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Nella scuola rivive la storia di Como: per la prima volta dopo decenni un bozzolo è diventato filo di seta

Per la prima volta, dopo molti decenni, a Como un bozzolo è diventato un filo di seta, pronto per essere messo a telaio e diventare un tessuto. Questo è avvenuto non in un’azienda, ma in un’aula del Setificio, la storica scuola comasca nata per il distretto serico e oggi divenuta una delle più importanti a livello nazionale.

Pochi giorni fa, infatti, al Carcano di Como sono state avviate le nuove macchine per la trattura e la filatura della seta, fortemente volute dalla Fondazione della Seta ETS.

Un mestiere scomparso

Nell’era che si apre all’intelligenza artificiale può sembrare un’operazione fuori tempo, ma non lo è. Trasformare il bozzolo in filo era certamente il lavoro delle filande, che per generazioni hanno riempito l’Italia di camini, vapore, mosse dalle mani sottili e dalla perizia di tante donne. Poi le filande hanno chiuso, una dopo l’altra, e quel mestiere in Italia e in Europa è sparito.

Ora, com’ è noto, questa attività in gran parte è svolta in Cina, paese dove la seta è nata e dove ancora oggi viene coltivata in grandi quantitativi per poi fornirla all’industria tessile.

Macchine italiane

Nonostante la preminenza cinese, in Italia però non manca la passione per lavorazioni che nei secoli hanno dato luogo a grandi capolavori della storia del tessuto e poi della moda internazionale. E infatti i nuovi strumenti per la trattura e la filatura della seta sono stati progettati in Italia, da Tecnoseta, giovane azienda di Zagarolo, nei pressi di Roma, e poi messi a punto insieme alle imprese comasche.

Sono macchine protette da brevetto e consentono di produrre piccoli lotti di filato di seta di alta qualità all’interno di spazi ridotti come ad esempio quelli scolastici.

Una lavorazione antica si rinnova

Il percorso è davvero affascinante da svolgere e da osservare. I bozzoli vengono prima ammorbiditi, poi immersi in acqua tiepida: da ciascuno si sfila un filamento sottilissimo, lungo centinaia di metri, e poi più filamenti vengono uniti in un unico filo.

Otto postazioni lavorano insieme e in una giornata producono circa un chilo di seta. Il filo viene poi avvolto in matasse e infine ritorto, a 3.000 giri al minuto, per renderlo resistente e pronto per il telaio.

Un sistema digitale sorveglia il tutto e dà l’allarme se il filo si spezza.

Il futuro della seta si impara a scuola

Che tutto questo si trovi in una scuola non è un caso. Como lavora una parte rilevante della seta italiana ed è un’eccellenza riconosciuta nel mondo, ma questa forza proviene dalle competenze uniche di persone del distretto comasco. E queste competenze devono essere trasmesse ai giovani, per non “spezzare il filo” di una sapienza unica al mondo.

Per questo a scuola i ragazzi del Setificio potranno adesso seguire in diretta l’intero percorso della seta, dal bozzolo al tessuto, comprendendo molto meglio qualità e criticità insite in una fibra naturale di eccezionale pregio. E le imprese del distretto potranno avvalersi di giovani ancor più preparati e competenti.

“Aver creato la Fondazione della Seta ETS unendo le forze di tre enti prima separati – Ass. Ex Allievi, Fondazione Setificio e Museo della Seta “, dichiara Graziano Brenna, presidente della Fondazione della Seta ETS – “ha permesso di migliorare sensibilmente rispetto al passato le attività a favore della scuola e del distretto serico, come in questo caso. Siamo un gruppo molto affiatato che cerca di fare il meglio possibile per il comparto tessile comasco”.

“In un’epoca in cui i ragazzi trascorrono sempre più tempo davanti agli schermi, lavorare con le proprie mani su un bozzolo di seta è un’esperienza che lascia il segno”, commenta Gianluca Mandanici, Dirigente Scolastico dell’Istituto Setificio Paolo Carcano di Como. Dal bozzolo al filo, i nostri studenti avranno l’occasione di riscoprire il valore della pazienza, della precisione e dell’attenzione, ripercorrendo millenni di storia della seta e secoli di tradizione manifatturiera comasca. Un’esperienza che unisce il sapere al saper fare, arricchisce la loro formazione tecnica e rafforza il legame con il territorio. Ringrazio Fondazione della Seta per l’opportunità offerta ai nostri studenti”.

“Tecnoseta sta sviluppando impianti ad alto contenuto tecnologico per innovare i processi di produzione della seta, in un contesto internazionale che guarda con crescente interesse al rilancio della filiera serica in Europa”, ci racconta Massimo Proia, responsabile area tecnica della Tecnoseta Srl di Zagarolo. “La Fondazione della Seta ha saputo interpretare con lungimiranza questo momento come un’importante opportunità per Como, città simbolo della cultura e della produzione serica, per valorizzare nuovamente la propria vocazione attraverso il recupero delle competenze e l’introduzione di tecnologie innovative. L’installazione dei nuovi impianti per la trattura del filo dai bozzoli rappresenta un passo concreto verso una filiera della seta capace di unire tradizione, innovazione e sostenibilità, creando nuove prospettive per il futuro del settore”.

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