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Sul Lago di Como la panchina segreta tra i monti, il passaggio per ‘cornuti’, la vista mozzafiato. Come arrivarci

C’è una panchina molto speciale affacciata sul Lago di Como e i suoi monti. Un punto panoramico mozzafiato nemmeno troppo difficile da raggiungere. Si trova a poco sopra San Maurizio, la notissima e più alta frazione di Brunate che ospita l’omonimo Faro eretto nel 1927 in onore di Alessandro Volta.

Prima di tutto bisogna arrivare a Brunate paese. E’ possibile farlo in auto e lo sconsigliamo viste le strade non proprio cittadine e i pochi parcheggi a disposizione. Oppure in Funicolare, il capolinea in città si trova in piazza De Gasperi e con un viaggio di appena sette minuti si raggiunge il paese. Vi consigliamo di armarvi di pazienza nelle stagioni turistiche, ma ormai d’inverno anche nei fine settimana, la coda è piuttosto lunga e si può attendere davvero tanto. Non è possibile acquistare il biglietto online, quindi l’unico consiglio è presentarsi la mattina molto presto (qui le altre informazioni ma vi avvisiamo, il sito non è modernissimo: funicolarecomo.it).

A Brunate si può salire anche a piedi, ed è il modo che preferiamo. Ci sono quattro modi diversi per farlo ma ne indichiamo tre perché due di questi finiscono per unirsi.

La Salita San Donato che si trova in cima a via Tommaso Grossi prima dell’inizio di via per Brunate, non potete sbagliare le due strade sono unite da un ponticello che sovrasta un torrente (tempo di percorrenza massimo un’ora) :

Oppure potete scegliere altre due strade partendo dallo stesso imbocco, cioè dalla fine di via Prudenziana dove parte la Salita Peltrera, qui:

A un certo punto della Salita Peltrera badate ai cartelli perché si potrà girare a destra e prendere il sentiero del Carescione, una salita non bella invasa dai detriti dei muretti a secco non mantenuti. Il sentiero porta il nome della fermata intermedia della Funicolare, il Carescione appunto. Arrivati lì, appunto alla fermata della Funicolare sarete nella frazione conosciuta come I Piani, dovrete procedere per l’abitato di Brunate, tra asfalto e scale fino a raggiungere il centro del paese. Sconsigliata (tempo di percorrenza massimo un’ora e qualche minuto).

Tornando all’imbocco del sentiero Carescione potrete invece di girare a destra ignorare i cartelli procedere diritti. Il sentiero è magnifico ed è uno solo senza svolte, passa attraverso alberi di alloro, affianca abitazioni antiche e arriva a girare intorno alla montagna passando sopra Villa Geno fino a portarvi sempre nella fraziona Ai Piani all’altezza del notissimo ristorante Falchetto. Ecco un punto panoramico appena sotto il Falchetto.

Come dicevamo nel caso del Carescione, una volta giunti al Falchetto dovrete raggiungere Brunate seguendo la strada asfaltata o cercando le scale pedonali che accorciano il percorso. Conviene cercare i cartelli che indicano “Belvedere” (tempo di percorrenza massimo un’ora e un quarto).

 

Una volta arrivati in centro paese potrete salire a San Maurizio in tre modi. Con il transfer a pagamento (un Land Rover), con la navetta di linea (servizi entrambi attivi solo nel fine settimana) oppure a piedi con la mulattiera, scelta consigliata. L’imbocco si trova poco sopra la Funicolare davanti alla chiesa di Sant’Andrea, chiusa tra via Funicolare e via Roma.

Guardando la chiesa e girandovi sulla sinistra troverete le indicazioni per la Mulattiera che parte da via Beata Maddalena Albrici, non potete sbagliare seguite i cartelli che indicano la sinistra (attenzione: non la destra, finireste a percorrere la strada asfaltata come i due tizi nella foto sotto).

La mulattiera conta 4 segmenti diversi (interrotti dalla strada asfaltata), si tratta di una passeggiata semplice e veloce con un paio di piccole pendenze negli ultimi due tratti. Si percorre in 20/30 minuti, saprete che è quasi conclusa quando troverete davanti a voi un piccolo ponte (sotto cui passare) e sulla destra la storica locanda del Dolce Basilico.

Ok, meno di un minuto e sarete arrivati nella piazzetta di San Maurizio. Mettetevi di fronte alla chiesa del borgo.

Guardate la mappa qui sopra. E’ sufficiente imboccare la salita a sinistra. E’ il sentiero che porta al piazzale del Cao e quindi alla via delle baite, percorso di cui ci occuperemo un’altra volta.

L’imbocco è un po’ ripido e sassoso per circa 200 metri, poi il sentiero spiana. Vi troverete esattamente davanti alla panchina (alle sue spalle anche una casetta di bookcrossing) e a uno dei panorami più belli di tutto il Lago di Como.

Troverete pure un cartello geniale affisso a una rete.

Proseguendo per pochissimi minuti arriverete, come detto, al parcheggio del Cao.

Due consigli. Per quanto quelli che vi abbiamo raccontato siano tutti sentieri o mulattiere semplici è sempre bene utilizzare scarponcini e abbigliamento adeguato. Portate con voi acqua, per quanto si arrivi ai 900 metri di San Maurizio i percorsi in alcuni punti non sono protetti da boschi e piante e d’estate il caldo si sente. In piazza a Brunate e in piazzetta a San Maurizio oltre ai bar troverete fontanelle pubbliche. A San Maurizio anche un bagno automatico a pagamento.

Infine: molti incivili usano la panchina con tavolo per mangiare e quindi lasciare sporcizia e spesso mozziconi di sigaretta. Portate con voi un sacchetto, raccogliete i vostri rifiuti e se vi va anche quelli degli altri.

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8 Commenti

  1. Ma basta decantare posti normali come meravigliosi. Ma x voi è tutto meraviglioso ?? Basta scrivere tanto per. Il meraviglioso va colto nel rapporto tra il nostro essere e la natura. Inutile indirizzare gente che poi non ha ispirazioni dentro di sé. La meraviglia è un percorso che va coltivato e cercato.

  2. …se vi va,io direi di raccoglierli e basta La pessima abitudine di lasciare sporco, è segno di profonda inciviltà e ignoranza Andrebbe punita con sanzioni esemplari!

  3. Quando un luogo, conosciuto solo ai residenti o a chi abita in zone limitrofe, inizia ad esser particolarmente pubblicizzato ecco che solitamente questo porta a sovraffollamenti del luogo medesimo e all’inizio del degrado.

    Del resto il termine “turistico” ha accezione per lo più negativa, così la spasmodica ricerca di cio che ancora “turistico” non è porta inevitabilmente al consumo dei luoghi che ancora resistono al sovraffollamento.

    Un meccanismo predatorio dal quale tutelarsi, per come possibile. Gestire, non subire il turismo, che dovrebbe divenire “non-turismo”:

    “Il Nonturismo è un modo di intendere l’incontro tra una comunità e chi viene da fuori: i e le nonturistз cercano una relazione intima e autentica con un territorio, la comunità ritrova la propria identità attraverso una narrazione collettiva.

    Ci sono luoghi d’Italia in trasformazione, perché decentrati in aree remote o, al contrario, sommersi dai flussi del turismo di massa. Ci sono persone mosse dal desiderio di integrarsi nel territorio che stanno esplorando, persone che vivono il viaggio non semplicemente come consumo di un piacere, ma esperienza di un incontro.”

    (Tratto da: https://nonturismo.org )

  4. Per favore smettetela di pubblicizzare Brunate, non ne possiamo più di turisti arroganti e maleducati che sanno solo sporcare, lasciare bottiglie e lattine, e disturbare la nostra quiete . Mandateli altrove, qui c’è ne sono già troppi

  5. Passeggiata meravigliosa 💥
    Lo fatta tanti anni fa da nubile..poi con miei figli piccolissimi e di recente con figli adolescenti più l’ultimo arrivato peloso salvato dal crudele cacciatore più tenuto in canile con diverse esperienze molto tristi..comunque lo fanno spesso anche gruppo scout che frequentano miei ragazzi.
    Veramente “pura pasión” il mio Jack ha anche la foto col cartello per i cornuti 😻🐶

  6. Uno degli ultimi angoli incontaminati e meravigliosi che abbiamo…. da preservare all’assalto dei turisti da selfies!!
    Questo articolo temo che produrrà enormi danni a quei luoghi che vanno tenuti NASCOSTI VISTA LA LORO ECCEZIONALE BELLEZZA E FRAGILITÀ.

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