Ieri sera ad Albate l’incontro pubblico, organizzato dal Pd, sul destino del monte Goj dopo alluvioni e incendio. Così il partito racconta la serata:
Partecipazione e interesse alla Cascina Massée di Albate per l’incontro di ieri sera sulla sicurezza e il futuro del Monte Goi. Davanti a una sala piena, che conferma l’importanza della tematica, molto sentita dai cittadini dei quartieri interessati di Albate, Lora e Muggiò, è emersa con forza l’urgenza di intervenire, per restituire ai comaschi un luogo di valore, bello e sicuro.
Il segretario del circolo PD di Como circ. 1 , Francesco Finizio, ha posto l’accento proprio su questo aspetto in apertura dell’incontro, ribadendo che sicurezza e futuro sono le parole che hanno guidato il modo di agire del PD comasco fin dal 2023, quando un violento nubifragio ha causato la caduta di 6mila piante, sostanzialmente mai rimosse.
Le sollecitazioni hanno portato a un intervento del parco, a proprie spese (70mila euro) per liberazione della sentieristica principale e a uno stanziamento, grazie all’impegno del consigliere Angelo Orsenigo in Regione, di 440mila euro per la riqualificazione post nubifragio. I lavori sarebbero dovuti partire a ottobre, ma il 13 agosto, con il ben noto incendio, lo scenario è cambiato, così come le priorità.
Ora, prima di ogni cosa, è necessario mettere in sicurezza territorio e abitazioni ai piedi del Monte Goi, nei quartieri di Albate, Lora e Muggiò, a forte rischio idrogeologico. L’importanza di intervenire e prevenire è stata sottolineata anche dall’agronomo Angelo Vavassori con il suo prezioso intervento.
Presente, tra le autorità, anche rappresentante con delega al verde del Comune di Lipomo (Dott.ssa Bianchi). Assente, invece, il Comune di Como, nonostante sia stato ovviamente invitato a partecipare. La serata ha visto anche la presenza del Parco Regionale Spina Verde, con il direttore Vittorio Terza, che ha fatto un resoconto dettagliato di tutta la cronistoria dal 2023 a oggi, tra pratiche e progetti per riqualificare e mettere in sicurezza il parco. Tra questi anche un progetto di 7milioni presentato in Regione e in fase di revisione.
Un progetto che trova la contrarietà del consigliere regionale Angelo Orsenigo, in particolare per la previsione di realizzazione di una strada dall’elevatissimo costo di circa 2 milioni che andrebbe a deturpare il territorio e la qualità del bosco che è fatto di flora, fauna e sentieri non certo di strade. Lo stesso consigliere, ha poi ribadito la necessità di accelerare i tempi, adottando tutte le procedure di emergenza che superano le normali procedure burocratiche, per garantire la sicurezza ai cittadini che vivono nei quartieri ai piedi del Monte Goi. Occorre subito installare apposite reti di protezione e pulire quanto prima il bosco, utilizzando subito i 440 mila euro stanziati. Un amministratore pubblico degno di questo nome deve fare tutto ciò che è in suo potere per tutelare i propri cittadini, non lo si fa dimostrando scarsa preparazione e assenza come dimostrato dal Comune di Como negli incontri con Parco e Regione, assenza ingiustificata, appunto, per il ruolo che l’ente pubblico deve ricoprire per la sicurezza dei propri cittadini.
Ampio spazio è stato lasciato ai tanti interventi della cittadinanza, da cui è arrivata conferma dei pericoli e delle problematiche già evidenziate, e delle associazioni che si erano ritrovate per fare fronte comune per portare avanti ai tavoli competenti di Comune, Regione e Spina Verde. Tra questi Luca Gaffuri, già Consigliere Regionale PD e storico residente di Albate che ha evidenziato l’importanza di intervenire nella situazione più problematica che oggi riguarda tutta la zona sopra via Oltrecolle, costituita da cinque valletti dove sostanzialmente ci sono massi e poche piante: il rischio è che, alla prima pioggia significativa tutto scenda a valle. Infatti, alcune settimane fa, diverse proprietà sono state invase dal fango in via Palazzetto e via Zambon. Gaffuri ha poi sottolineato l’importanza di intervenire al più presto per la messa in sicurezza degli argini del torrente Segrada in Valbasca. Bisogna evitare che si ripetano situazioni come quelle avvenute il 23 settembre 2025, quando, in seguito alla erosione delle sponde, sono state trascinate piante che, fermandosi a un ponticello, hanno portato all’allagamento della via Valbasca e delle case .
È importante dunque fare interventi di prevenzione che hanno costi nettamente inferiori a quelli che sono stati sostenuti per lo spegnimento dell’ incendio del Monte Goj ( Canadair, Elicotteri, Vigili del fuoco , Protezione civile …).Ribadendo che il territorio interessato si trova nel Comune di Como, che deve garantire la sicurezza dei cittadini dai rischi ambientali, Finizio ha invitato, in conclusione, l’assessora Bodero Maccabeo a mettere la tenda in uno dei quartieri interessati, sperando in risultati migliori del fallimento dei giardini a lago…



