Riceviamo e pubblichiamo la mail di un lettore a proposito di, come scrive: “Un sabato mattina di frustrazione: cronaca di un disservizio”. Ecco il racconto:
Premessa: non essendo un appassionato di calcio, normalmente non seguo il calendario delle partite del Como e, consapevole dei disagi che si verificano regolarmente nei pressi dello stadio durante questi eventi, evito accuratamente di frequentare la zona in quei giorni. Uno dei principali problemi riguarda la carenza cronica di parcheggi, un aspetto noto a chiunque abbia avuto esperienza in quell’area. Tuttavia, questa volta mi sono ritrovato, mio malgrado, coinvolto come automobilista in una situazione di disagio che non avevo previsto.
Venerdì 13 febbraio, alle ore 19:00, ho parcheggiato la mia auto in Via Campo Garibaldi, proprio di fronte al cartello che indica gli orari di pagamento del parcheggio. Casualmente, parcheggio esattamente davanti al cartello che indica il parcheggio a pagamento ed i relativi orari (vedi fotografia, l’auto nera era la mia). Non essendo riportato alcun divieto relativo alla giornata successiva, ho regolarmente pagato la sosta tramite l’app EasyPark, coprendo il periodo fino alle 9:00 del mattino dopo. Quando sono tornato sul posto la mattina seguente, con grande sorpresa, ho trovato tutta l’area dei parcheggi completamente vuota e delimitata da strisce di plastica rosse e bianche.
Appresa la situazione, ho chiamato i vigili urbani che mi hanno informato della rimozione della mia auto, invitandomi a recarmi a Rebbio per il recupero. Una volta arrivato al deposito, mi è stato detto che avrebbero dovuto contattare nuovamente i vigili urbani per la restituzione del veicolo. Ho atteso circa mezz’ora prima che arrivassero e, nel frattempo, altre persone nella mia stessa situazione sono giunte sul posto. Tutti hanno confermato di non aver visto alcuna segnalazione evidente riguardante il divieto sui cartelli che indicano il parcheggio a pagamento.
All’arrivo dei vigili, è stato necessario attendere un’altra mezz’ora per la compilazione del verbale e per il pagamento del servizio di rimozione, che ammontava a ben 172 euro. Alla mia richiesta di spiegazioni in merito all’assenza di segnalazioni specifiche sul cartello di fronte al quale ho parcheggiato, i vigili hanno risposto che erano presenti altre indicazioni lungo la via e sul parchimetro. Ho quindi dedotto che la responsabilità era mia, poiché non avevo utilizzato il parchimetro fisico e non avevo controllato l’intera via alla ricerca di eventuali segnalazioni aggiuntive, affidandomi soltanto al cartello principale che disciplina il parcheggio. Mi chiedo se sia legale tutto ciò…
Durante l’attesa, un episodio ha colpito particolarmente tutti i presenti: un anziano disabile, armato di contanti per ritirare la propria auto, si è visto negare la possibilità di pagare in contanti, poiché il regolamento prevedeva solo pagamenti elettronici. Non essendo in possesso di carta di credito o bancomat, il signore ha insistito con forza. Solo dopo molte discussioni, i vigili hanno deciso di contattare i colleghi per farsi portare un modulo che permettesse di accettare il pagamento in contanti. Tuttavia, né loro potevano allontanarsi né i colleghi potevano arrivare: è stato quindi necessario che uno dei presenti si offrisse di andare personalmente al comando dei vigili urbani per recuperare il modulo e portarlo al deposito auto.
Dopo aver atteso due ore al deposito, sono andato via senza sapere come si fosse conclusa la vicenda per il signore anziano. Sono però certo che tutti i presenti hanno lasciato il luogo con un senso di frustrazione profonda, dovuta non solo al trattamento ricevuto, ma anche alla disorganizzazione e inefficienza del sistema e, soprattutto, alla mancata segnalazione del divieto sul cartello che regola il parcheggio.
Riccardo Bezzo