La trasformazione di una delle arterie più trafficate della Lombardia in una strada a pagamento accende la protesta politica e sociale. Il Patto per il Nord ha annunciato un presidio ufficiale per fermare quella che definiscono una “ingiustizia” ai danni dei cittadini e dei pendolari.
l movimento scenderà in strada il prossimo 31 gennaio 2026 a Milano, precisamente in viale Enrico Fermi. L’obiettivo è contestare la decisione di Regione Lombardia di non garantire la gratuità del tratto della Milano-Meda (qui tutti i precedenti), che verrà inglobato nel sistema di Autostrada Pedemontana Lombarda, trasformando un asse storicamente libero in una tratta soggetta a tariffazione.
Questa battaglia per la gratuità era già stata sollevata dal Partito Democratico attraverso una massiccia raccolta firme consegnata direttamente al presidente Attilio Fontana, oltre che dalle reiterate richieste dei sindaci del territorio coinvolti nel progetto.
Nonostante le pressioni del territorio, le prospettive di una strada libera da pedaggi sembrano sfumare. Durante un recente vertice in Regione Lombardia, l’ipotesi della gratuità è stata accantonata a favore di una possibile scontistica per i pendolari abituali. Tuttavia, ad oggi, nessuna misura concreta è stata approvata.
Il direttore generale di Pedemontana, Sabatino Fusco, ha ribadito più volte — sia in sede regionale che durante le assemblee comunali — l’impossibilità di una Milano-Meda gratuita. La necessità di rientrare dai massicci costi di realizzazione dell’opera renderebbe, secondo la società, il pedaggio un elemento imprescindibile del piano economico.
Il passaggio al pagamento preoccupa seriamente i comuni della Brianza. Il timore principale è che l’introduzione della “gabella” spinga migliaia di automobilisti a riversarsi sulle strade secondarie e sui centri abitati per evitare i costi, mettendo in crisi una viabilità locale già satura. Il Patto per il Nord denuncia: “Fermiamo questa ingiustizia che viene pagata tre volte dai cittadini”.