione di una curva (la Nord) e lo spostamento dello stadio dall’attuale asse est-ovest a un nuovo asse nord-sud, orientando l’impianto verso il lago anziché lungo il lungolago. Si avete capito bene, via una curva e affaccio diretto sul lago.
Tutti i dettagli
“Il progetto del nuovo Stadio Sinigaglia ha acceso un confronto pubblico su più livelli: dal timore, espresso da architetti e intellettuali internazionali, per l’impatto sul patrimonio razionalista della città e dei Giardini a Lago, alla richiesta dell’Ordine degli Architetti di una visione urbanistica complessiva, fino alla contrapposizione tra amministrazione e proprietà da un lato, comitato cittadino e opposizione dall’altro. Anche la Soprintendenza è intervenuta sul progetto ufficiale, chiedendo una riduzione di altezza e capienza — segno che sia il nodo culturale che quello dimensionale sono centrali nel dibattito”, premette Piuri che poi scende nel tecnico.
L’idea di fondo:
Le problematiche raccolte, per quanto diverse, convergono su una questione centrale: il rapporto tra stadio, città storica e lago. Il concept che propongo nasce da due decisioni concettuali fondamentali, tra loro collegate:
•L’eliminazione di una curva: lo stadio perde una delle due curve tradizionali. Il lago stesso ne prende concettualmente il posto, diventando la “Curva Nord” dell’impianto.

• La rotazione della pianta: l’eliminazione della curva rende possibile la rotazione dello stadio dall’attuale asse est-ovest a un nuovo asse nord-sud, orientando l’impianto verso il lago anziché lungo il lungolago. È un’idea affascinante nel suo genere: gli spalti dello stadio affacciano sul lago antropizzato più bello al mondo, e il lago diventa parte integrante dello spazio dello stadio stesso. Al di là della sua natura di struttura sportiva, il nuovo stadio assumerebbe anche un valore di richiamo turistico e culturale, diventando un palcoscenico scenografico per eventi unico al mondo.

Ne nasce la doppia natura concettuale del progetto:
• Dialogo ed inclusione verso la città: un linguaggio ispirato al razionalismo comasco — forme rigorose e geometriche, un volume e dei materiali pensati per dialogare con gli edifici storici adiacenti (in primis il Novocomum di Terragni) invece che contrastare con essi.
• Apertura ed estensione verso il lago: grazie alla curva eliminata, ogni spettatore godrà di una straordinaria vista panoramica sul lago, e dall’acqua si ammirerà l’interno dello stadio — un rapporto diretto e senza precedenti tra un impianto sportivo e il paesaggio che lo ospita.

Effetti sul contesto urbano e funzionale:
La rotazione dello stadio in senso nord-sud libera una notevole porzione di area, permettendo di creare una piazza pubblica tra lo stadio e il viale verso il Monumento ai Caduti, che rafforza ulteriormente la vista verso il lago. Inoltre, permette una distanza di rispetto verso l’Aero Club Como.
• Approcciando il nuovo Sinigaglia dai Giardini, il Novocomum risulta visivamente avanzato rispetto al nuovo fronte dello stadio, che arretra sull’asse est-ovest e perde incombenza, rimanendo più defilato.
• Cambia anche il rapporto con gli edifici dello Yacht Club Como e della Canottieri Lario: non più sovrastati dalla presenza della curva, ma in una condizione di quasi integrazione con lo stadio stesso, parte dello stesso fronte lago anziché elemento marginale rispetto ad esso.
• Il fronte verso la città storica resta compatto, integrato nella maglia urbana esistente, e la piazza pubblica crea una relazione armoniosa e rispettosa verso i Giardini.

• L’ampio spazio liberato dalla rotazione crea inoltre i presupposti per un intervento funzionale rilevante: la realizzazione di un capiente silos interrato al di sotto della piazza stessa, in grado di rispondere a una delle criticità operative più concrete già emerse nel dibattito sul progetto (gestione dei flussi e dei parcheggi), senza sottrarre superficie alla piazza pubblica in quota.

La copertura: un’innovazione tecnologica
Una copertura che genera energia pulita e regola in modo dinamico la luce e l’ombreggiamento sugli spalti — una soluzione innovativa per uno stadio. Vetro temperato laminato che integra:
• Uno strato fotovoltaico trasparente, per la generazione di energia senza perdere trasparenza;
• Uno strato a cristalli liquidi (PDLC) con pattern grafico integrato, per regolare elettricamente il passaggio di luce (dalla piena trasparenza a unaù schermatura parziale), con il pattern che diventa visibile in base al livello di opacità.

Lo stadio come elemento di comunicazione urbana
Il perimetro esterno dello stadio è avvolto da un velo di vetro temperato stratificato, sospeso e staccato dalla struttura architettonica dell’edificio. Le lastre, alte 3,5 metri e poste a una quota di 8 metri da terra, sono ancorate agliù stessi tiranti che scaricano a terra le travi reticolari della copertura — un unico sistema strutturale che sostiene sia il tetto sia l’involucro comunicativo esterno.

All’interno di queste lastre è integrato un LED Wall trasparente, tecnologia see-through, che corre lungo l’intero perimetro. Non è pensato solo per la comunicazione sportiva, ma come superficie informativa per la città: eventi, manifestazioni, comunicazioni pubbliche di Como, non solo calcistiche.
A schermo spento, il velo vetrato si legge come una superficie sottile e trasparente, sospesa davanti alla facciata reale dello stadio, con impatto minimo sulla lettura architettonica dell’edificio. A schermo acceso, grazie a una trasparenza residua di circa il 70%, la struttura retrostante rimane comunque intravedibile: il contenuto comunicativo si sovrappone alla lettura architettonica senza mai sostituirla completamente.

In questo modo, la copertura (fotovoltaico + PDLC) e il velo perimetrale (LED Wall) condividono lo stesso principio costruttivo: tecnologie funzionali diverse, integrate in vetro stratificato, sospese dalla medesima struttura portante in cavi.
Un progetto concettuale, aperto alla revisione
“Quello che vi ho presentato è solo un concept architettonico che spero possa dare un contributo di idee per evitare di sprecare un’occasione direi storica e irripetibile. Pur essendo laureato in Architettura, faccio l’industrial designer: non dispongo quindi delle risorse e della struttura tecnica per sviluppare un progetto di dettaglio comparabile a quello di grandi studi di architettura internazionali – spiega il designer – Proprio per questo, il concept che propongo va inteso come uno spunto ideativo perfezionabile. Nella sua impostazione attuale, la proposta prevede una capienza di circa 15.000 posti, di cui 500 in piedi ricavati creando un loggione nella parte alta degli spalti, subito sotto la copertura — una soluzione ispirata alle usanze del teatro, che permette di rendere realmente fruibile l’evento calcistico a tutti, anche ai meno abbienti”.
“Altezza e capienza risultano, nella mia ipotesi, superiori a quanto già discusso e in parte negoziato nelle proposte ufficiali. Ritengo però che le premesse concettuali qui esposte restino valide anche avvicinandosi a quei valori, diminuendo la capienza complessiva e incassando leggermente sotto quota zero la struttura”, è la conclusione.
