Dal 7 al 22 novembre la città del violino si dedica alla 29ª edizione della Festa del Torrone: sedici giorni di dolcissima “anarchia” gastronomica, cultura e spettacoli capaci di far cedere anche la dieta più ferrea.
Un’edizione che sa di riscatto vero. Solo un mese e mezzo fa la zona era in ginocchio per il maltempo, ma a queste latitudini la risposta alle avversità è semplice: rimboccarsi le maniche e stendere la sfoglia.
Come ha ricordato il governatore lombardo Attilio Fontana da Palazzo Pirelli, di fronte alle emergenze gli attrezzi da lavoro si tirano fuori subito. E se l’attrezzo è una spatola da pasticciere, tanto meglio: “Cremona merita una sosta golosa!”, ha chiosato il Presidente.
A dare la benedizione definitiva ci ha pensato l’assessore regionale al Turismo Debora Massari, ricordando che perfino il rigoroso New York Times ha inserito la festa tra le mete autunnali imperdibili al mondo. Insomma, il torrone cremonese non è più soltanto il dolce natalizio che fa tremare i denti ai nonni, ma un vero biglietto da visita internazionale (utilissimo anche per la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2029).
Il tema di quest’anno? “Il Confine – Dove gli opposti si incontrano”. E a giudicare dal programma, gli opposti si sono incontrati… ed erano pure affamati!
Ecco cosa aspettarsi da questo turbine di dolcezza:
- Il sushi che non ti aspetti: Sabato 7 novembre la tradizione incontra l’oriente. Sperlari e Temakinho presenteranno dei roll speciali a base di torrone tenero, sia in versione dolce che salata. Chi l’ha detto che la mandorla non vada d’accordo con la cucina nipponica?
- Servizio vincente: Sabato 14 novembre toccherà alla maxi-racchetta da tennis interamente scolpita nel torrone dall’azienda Rivoltini. Un omaggio al tennis in carrozzina e alla Canottieri Baldesio, benedetto perfino da un videomessaggio dell’icona del tennis Adriano Panatta. L’unico dubbio resta sul rimbalzo della pallina, ma sul gusto non ci sono incertezze.
