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Maxi operazione culturale da 26 milioni in Lombardia: addio fabbrica che ha fatto la storia, ecco i capolavori

Dopo 15 anni di attesa, la città di Lodi si prepara a riaprire il suo Museo Civico. Il progetto non è solo un recupero architettonico, ma una vera e propria operazione di rigenerazione urbana che trasformerà l’Ex Linificio Canapificio Nazionale (storicamente noto come “el fabricon”) in un polo culturale d’avanguardia.

Un progetto da 20 milioni di euro finanziato dal PNRR

Il rilancio dell’area a due passi dalla stazione ferroviaria è sostenuto da un investimento complessivo di oltre 26 milioni di euro, di cui ben 18,5 milioni provenienti dai fondi PNRR.

L’obiettivo dell’amministrazione guidata dal sindaco Andrea Furegato è ambizioso: creare l’“Opificio della Cultura” in piazzale Forni. Questo spazio multifunzionale ospiterà:

  • Il nuovo Museo Civico di Lodi.

  • L’Archivio Storico Comunale.

  • Un auditorium e aree per mostre temporanee.

  • Spazi di coworking e una caffetteria moderna.

“La rigenerazione urbana è una grande occasione per riqualificare un intero quartiere”, ha dichiarato il sindaco Furegato. “Ci saranno un parco urbano, un’area residenziale e lo spazio culturale dell’ex Linificio. Sarà qualcosa di unico”.

La Pinacoteca di Lodi: tornano i capolavori di Hayez e Piazza

Il cuore pulsante dell’Opificio sarà il museo, che vanterà oltre 1.500 metri quadrati espositivi, raddoppiando la superficie della vecchia sede di corso Umberto.

L’attenzione è focalizzata sul ritorno della Pinacoteca, chiusa al pubblico dal 2011. I cittadini potranno finalmente ammirare nuovamente opere di inestimabile valore, tra cui i dipinti di:

  • Francesco Hayez

  • Callisto Piazza

Il restauro e la ricollocazione delle opere richiedono una visione chiara e competenze specifiche, come sottolineato dal primo cittadino, per garantire che il patrimonio artistico lodigiano sia valorizzato al meglio.

Storia e futuro: il recupero del “Fabricon” entro il 2026

L’Ex Linificio, costruito nel 1909 e dismesso nel 1967, rappresenta un pezzo di storia industriale per Lodi. Il complesso di 50.000 mq ospita già realtà come il liceo artistico e l’Agenzia delle Entrate, ma il nuovo progetto culturale ne cambierà l’anima.

I lavori, affidati a Ogb studio (Roma) e Apml Architetti Pedron/La Tegola (Venezia), hanno una scadenza precisa: marzo 2026.

Una visione dinamica della cultura

Ad affiancare la giunta nel progetto c’è Andrea Cancellato, presidente di Federculture ed ex sindaco di Lodi, in veste di consigliere delegato. Secondo Cancellato, il nuovo polo non sarà un museo statico: “Lo allestiremo con cura per raccontare la storia della città. Sarà un luogo dinamico che inviterà i cittadini a tornare e riscoprire la propria identità”.

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