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Attualità

Como, è morto Roberto Bernasconi storico direttore della Caritas diocesana

E’ morto il direttore della Caritas diocesana di Como, Roberto Bernasconi, 72 anni. Era ricoverato da 15 giorni all’ospedale Sant’Anna di Como a seguito di un gravissimo malore.

Da un quindicennio al vertice della Caritas, Bernasconi ha attraversato da protagonista infaticabile alcune delle emergeze più gravi che hanno colpito Como e il territorio in questi anni, basti pensare all’arrivo in massa dei migranti nel 2016 fino all’accoglienza invernale, ogni anno, delle persone senza dimora attraverso il progetto Emergenza Freddo.

Figura di grande personalità, non raramente è entrato anche nel dibattito sui temi della più stretta attualità con vigore e posizioni che hanno fatto discutere, pur in una vita spesa sempre a fianco degli ultimi e delle persone più fragili.

Da venerdì pomeriggio sarà allestita la camera ardente al Cardinal Ferrari, mentre i funerali saranno lunedì prossimo in Duomo alle 15.

Ecco i dettagli diffusi dalla Diocesi:

  • La camera ardente sarà allestita nella Cappella della Santissima Trinità del Centro Pastorale Cardinal Ferrari di viale Cesare Battisti, 8 a Como.

  • La camera ardente sarà accessibile dal portone della chiesa da viale Battisti.

  • Venerdì 18 marzo la camera ardente sarà aperta dalle ore 15.00 alle ore 18.00.

  • Sabato 19 e domenica 20 marzo la camera ardente sarà aperta con orario continuato dalle ore 9.00 alle ore 18.00.

  • Sabato 19 marzo, alle ore 20.30, ci sarà il Santo Rosario in suffragio di Roberto Bernasconi nella chiesa parrocchiale di Como-Rebbio.

  • Lunedì 21 marzo la camera ardente sarà aperta dalle ore 9.00 alle ore 12.00.

  • I funerali si svolgeranno lunedì 21 marzo, alle ore 15.00, in Cattedrale, presieduti dal Vescovo monsignor Oscar Cantoni. Per chi non potesse partecipare in presenza, le esequie saranno trasmesse in diretta sul canale YouTube de “Il Settimanale della diocesi di Como”.

NEL CORSO DELLA GIORNATA SONO ARRIVATE TESTIMONIANZE E CORDOGLIO

IL VESCOVO DI COMO, OSCAR CANTONI

È con il cuore gonfio di dolore che come Chiesa di Como, insieme alla famiglia, diamo notizia della nascita al Cielo di Roberto Bernasconi e, allo stesso tempo, esprimiamo una gratitudine sincera per averlo avuto fra noi.

È stato per tutti un modello di vita cristiana e di umanità profonda, nei suoi tanti volti di battezzato, sposo, padre, nonno, lavoratore, diacono permanente, direttore della Caritas diocesana.

In questo momento siamo disorientati, ci facciamo tante domande… Abbiamo la risposta e la troviamo in Dio, nella consolazione che solo la preghiera può donarci.

Roberto ha saputo incarnare e rendere vita quotidiana le virtù teologali. Con la sua fede: limpida e solida, radicata nel Vangelo. Con la sua speranza: capace di guardare oltre, di avere come orizzonte l’umanità e di trovare caparbiamente una soluzione a qualsiasi tipo di problema gli venisse sottoposto. Raramente gli ho sentito pronunciare un «no». Il suo atteggiamento era sempre: «vediamo cosa possiamo fare». Infine, con la sua carità. Una carità vera, alimentata dalla preghiera e dalla relazione con Gesù Eucaristia, che gli permetteva di cogliere in tutte le persone che incontrava lo sguardo di Dio e per questo sapeva metterle al centro di ogni pensiero e azione, rispettandole e valorizzandole nella loro dignità. Aveva fatto sua la certezza che ci dice San Paolo: «La carità non avrà mai fine».

Ci stringiamo ai suoi familiari e a tutta la grande famiglia che per lui sono stati questa nostra Diocesi, la Caritas diocesana, l’Azione cattolica, i confratelli diaconi permanenti, la comunità civile, i tanti fragili che hanno trovato nel suo volto e nel suo sorriso un punto di riferimento e di conforto.

Roberto continuerà a vivere nell’eredità preziosa che ci ha lasciato e il cui futuro, ora, è consegnato a tutti noi.

+ Oscar CANTONI, Vescovo di Como

LA CARITAS

Non è semplice in questo momento di dolore ricordare il nostro caro direttore Roberto. Ci stringiamo alla moglie Laura, alla figlia Sandra e alla sua famiglia, a tutti i volontari e agli operatori della Caritas, ai confratelli diaconi, ai sacerdoti e alle comunità con cui Roberto ha condiviso la sfida appassionante della carità.

Roberto aveva a cuore la corresponsabilità nella Chiesa, per questo si era messo al servizio fin da ragazzo in numerose realtà ecclesiali, nel ministero diaconale e, infine, nella Caritas diocesana dove aveva iniziato il suo servizio dal basso, come volontario del dormitorio invernale per poi arrivare ad essere chiamato, dal vescovo Diego Coletti, a svolgere il servizio di direttore nell’agosto del 2007. «Questo incarico, accettato per obbedienza, si è subito trasformato in un servizio», aveva ricordato nella sua prima intervista da direttore.

Roberto era un uomo concreto, energico, per tutti noi un trascinatore, un entusiasta. Non si è mai risparmiato: nei viaggi in lungo e in largo per la nostra diocesi, in Italia nelle missioni per portare aiuto nelle zone colpite dai terremoti, nell’accoglienza vivendo in prima persona e senza riserve i drammatici fatti della primavera-estate del 2016 quando Como divenne l’epicentro della crisi migratoria. Fino agli ultimi giorni quando era in prima linea per gestire l’emergenza causata dalla guerra in Ucraina.

Un uomo di azione che amava sporcarsi le mani – montando un letto o preparando semplicemente un piatto di pasta per un momento conviviale -, ma altrettanto condividere pensieri, idee e progetti.

Con il suo impegno e la sua dedizione è stato capace di guadagnarsi la stima degli uomini e delle donne impegnati nelle istituzioni che hanno sempre trovato in lui un uomo di dialogo, un costruttore di ponti.

Roberto amava profondamente la Chiesa, tanto che fino all’ultimo ha partecipato attivamente al cammino del sinodo diocesano e alle visite dei vicariati insieme al nostro vescovo Oscar. Sentiva l’urgenza che la nostra Chiesa diocesana vivesse fino in fondo l’esperienza della carità come segno profetico dell’Amore.

Il 1° marzo scorso al termine del rosario per la pace in Cattedrale – chiesa madre della diocesi in cui svolgeva il suo ministero diaconale – Roberto ha rivolto un invito all’accoglienza. Poche ore dopo è stato colto dal malore da cui non si è più ripreso. In quell’occasione aveva concluso il suo breve intervento dicendo: «Dopo una preghiera così intensa la nostra Chiesa propone anche delle opere a favore di questi nostri fratelli…» e ancora «sarebbe bello trovarsi insieme, imparare a conoscerci sempre più perché possiamo diventare insieme un’unica famiglia».

LA CGIL

La Cgil di Como si stringe attorno ai famigliari, agli amici e a tutta la Caritas per la morte del direttore Roberto Bernasconi. “Ci piace ricordarlo per il suo grande impegno sui temi della solidarietà e dell’accoglienza – commenta il segretario provinciale Umberto Colombo – nel 2016, durante l’emergenza migratoria estiva, come Cgil ci siamo ritrovati fianco a fianco nel portare solidarietà alle persone in arrivo dall’Africa. Ricordiamo inoltre il grande lavoro sui temi dell’accoglienza invernale e dei senza dimora, cui anche noi, come sindacato, abbiamo dato il nostro contributo”.

LA CISL

La Cisl dei Laghi partecipa al dolore della famiglia per la scomparsa di Roberto Bernasconi, direttore della Caritas diocesana di Como. “Raccogliamo la notizia con smarrimento – il commento di Daniele Magon, segretario generale della Cisl dei Laghi -. Se ne va una figura di primo piano, un uomo che negli ultimi anni ha saputo spendersi senza risparmio sul fronte della carità e dell’attenzione agli ultimi. Innumerevoli le campagne di solidarietà di cui è stato promotore, capace di agire sempre in perfetta sinergia con le realtà civili e sociali del territorio, così da ottimizzare le forze per rispondere al meglio ai bisogni che le nostre comunità esprimono, sia nella quotidianità che nelle situazioni di emergenza. La sua testimonianza resta un esempio per tutti noi”.

IL SINDACO LANDRISCINA

Desidero esprimere il cordoglio a nome mio, di tutta la Giunta, del Consiglio comunale e dell’intera città di Como per la morte di Roberto Bernasconi, per anni guida della Caritas di Como, punto di riferimento per istituzioni e associazioni, famiglie, persone in difficoltà. Una vita, la sua, spesa nell’aiuto agli altri, a partire dai più deboli, interfacciandosi con i diversi livelli istituzionali dove sapeva portare esperienza, competenza e umanità.
In questi anni ha condiviso più volte con me personalmente e in particolare con gli assessori Corengia e Negretti l’attenzione sulle situazioni di disagio, insieme collaborando con le diverse realtà del territorio per strutturare percorsi efficaci, in grado di rispondere ai bisogni che di volta in volta si presentavano. Nell’ambito di questa preziosa collaborazione abbiamo individuato in ogni frangente le azioni più efficaci per investire in maniera opportuna anche le risorse economiche che questa amministrazione comunale ha destinato al mondo che Roberto Bernasconi incarnava, in nome e per conto certamente di Caritas, ma anche ponendosi volentieri a disposizione per individuare le migliori dinamiche di collaborazione con tutti i Soggetti, in particolare quelli che siedono al tavolo della Grave Marginalità.
Con lui, anche recentemente, abbiamo assunto delle decisioni per indirizzare in modo coordinato ulteriori risorse, e proprio nel confronto con lui sono stati individuati i presupposti che hanno animato le scelte concrete del Comune nell’attuale emergenza umanitaria, a partire da quella di individuare in Caritas il soggetto privilegiato per la definizione delle azioni cittadine.
Ci mancherà la sua presenza, ma sono certo che la città saprà conservare con affetto e mantenere viva la sua più preziosa eredità: la capacità di guardare dentro alle situazioni problematiche con realismo, cercando punti di incontro e non di scontro, e mettendo in atto soluzioni che possano restituire prima di tutto dignità e voglia di vivere alle persone.
Un sincero cordoglio alla sua famiglia, che ho avuto occasione di conoscere personalmente, e una solidarietà nel dolore anche ai tanti che lo hanno affiancato nell’importantissima attività che ha svolto a favore delle persone più fragili della nostra città.

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2 Commenti

  1. Con grande dolore esprimo il mio più profondo cordoglio per la scomparsa di Roberto Bernasconi.
    Uomo di grande umanità e di sconfinata bontà.
    Con lui la città di Como perde un’altro difensore e protettore dei più deboli e degli “ultimi”.
    Riposi in pace.

  2. Mi spiace notar i commenti dei comaschi. Purtroppo abbiamo perso un Comasco ver, sincero umile, dedito al prossimo senza secondi fini.

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