La Serie A non vuole più essere solo il “motore” del Fantacalcio, ma il suo proprietario. Con una mossa strategica che segna il passaggio definitivo verso il modello di media company, l’Assemblea di Lega ha dato il via libera all’acquisto del 51% di Quadronica, la società salernitana che detiene il marchio e la piattaforma Fantacalcio.it.
I dettagli dell’operazione: cifre e governance
L’operazione, fortemente promossa dall’AD Luigi De Siervo, ha una valutazione complessiva che sfiora i 40 milioni di euro. La Lega Serie A verserà poco più di 18 milioni per ottenere la maggioranza, lasciando la gestione operativa ai fondatori storici, Nino Ragosta e Luigi Cutolo.
I numeri di Quadronica giustificano l’investimento:
- Utenti: circa 7 milioni di iscritti.
- Ricavi: una crescita verticale dai 1,2 milioni del 2015 agli oltre 9 milioni previsti per l’anno in corso.
- Marginalità: utili netti vicini ai 4 milioni di euro, grazie a un business digitale “leggero” e scalabile.
Il fronte del No: il caso Como, Fiorentina e Napoli
Nonostante l’ampio consenso, il voto in assemblea ha evidenziato una spaccatura interna. Il fronte del dissenso è composto da tre club che hanno espresso voto contrario: il Como, la Fiorentina e il Napoli.
In particolare, il Como si è distinto come una delle tre società fermamente contrarie all’operazione, insieme ai club di Commisso e De Laurentiis. A queste si aggiungono le astensioni di Roma e Cremonese. Se per la maggioranza (15 voti a favore) si tratta di un’opportunità imperdibile, per i club dissidenti restano probabilmente dubbi sulla valutazione del asset o sull’opportunità strategica dell’investimento diretto in una srl esterna.
Perché la Serie A punta sul Fantacalcio
Oltre ai dividendi, la vera posta in gioco è rappresentata dai Big Data. Acquisire il Fantacalcio significa mettere le mani su un “atlante dei comportamenti” dei tifosi:
- Profilazione precisa: Abitudini di consumo, giocatori preferiti e tempi di connessione.
- Strategie commerciali: dati fondamentali per negoziare con sponsor e broadcaster.
- Integrazione pubblicitaria: superare i banner tradizionali per inserire marchi (come Eni o McDonald’s) direttamente nelle dinamiche di gioco.
“Vogliamo arricchire il Fantacalcio con le nostre immagini e dare un prodotto sempre più appetibile”, ha commentato il presidente Ezio Simonelli, confermando la volontà di integrare video e contenuti esclusivi della Lega all’interno dell’app.
La prospettiva
Con questa mossa, il calcio italiano tenta di accorciare le distanze con i grandi colossi dell’intrattenimento globale. Resta da capire come la nuova proprietà influenzerà l’esperienza dei milioni di “fanta-allenatori” che ogni weekend popolano la piattaforma, in un equilibrio delicato tra passione sportiva e monetizzazione dei dati.