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Svizzera, gli incredibili aumenti di stipendio degli infermieri (con quel picco mostruoso)

Una vertenza aperta da anni e un adeguamento retributivo mai concretizzato portano nuovamente alla mobilitazione il personale infermieristico dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale. I sindacati OCST e VPOD, muovendosi in sinergia con la Commissione del personale, hanno ufficialmente indetto un’assemblea generale per la giornata di martedì 10 novembre.

Al centro della contestazione vi è il prolungato congelamento degli stipendi, un blocco salariale che dura ormai da diversi anni. Secondo le stime dettagliate fornite dalle rappresentanze sindacali, l’adeguamento richiesto garantirebbe al personale sanitario incrementi retributivi annui compresi tra un minimo di 5.159 franchi e un massimo di 8.941 franchi, calcolati e parametrati a seconda della specifica funzione lavorativa svolta all’interno della struttura.

Le radici della controversia risalgono al 2019, anno in cui la Commissione paritetica preposta all’analisi della questione sancì e formalizzò la necessità di una riclassificazione per gli operatori infermieristici. Nello specifico, l’accordo prevedeva la transizione e il passaggio automatico dalla classe salariale 4 alla classe 5 per gli infermieri generici, e un avanzamento dalla classe 5 alla classe 6 per i professionisti in possesso di una specializzazione. Un passaggio contrattuale che, come ribadito con forza da OCST e VPOD, rappresenterebbe un dovuto e doveroso riconoscimento per il percorso formativo sostenuto, per il livello di competenze acquisite e per le elevate responsabilità giornaliere richieste a chi lavora nel delicato ambito sociopsichiatrico del Cantone, oltre a costituire un fattore determinante per accrescere l’attrattività della professione stessa.

Nonostante l’esplicito pronunciamento favorevole espresso a suo tempo dalla Commissione paritetica, la misura non ha mai trovato concreta applicazione pratica. Negli anni successivi, per sollecitare l’attuazione dell’intesa, la Commissione del personale insieme alle sigle OCST e VPOD ha promosso molteplici e continue iniziative: dalla consegna di una petizione formale nel mese di giugno 2022, a diffuse prese di posizione pubbliche, fino all’invio di ripetute istanze ufficiali indirizzate direttamente al Consiglio di Stato, l’ultima delle quali è stata inoltrata nel gennaio 2026.

Da parte sua, l’Esecutivo cantonale continua a fare muro e a opporsi all’adeguamento stipendiale richiamando motivate ragioni di carattere finanziario. In base a quanto riferito dalle organizzazioni dei lavoratori, nel corso dell’ultimo tavolo di confronto e incontro sul tema, il Governo ha fermamente confermato la propria linea ostativa, negando di fatto quello che OCST e VPOD reputano essere un diritto e un riconoscimento professionale già ampiamente accertato e condiviso da tutte le parti sociali coinvolte.

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